Categoria: crederci

Backdoors – Love don´t come easy

Aspetto che il liquido giallastro scivoli giú. Lei trema, dalle labbra fino alla punta dei capelli. La parola indietro. Dimmi cosa vedi quando la dico. Siamo vite povere e misere finché non incontriamo qualcuno che ci solleva dalla polvere e ci dice che gli occhi nostri splendono, in fondo, di luce propria e che niente e nessuno ci puó togliere il nostro mondo, la nostra vita. La nostra vita. Diavolo d´un whiskey. Io se dici indietro vedo solo le cose belle che son riuscito a essere a intermittenza. Una specie di fiore mai sbocciato davvero, un bruco e metá farfalla. Una prigionia dentro una libertá. Una lotta infinita. Lei trema, il collo flette, lo smalto sulle unghie soffre sotto l´acqua dei piatti, i fianchi si ritirano come una foglia d´autunno a terra.

Ci son volte che finisci una cosa a metá e non sai come la ritroverai. Volte in cui dici buonanotte e non sai che tono userai per il buongiorno, o cose anche meno stupide. Come: mi ama ancora? La amo ancora? Vorrá ancora farmi vedere i miei figli? Pensa ancora che son un buon padre? Succedono certe cose che scavano un solco profondo e dividono i campi. Cose che dovrebbero essere leggere ma non lo sono, che dovrebbero passare ma non passano.

Ci nascondiamo dietro le responsabilitá, diciamo che le ore sono solo 24, avalliamo l´ipotesi della crisi, ipotechiamo i sogni perché troppo arditi. Cresciamo e invecchiamo. Finiamo per essere altri, per non controllare se siamo sempre all´altezza, per finire risucchiati dall´abitudine dei gesti e della retorica. E il cuore ti diventa pesante. Quella vita che niente e nessuno poteva toglierti te la sei tolto da te, le persone che dovevi avvicinare le hai allontanate, le persone che dovevi proteggere le hai perse di vista, le persone che dovevi curare le hai ferite. Lo spiraglio, una goccia, una folata, un ritaglio, un pezzo di veritá, di felicitá. Di famiglia. E torni a credere di poter arrivare fino in fondo, senti le energie animarti le ossa, ti senti un po´meno borderline sembra che puoi tutto anche se non ambisci a quel tutto. Basterebbe un post it indelebile d´ amore sul frigo, una casa bella calda e pulita, qualcuno che giri con la tua maglietta, i passi di chi torna. Conosci lei.

[caption id="attachment_4791" align="aligncenter" width="432"]couple-cuteness-hug-love-Favim.com-407228_large Ancora, una backdoor nel tuo cuore[/caption]

Da piccolo giocavo con le macchinette Bburago e le Mattel. Ricordo i sorpassi, il traffico, gli scontri, la vernice che saltava, vedevano acqua e polvere per poi tornare lucidate sulla mensola. Strano come certe cose ritornino, noi, nel traffico a tentare di sorpassarci, tra fango e neve, tra cielo e inferno a farci diversi, a capirsi di meno, a dire di aver giá capito tutto dell´altro e interrompere la scoperta desolati. Traballiamo, tra le mani della vita, a te la mancata serenitá scrosta lo smalto a me le pareti del cuore. Nell´immaginario si spera di tornare lucidi sulla mensola, come se nulla fosse stato a brillare coi propri colori.

Sono al settimo bicchiere. Quando non ho la forza di affrontare la realtá il bicchiere mi sorregge. Stride la spugna sui piatti sgrassati. Lei é una vita intera, lei é il motivo di una vita. Ondeggia come se fosse una chioma di una qualsiasi conifera strappata dal vento. C´é un film mentale che le scorre davanti agli occhi bagnati e il regista é stato crudele. Si curva come per sparire, per non sentire. Siamo bombe ad orologeria e nasciamo dissinescate finché qualcuno o qualcosa, la scintilla la parola le spalle girate rimettono in moto il meccanismo. Siamo difficili, e piangiamo coi figli a letto pensando al loro futuro, siamo spaventati e non sappiamo né come né a chi dirlo. Non importa chi ha sbagliato importa l´ancora. Che sia ancora una volta. Che sia ancora perché non ci sono vite perfette e abbiamo bisogno di prenderci difettosi e accettarci anche quando non siamo all´altezza. Solo cosí si cresce. Insieme. Chi butta la spugna fará altri mille tentativi senza mai crescere, completarsi.

Ancora. Vorrei dirti. E dato che sei inaccessibile useró la porta di servizio. Una backdoor del cuore. Mi alzo dalla sedia svuoto il bicchiere nel lavandino, getto la bottiglia nella pattumiera. Si aggiusta i capelli, ha quasi finito. La casa é come sempre perfetta, il disordine é dentro. Nasciamo con la tendenza a evitare le scuse, a non pensare troppo aldilá, a dimenticare le ferite, con la tendenza a non ricordarci le cose belle che siamo. Prendo un vecchio nastro tra i miei ricordi musicali dei ´90. Play. Fallo anche tu.

Le pareti assorbono il rumore, noi assorbiamo il senso delle parole. Le prendo i fianchi. Cerca di scappare per un attimo.

- Lasciami!

La guardo: anche cosí distrutta é la persona piú bella che ho mai sperato di avere al mio fianco.

-Ti ho detto di...

La avvicino a me. Si tranquilizza. I cuori impazzano. Non eravamo cosí vicini da troppo tempo. Ci sarebbero tante cose da dire. Mi esce solo:

- Ancora.

Silenzio. Le lacrime solcano le guance. Le mie. Le sue. E´un mare condiviso. Le sollevo il viso. Qualcosa é rimasto. Qui, noi. Poggia la mano sopra il cuore. Come per sentire. E dice:

- Ancora

abc

Credimi, crediti, crediamoci

Sottile è la differenza tra una falsa verità ed una bugia. Quando parli cosa  racconti? Tante verità di oggi che domani saranno evidenti falsità. Senza cattiveria, senza coscienza. E poi a cosa credi? Quello che sento. Quello che leggo. Alle fonti autorevoli. Anche la scienza poi smentisce. E nessuno si fida di nessuno. Promesse non mantenute le potrebbero vendere a chili. Così, tra le false verità delle nostre visioni limitate, nelle menzogne temporanee delle speranze ci staremo chissà per quanto.

Poi il ritmo forsennato, le scelte da prendere in fretta, le distrazioni, non c’è nessuno che creda per noi. Non c’è il vicino che ti porta lo zucchero che sa sempre come stai. Non ci sono più i genitori che sanno cosa vogliono veramente i figli. Non ci sono i parenti a cui manchi. Non c’è qualcuno a prenderti quando cadi, ma solo a prendere quando ci sei.  Perché credere costa. credere in qualsiasi cosa. Sforzo, impegno, tempo, da togliere a se stessi: altruismo. E tutti si tiene il poco che rimane per se stessi, in questa vita magra di soddisfazioni e ricca di false consolazioni. Così ci dicono di correre per non pensare, ci dicono di lavorare e poi spendere, di guardare tutto quel che luccica, di distrarci. E che il bene non diventi amore. L’amore non diventi famiglia. Che l’amico resti davanti solo davanti a un pc. Che il bisogno di guida non diventi spiritualità. Che il lavoro non diventi passione. E che tutto questo appena menzionato sia supportato solo dai circuiti commerciali per il guadagno di qualcuno. Non ne vale più la pena ammazzarsi di fatica, dunque. Ed io qui, la bandiera bianca non l’ho portata. E non ho fatto la strada per percorrerla all’indietro. Vivo ancora per quel bacio sulla schiena di sfuggita. In quello ho sentito tutto l’amore. E mi son svegliato, senza muovermi. Ho ascoltato i passi tuoi allontanarsi. Non sapevo che poi avrei pianto, che avrei ricordato con dolore. Stai sicura son sempre qui. Con la stessa voglia di credere, di tagliare i limiti, di annegare nel tuo sguardo, di non soccombere nelle difficoltà.

Credere che ci siano giorni fatti per noi e sorrisi da vestire lentamente. E di abbracci mai pensati con le spalle aggrappate. Le mani fatte per stringerci nella vita. E vivere.

abc

Broken believers

Io credo che il mondo ne sia pieno. A volte li sento mentre parlano. A volte mi fermo e mi confronto con loro. A volte son stato cosí pure io. Siamo tutti un po´dei "broken believers". Ci imponiamo di stare con i piedi incollati a terra ed evitiamo di sperare. Sognare é un difetto, un meraviglioso difetto. E succede che i difetti, quelli prima o poi li paghi, e qualcuno o qualcosa te li fa scontare.

E anche desiderare non é cosí scontato. C´é da aggrapparsi alle cose giuste ed evitare quelle che ci faranno male. A volte da evitare se stessi. Forse ci guardiamo e non sappiamo decidere. Il brivido é un attimo. Non tutto quello che passa sotto la pelle ha un nome. Ma vorrei fosse speranza. Che c´é da tirare a fine mese, e molte cose non bastano piú. Che c´é da convivere con le persone, anche quelle piú odiose e ingrate e sleali. Penso, a una cattiva bambina, cresciuta e andata via. Se potessimo davvero guardarci dentro ci vedremmo a pezzetti scheggiati, vedremmo i titoli di coda, e le lacrime che non sono mai uscite. Vedremmo le paure che questo futuro non ci vuole togliere. E tra le cose che vedremmo ci sarebbe anche il vuoto lasciato dalla speranza. Quello é un vuoto grande, incolmabile con altro.

Poggia la mano qui e dimmi che in due sará piú facile credere. Credere anche alle bugie che il mondo ci racconterá, credere anche alla pubblicitá. Ma credere insieme.

Perché si deve fare, ve lo giuro. Trovate quella mano, quel petto. Che c´é da far vedere a qualcuno anche il nostro lato debole, che c´é da lasciare a qualcuno per un attimo il peso. Che c´é da ritrovarsi cambiati e cambiare ancora, e rifarlo senza paura di sbagliare con l´anima di qualcuno che non ci giudica. Che c´é da poter credere si saper far di meglio e provarci. Forse anche da per terra. Fosse anche a pezzi. Anche da dimenticati, da rifiutati, da incompresi.

E fossimo anche soli c´é sempre da credere a qualcosa che non sia troppo lontano e troppo virtuale come le facce dei social network. Per stringere ostinati quello che ci siamo guadagnati col tempo, quello che siamo diventati, grazie a tutto. E non arrenderci la mattina quando ci svegliamo. Alza prima un piede, poi l´altro e decidi cosa vuoi rubare al futuro. Senti il rumore della pelle di qualcuno di speciale. Believe. Credi.

abc

Prenditi cura di te

Forse è meglio che te ne vai. Ripetuto tre volte. Forse meglio che ci pensi. Già, forse è meglio che cresci. Che accetti le cose impossibili. Che aspetti il momento giusto. Forse è meglio che te ne vai e torni quando le cose saranno diverse. Ma son rimasto. Un attimo in più per una vita di meno. Eri bella.

Ero sicuro che non ci saremmo persi perché sappiamo fin troppo bene dove siamo messi. Non pensavo scivolando sulla tua pelle. Era bello e basta. E tornavo piccolo, stupido e insensato. Così come non mi vuoi.

Ora che tutto sta cambiando, anche le prospettive, anche la durata del tempo e la vicinanza dei sogni non ci sei. Ora che devo capire i compromessi da fare, ora che devo lisciare il pelo alla vita e prendermi sul serio, ora che non c’è qualcuno che mi dice “andrà tutto bene”. Se me ne fossi andato quand’era il momento ci saremmo rincontrati. Invece sei andata tu, ora, e niente è ciò che voglio, come lo voglio, dove lo voglio. Perché era semplicemente tutto in te.

abc

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Sfondo panoramico di colore chiaro e spiaggia priva di confini in altezza e orizzonte e poi noi, davanti allo scenario di un’ apocalisse mancata, stretti in un sorriso timido di amore, che nascondeva la passione del frutto nascosto, odore acerbo di nostra sublime essenza, noi rinchiusi in un flash ma liberi in una vita di rincorse, cadute, di amori in giravolta che si uniscono nel suo sorriso ed esplodono di arrendevole tenerezza su labbra rosate, labbra che ho stretto con i denti della gelosia, che l’hanno rinchiusa in qualunque altra cosa tranne che noi, quando l’amore finisce, e resti ad attaccare parole a frasi e frasi a lettere d’amore, solo come un artista che rimpiange l’opera dispersa, vano come un uomo qualunque, cocciuto come chi non si arrende al mare e affogando trova il coraggio di respirare acqua, come io trovo il coraggio in alto a destra con questa freccia, premere su una croce di Fine, trascinarti marcata di blu nel cestino, premere il tasto destro del sorcio, eliminare Amore? Premere Sì.

Matteo Morsetti

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