Categoria: L’uomo che metteva in ordine il mondo

Recensione di L’uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman

Avete presente quando s’incontrano nel quartiere quei signori in pensione ligi al loro compito di controllo che tutto e tutti seguano le regole? E che quando trovano qualcosa fuori posto si inalberano e cominciano con la sinfonia «Ai miei tempi nessuno avrebbe osato…»? Ecco, Ove è decisamente quel tipo di persona. Non è di certo un anziano signore (anche se si comporta come tale) e men che meno è in pensione (in realtà sì, ma ce l’hanno messo, lui non voleva). Magari non si mette a sbraitare per strada contro degli sconosciuti (ricordiamoci che siamo in Svezia, dove il silenzio e l’educazione regnano sovrani), ma la costanza tipica del pensionato da cantiere non gli manca. È da un po’ che Ove rimugina sulla scelta di morire: non vuole farlo perché è in pensione e non sa più cosa fare della sua vita, ma semplicemente perché ha deciso che lui ha già fatto tutto. Non vale più la pena continuare a stare qui e trascinarsi fino alla vecchiaia. Meglio chiudere i discorsi quando si può ancora decidere di farlo. Ma anche se Ove ha previsto tutto, non ha considerato dei nuovi vicini, rumorosi, numerosi e con prole. Aggiungeteci poi anche un gatto randagio, che pagina dopo pagina diventerà parte della famiglia allargata.

Ho cominciato L’uomo che metteva in ordine il mondo per due motivi: primo, era ambientato in Svezia (patria acquisita che sarà sempre nel mio cuore); secondo, parlava di una persona che mette in ordine tutto (sono una precisina, soprattutto se esistono delle regole). Più andavo avanti, più trovavo motivi per leggerlo. Avrei voluto che le pagine non finissero mai!

Non c’è nulla in questo romanzo dell’animo rocambolesco che impregnava Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonasson; si tratta solo di un uomo che decide di vivere la sua vita secondo delle regole, le sue regole, senza voler ispirare compassione o tristezza. E la cosa comica è che più ci prova, meno ci riesce.

 

Approfondimento

Con il passare delle pagine mi sono innamorata sempre più di questo scorbutico signore, che avrei voluto avere come vicino di casa ma anche come nonno. Alle prime pagine s’inciampa in una sorta di colpo di scena, e da quel momento nel libro ho sempre sentito aleggiare una sensazione di tristezza allegra: è come quando si piange per tristezza, ma alla fine si sta meglio. Verso la fine almeno una lacrimuccia scende (i più duri magari riusciranno a fermare quel nodo in gola… io ho vergognosamente finito un pacchetto di fazzoletti), ma, come dicevo prima, è tutta salute.

È bello vedere che piano piano ci stiamo allontanando dai cupi gialli o thriller nordici impregnati di quella oscurità tipica dell’inverno! Si aprono invece davanti ai nostri occhi strade fatte di pagine luminose, con personaggi allegri e non sempre alla ricerca dell’assassino di turno. A parte i titoli estremamente lunghi e molto particolari alla Jonasson, molti di quei libri fanno sorridere e a volte addirittura ridere (lo so, lo humor nordico è faticoso da capire)!

L’uomo che metteva in ordine il mondo è il primo libro tradotto in Italia di Backman, ma da tempo tiene un blog (per i curiosi ecco il link http://fredrik.cafe.se/). Il personaggio di Ove è nato proprio tra i post pubblicati negli anni.

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