Categoria: l’esilio delle emozioni

Recensione di L’esilio delle emozioni di Remo Ferretti

Il messaggio nella bottiglia, o meglio il diario delle emozioni. Questa pubblicazione di Remo Ferretti ha tutta l'aria di lungo e ponderato comunicato per i posteri, coloro che verranno. “L'esilio delle emozioni” come dichiara lo stesso autore nel prologo è una prosa da leggere con calma. Ferretti affida le sue parole alla marea nella speranza che un giorno vengano raccolte in mezzo a questo mare nero, in quest'era moderna fatta di meccanismi freddi e tecnologie illuminate ma dalla memoria molto breve, egli vuole rendere il pensiero eterno nel tempo, vuole incidere questa storia sulla carta stampata.

Accantona un diario di bordo ricco di emozioni scritte in maniera semplicissima, ma diretta. Nella prefazione spicca una dedica precisa, “...alle donne, a mia madre e mia nonna...” a coloro che mi hanno dato e tolto tanto, regalandomi la poesia d'amare.

Il libro contiene diversi spunti di riflessione e ha la capacità di catturare l'attenzione in un altalenarsi di episodi di vita quotidiana, riesce ad estrapolare da circostanze a tratti monotone dei pensieri e delle suggestioni personali fuori dal comune. Già dal primo capitolo si fa spazio l'idea genuina, che non si maschera della finzione comune, quella che non ha paura di mettere in risalto la realtà delle cose mascherando tutto col pensiero “solare”, quello che invece cercano di fare gran parte degli scrittori moderni. Al contrario questo scrittore parla dell'uomo senza tanti peli sulla lingua, quando dice “L'uomo...vive, nella vana speranza di comprendersi e regolare la propria personalità con leggi innaturali e inutili”, leggi imposte dai meccanismi di massa, o da quella scatola nera ricca di venditori di fumo che oggi entra nelle case di tutti senza chiedere il permesso a nessuno.

Come dare torto ad un'affermazione così significativa, le ponderazioni raccolte in questo libro mettono in evidenza la fragilità dell'essere umano. L'essere che sbaglia, ama, quello che ribollisce nel pensiero a cercare vie d'uscita, nel rincorrere risposte per decodificare l'esigenza degli altri.

Il testo si snocciola in un racconto morbido in terza persona, oggi questa forma di narrativa è abbastanza superata, ma credo che l'autore abbia scelto questo metodo per dare più risalto alla romanza.

Ma il suo animo lo incoraggiava ad andare per quella strada, a volte solo, a volte perduto, e c’erano emozioni da vivere e dividere, che avrebbe voluto dedicare, nuvole solcate da luci ed ombre, brezze di vento da sfiorare, ed era ancora tutto lì a fargli compagnia. Sentì il ricordo impadronirsi di lui, fondendosi in un grande quadro, perché potesse ancora ammirarlo e descriverlo...”

Lui, il personaggio principale di questa storia, s'imbatte in queste emozioni in alcuni casi travolgenti, in altri inadatti, emozioni così forti da spingere il pensiero ad agognare questo esilio idilliaco. “Questa distanza tra noi mi lascia indifferente, questo mio sguardo si perde all'orizzonte ed i tuoi occhi si disperdono come nuvole in fuga al vento; sento forte, un vento che mi trasporta verso un calore ed un sole che non speravo, e mi allontano da te, libero di quelle ombre che mi tenevano in catene ai ricordi.” La malinconia romantica intrisa in alcuni capitoli di questo libro lascia spazio alla contemplazione della visione dell'incanto e dell'amore, con la consapevolezza o l'illusione che “solo chi ama può capire...

Approfondimento

Il libro è composto da 14 capitoli e ben 164 pagine se bene alcuni spunti sono davvero pregevoli e ben elaborati alcuni tratti della narrazione non sono proprio ben stilati, alcune variazioni del metodo di racconto spesso possono confondere il lettore. Ma questi sono solo piccoli accorgimenti. Per il resto ho trovato piacevole la schiettezza delle idee e la citazione su J.W. Goethe che mette in risalto una connessione letteraria con l'autore del libro.

La scrittura resta semplice e basilare ma tecnicamente sufficiente alla comprensione. Nonostante non ci siano grandi colpi di scena o vicende troppo movimentate è una storia che si fa leggere e cattura l'interesse. Oggi scrivere per un pubblico esigente è davvero logorante, ma questo autore non scrive per il pubblico, scrive semplicemente per il gusto di trasformare le proprie emozioni in parole, ognuno scrive a modo suo...dice Ferretti e ognuno di noi ha la possibilità leggere tra le righe un messaggio randagio ma valido.

abc
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