Categoria: L’amore e gli stracci del tempo

Recensione di L’amore e gli stracci del tempo di Ibrahimi Anilda

"Di solito dopo la morte del padre i figli si mettono sempre a litigare. Soprattutto quando continuano a vivere ancora sotto lo stesso tetto."

L'amore e gli stracci del tempo racconta una delle tante eccezioni che, nella guerra fratricida dell'ex Jugoslavia, ha schierato contro persone che sino a poco prima vivevano da buoni vicini, imparentati tra loro, a dispetto delle diverse etnie. Una guerra civile mossa dall'odio, inspiegabile odio che vuole giustificare il disegno politico di Milosevic. I genitori di Ajkuna e Zlatan si conoscono all'università di Belgrado, Besor Amanti è uno studente albanese di medicina, Milos Petrovic è il suo giovane professore serbo. Legano tra loro grazie alle poesie di Charles Simic, poeta jugoslavo che scrive in inglese, dall'estero. Entrambi sono sposati, ma la moglie di Besor vive con la famiglia di lui, in Kosovo. Quando Besor viene arrestato durante una protesta studentesca, Milos non lo abbandona, cerca di farlo scarcerare e, non riuscendovi, decide di andare a prendere la famiglia di Besor e portarla a casa sua, a Pristina.

In questo modo si costituisce una famiglia allargata. Slavica, la moglie di Milos, accoglie Donika, la moglie di Besor, come una sorella ed i loro figli crescono insieme. I racconti delle ballate popolari sono l'unico oggetto di discussione tra le due donne, che ne rivendicano l'appartenenza al proprio popolo, insieme alla tecnica di conservazione dei peperoni.  Ajkuna e Zlatan crescono insieme, dapprima come fratello e sorella, dopo come innamorati e decidono di fidanzarsi a dispetto delle perplessità delle madri, legate a "quello che penserà la gente", considerato che Zlatan è serbo e Ajkuna è albanese.

Il destino li separa, poiché Zlatan viene precettato dall'esercito serbo, mentre Ajkuna vive il dolore della morte del padre e della separazione dalla madre e dai fratelli, deportati dai serbi. La ragazza-sposa della ballata che aveva sentito da bambina, diventa lei stessa, che dopo una serie di disavventure arriva in Svizzera, salvata da Jacqueline, un'infermiera della Croce Rossa che le si affeziona e fa in modo di portarla nel suo paese. In Svizzera mette al mondo la figlia, Sarah.

Zlatan invece arriva in Italia, salvato da quelle che dovevano essere le sue vittime, dopo essersi ribellato all'ennesimo stupro etnico di gruppo. A Roma viene aiutato da Ines, che aiuta i rifugiati politici, a trovare i genitori e Ajkuna, della quale però non ha notizie per nove anni. Nel frattempo instaura una relazione con Ines, che vive con la perpetua paura di riceve una lettera in cui viene comunicato a Zlatan il ritrovamento della ragazza in qualche parte del mondo. La lettera arriva quando Zlatan decide di chiedere ad Ines di sposarlo. Lei decide comunque di consegnargli la lettera e Zlatan parte per la Svizzera, dove ritrova Ajkuna, apparentemente un'altra donna, una donna in carriera, e sua figlia Sarah, una bambina che ha vissuto con l'immagine fantastica di un padre creato dai ricordi della madre.

L'epilogo della storia si dipana tra la Svizzera, la Serbia e l'Italia, dove, una famiglia fatta di lingue diverse riesce a ritrovarsi ed a lasciarsi, ma non ad abbandonarsi. Il tempo ha creato e disfatto legami, forse idealizzati o semplicemente usati come àncora per non impazzire. Non si può uscire indenni da una guerra, soprattutto da una guerra che trasforma il tuo amico in nemico, il tuo vicino in una spia, il tuo amore in un assassino.

Chi ha letto "Venuto al mondo" di Margareth Mazzantini ritroverà in questo romanzo la stessa ambientazione  della guerra nei Balcani ed un'identica storia di amori. Amori, non amore, poiché l'amore è plurale, non ha un'unica faccia. Le coppie in L'amore e gli stracci del tempo sono assortite nei modi più vari, sono uomini e donne che parlano lingue diverse, che provengono da terre diverse ma che hanno trovato un linguaggio comune, un tempo ed uno spazio dove essere uniti. Al di là della guerra e nonostante essa. "Perché quelli che rimangono porteranno per sempre con loro anche i volti di quelli che se ne vanno".

Cristiana Antonioni abc
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