Categoria: crisi economica

Il gigante incatenato di Martin Schulz

Un libro importante in vista delle Elezioni Europee 2014. Schulz è uno dei più influenti politici europei, e anche una voce tedesca alternativa alla Merkel. Il presidente del parlamento UE propone un’agenda di riforme per l’Europa. Mai l’Unione Europea è stata più discussa: dopo cinque anni di crisi, il progetto europeo si trova davanti alla reale possibilità del fallimento. Ma cosa succederebbe se finisse l’esperienza dell’euro, o addirittura quella dell’Unione?

1353La trama

Siamo veramente disposti a rinunciare al progetto europeo, che ha saputo garantire la pace nel nostro continente per oltre sessant’anni? Martin Schulz, presidente Parlamento Europeo, è sicuro che valga la pena dargli un nuovo impulso per farlo progredire e motiva qui le sue teorie in modo chiaro ed efficace. Martin Schulz traccia uno scenario realistico quanto inquietante: crollo del mercato interno europeo, disoccupazione alle stelle, gli Stati europei inevitabilmente sottoposti al potere degli Stati Uniti e dei paesi in crescita come la Cina, mentre all’interno monta la minaccia del populismo di destra. In modo provocatorio e senza reticenze, Martin Schulz, uno dei più convinti europeisti, elenca tutto ciò che nell’Europa di oggi non va, puntando l’indice soprattutto sul deficit democratico, sulla mentalità degli Stati membri ancora legata all’ambito nazionale, e sulla mancanza di una politica estera unitaria. Schulz si scaglia inoltre contro le illusioni degli euroscettici e argomenta con forza in favore di una vera democrazia europea che sappia mantenere un ruolo di rilievo nello scacchiere globale e allo stesso tempo preservare quel modello sociale che tanto è ammirato nel resto del mondo. 

L´autore

Martin Schulz Dal 2012 presidente del Parlamento Europeo, Schulz ha militato nella spd tedesca dall’età di diciannove anni. Già libraio, sindaco della sua cittadina natale, nel 1984 entra nel direttivo nazionale del partito, e nel 1994 è eletto per la prima volta nel Parlamento Europeo, dove presiede il gruppo socialista tra il 2004 e il 2012. Oggi è lui il candidato ufficiale del Pse per la presidenza della Commissione Europea.

Il gigante incatenato uscirá a fine Gennaio per Fazi. É di 300 pagine e sará proposto a un prezzo di 18 Euro.

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Oltre al Vaticano e a San Marino, in Italia c’è un altro stato autonomo: il parlamento

Ebbene sì. In questo stato, non c'è niente che non vada bene. Milioni di euro spesi, viaggi intercontinentali, diamanti, escort, lauree. In questo Stato, i suoi cittadini chiamati anche politici si sentono in dovere di poter andare in Svizzera e comprare Lauree con soldi pubblici. In questo Stato, i suoi cittadini fanno viaggi e vacanze dall'altra parte del mondo, pagate da amici oppure dai soldi prelevati dalla cassa del partito.

In questo Stato, ti puoi permettere di organizzare cene in casa propria, con centinaia di ragazze, pronte a spogliarsi e fare del sano e originale burlesque. Se sentono la parola PROSTITUZIONE, si arrabiano pure. In questo Stato, la corruzione è una forma quasi normale per far girare i soldi. In questo Stato, ti puoi permettere di pagare in nero i portaborse. In questo Stato, puoi avere la macchina più potente che c'è sul resto della terra, tanto non la pagano con i soldi del proprio umile e sano lavoro. In questo Stato, ti obbligano a fare lo scontrino, a fare le fatture, a non evadere. Non capiscono che (mi riferisco ai poveri citadini onesti), l'evasione è l'unico modo per respirare un pò. Non si pagano le tasse ma con quei soldi posso fare la spesa, posso comprare i quaderni a mia figlia, posso permettermi di farla studiare. In questo Stato, c'è gente che ha conosciuto gente, grazie alla quale è riuscita ad avere la cittadinanza in questo stato. Se così non fosse stato, questa gente, ignorante, avrebbe fatto la fame come il 99,99% dei cittadini seri italiani. In questo Stato, ci sono escort che fanno i Ministri e Ministri che vanno a escort. In questo Stato, tutto ciò che è reato per l'Italia o per il mondo, è pura legalità.

In questo Stato, ti bastano poche ore di lavoro, per avere diritto ad una pensione esorbitante che ti accompagna a cagare soldi pubblici anche a 90 anni.

In questo Stato, potresti entrare anche comprando i voti. In questo Stato, più soldi pubblici usi per le tue scopate, per le tue sniffate, per comprarti l'agendina, per andare di qua e di la nel mondo, più sei un Politico onesto. Tu, povero ignorante italiano che ti sveglii alle 5 di mattina per andare a fare 12 ore di lavoro in fabbrica, che non hai certezze nemmeno nel futuro immediato, hai anche il coraggio di dire che nello stato del Parlamento c'è qualcosa che non va? Ma stai scherzando? Loro vivono in quello stato perchè sono stati i cittadini a mandarli li. Quindi, si sentono in dovere di poter rubare a destra, ma anche a sinistra. Di parlare in nome del cittadino, ma di questo non gliene frega assolutamente nulla. Per questo che ti aumentano le tasse, ti tolgono la pensione, ti introducono tasse sulla casa. Perchè cominciano a mancare soldi per loro. L'importante è avere un conto pubblico da ripulire, per investire nei propri sfizi illegali. Ormai, tutti sperano di riuscire ad entrare in questo Stato, perchè così facendo, la vita ti cambia di punto in bianco. Da povero si diventa ricco. Fa niente se poi da onesto diventi disonesto. L'importante è essere ricchi, privilegiati anche quando si va al cesso, circondati da prostitute da quattro soldi che hanno capito che con questi la vita è più facile.

Christian Errico
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Mercati poveri: la gente non compra più

Melegnano (MI) – Al mercato le bancarelle da 5€ sono prese d’assalto, la gente fruga all’impazzata tra scarpe di marca comprate a stock, vere o “taroccate”, per essere rivendute a prezzi da crisi. Questo è il cambiamento degli italiani di provincia.

Gli imprenditori italiani del mercato ambulante itinerante sono spariti, lasciando spazio a extracomunitari, sopratutto marocchini e cinesi, che vendono le cose dei loro paesi. Anche frutta e verdura vengono importate: carciofi, fragole, arance. Arrivano direttamente dai paesi caldi del Nord Africa, supponendo una vera e propria rete di distribuzione parallela. In barba al Monti “controllore” del fisco, scontrini quasi assenti. Così oltre a soffrire il mercato italiano (importando anche i generi alimentari il PIL scenderà a picco), subiscono una contrazione anche i distributori grossisti. “Da quando avevo 6 anni frequento questo mercato” dice Vito un fruttivendolo della piazza, “E’ da 60 anni che lavoro sulla strada, ma oggi la gente non fa più la spesa settimanale, compra poco e cerca le offerte”. La crisi colpisce anche i generi alimentari, quelli primari. Ad infliggere ancora più difficoltà l’amminstrazione comunale, che non incentiva il mercato, continuando a fare multe ai visitatori, creando solo parcheggi a pagamento, come quello in prossimità della stazione ferroviaria, che si attiverà tra poco. Poche borse in mano, molto passeggio. La crisi non colpisce chi vende sementi, perchè chi ha la fortuna di avere un orto, si sta programmando una stagione con produzione propria di ortaggi.

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