Categoria: margaret mazzantini

Recensione di Venuto al mondo di Margaret Mazzantini

È quel periodo dell’anno in cui, un po’ tutti, sono impegnati a organizzare le vacanze, immaginando spiagge dorate in cui trascorrere momenti di assoluto riposo. È estate: l’estate 2008. Poi un mattino squilla il telefono: a parlare è un uomo, Gojko, che Gemma non sente da anni. Complice l’assoluta rudezza bosniaca che lo contraddistingue, Gojko evita le perifrasi e arriva subito al motivo della sua chiamata: a Sarajevo è stata allestita una mostra fotografica per ricordare i lunghi mesi dell’assedio e, tra gli altri, saranno esposti anche alcuni scatti di Diego. Può Gemma ignorare quell’invito? L’invito a tornare nel Paese in cui tutto è cominciato? Il Paese in cui ha incontrato Diego, l’amore della sua vita? No, non può. Così come non potrà esimersi dal portare con sé il figlio Pietro, l’adolescente timido e introverso che a quella sorta di vacanza improvvisata rinuncerebbe più che volentieri. Perché per lui, Sarajevo, è solo un incidente. È la città in cui è nato per caso, per sbaglio, per un’erronea concatenazione di tempi. Sarebbe potuto nascere su un aereo carico di scorte umanitarie o in un bagno di Fiumicino, non avrebbe fatto alcuna differenza. O forse sì. Perché, non appena superata la striscia di Adriatico che separa l’Italia dai Balcani, anche per lui il richiamo di quella Terra sconosciuta diventerà improvvisamente più forte. Per Gemma, invece, tornare tra le strade e le rovine di Sarajevo, significherà sentire riemergere miriadi di emozioni e ricordi incredibilmente dolorosi e intensi. Per lei gli scorci della capitale bosniaca non hanno, infatti, mai cessato di essere i luoghi in cui conobbe Diego, il giovane fotografo genovese innamorato della vita e della bellezza, destinato a diventare suo marito. Non basta. Perché quelle furono anche le strade in cui vide l’orrore e l’atrocità di una guerra balorda, combattuta in nome di un odio ceco e sconfinato. Le strade in cui incontrò l’amore e la violenza più nera e nelle quali vide contraddizioni inconciliabili saldarsi tra loro con sconcertante semplicità.

Eravamo una di quelle coppie strampalate, su cui nessuno avrebbe scommesso un’unghia. Di quelle destinate a una manciata di mesi superbi e poi ad afflosciarsi di botto, come i riccioli di Diego quando pioveva. Eravamo così diversi. Lui dinoccolato, io sempre un po’ rigida, con le borse sotto gli occhi, il cappottino austero. Invece i mesi passavano, le nostre mani erano sempre l’una nell’altra per strada, i nostri corpi dormivano vicini senza darsi noia come due feti nello stesso sacco.

La cura per i dettagli, l’ottima articolazione della trama e la delicatezza dello stile fanno di Venuto al mondo un romanzo capace di coinvolgerci tra le pagine di una storia straordinariamente struggente.

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Approfondimento

Credo siano tante le cose che si potrebbero dire su questo libro. Così come penso siano diversi gli spunti che il testo ci offre e le linee di lettura adottabili. Venuto al mondo è un romanzo ricchissimo di dettagli e di colpi di scena: una storia in cui Margaret Mazzantini ci insegna a non dare mai nulla per scontato, perché, in un attimo, tutto può cambiare. Non solo. In un attimo, possiamo scoprire che niente di ciò che per anni abbiamo avuto accanto, era davvero così come appariva. Come giocare una partita a scacchi sapendo che, in qualsiasi momento, le pedine potrebbero essere spostate da una mano invisibile: così è la vita dei personaggi di questa storia e forse, in fondo, anche la nostra. Arrivati alle ultime pagine, osserviamo con simpatia e tenerezza le sagome di quanti sono riusciti a vincere la loro partita e ripensiamo commossi a quanti, invece, si sono dovuti arrendere, vittime di un improvviso scacco matto davanti al quale non è stato possibile difendersi.

Mariangela Pala

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Recensione di Zorro un eremita sul marciapiede di Margaret Mazzantini

Zorro ci parla della sua infanzia, del suo primo cane, della sua prima amicizia finita ‘male’, delle prime delusioni, della sua famiglia ‘ordinaria e per bene’. Apprendiamo dalle sue parole che egli in realtà non è un vero senzatetto, poiché inizialmente aveva una casa, una famiglia e una moglie, ma quando all’improvviso tutto precipita, egli decide di gettarsi la vecchia vita e il vecchio sè stesso alle spalle e ricominciare. Egli prende la decisione di prendere le distanze da quella società in cui non si riconosce, dalle sue regole, dalle sue ingiustizie, dalla sua routine e dalla fretta; e grazie al suo prezioso puto di vista veniamo a conoscenza della realtà degli emarginati, di quegli ultimi che quotidianamente ci capita di vedere ma che percepiamo così lontani dalla nostra presunta normalità.

Zorro È un personaggio positivo e ricco d’umorismo, che, nonostante tutto, conserva intatta una sua dignità: è un’anima errante, un emarginato che osserva il mondo circostante e che parla tutto il giorno con se stesso. Egli conosce in prima persona e descrive la disumanità della strada, ma anche la possibilità che offre di usufruire di un dono che i “Cormorani” non possono comprare in nessun modo: il tempo. Tramite il susseguirsi delle pagine capiamo che il protagonista non si è mai adagiato su se stesso, non è mai ceduto alla rassegnazione e ride di noi, ride della nostra rincorsa al tempo, dei nostri limiti mentali, della nostra cecità di fronte alla vita, quella vera, che ci facciamo scappare da sotto il naso troppo presi dalla nostra corsa indefinita.

La sua vita si svolge tra la mensa dei poveri, le chiacchiere con le volontarie e i suoi ‘deliri riflessivi’ che nascondono al loro interno delle grandi verità che tutti noi ci troveremo a condividere, e a chiederci ripetutamente se i normali siamo noi o loro. La profondità che scaturisce dalle sue argute riflessioni ci seguirà anche quando ci troveremo all’ultima pagina del libro. Margaret Mazzantini ci regala la storia un uomo capace di farci riflettere sulle bizzarre e inaspettate pieghe che può prendere la vita di ognuno di noi, e di quel destino che a volte ci schiaccia con violenza. Toccante, intenso, profondo e originale, ci aiuta a comprendere quanto siamo ciechi di fronte a ciò che è scomodo, di quanto spesso non riusciamo e non vogliamo vedere oltre le apparenze, per pigrizia o per mantenere intatte le nostre rigide convinzioni. Lo stile è inconfondibile, realistico e diretto capace di colpire il lettore in profondità e condurlo verso delle profonde riflessioni: la Mazzantini non si smentisce mai.

Valentina Pitzanti

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Recensione di Splendore di Margaret Mazzantini

Splendore è il titolo dell’ultimo libro di Margaret Mazzantini, autrice dallo stile forte ed unico. Una storia attuale dolce ed amara, narrata a due voci. Guido e Costantino, ragazzi che tra scuole, sport e amicizie diverse, vivono una relazione particolare. Si allontanano ed avvicinano come due calamite. Figli di ceti sociali ed educazioni diverse, accomunati dal senso di smarrimento e meraviglia che contraddistingue l’avvicinarsi al mondo. Ognuno cerca di seguire le linee guida ricevute nel”nido”di provenienza, inconsapevoli che ben presto il destino porterà all’allontanamento dai credo domestici e tutte le sicurezze amate e coccolate. Il loro volo sarà unico ed irrepetibile, a volte libero ed altre legato ai retaggi del passato.

 

Splendore di Margaret Mazzantini ci interroga:

può l’amore essere tormento e gioia? 

 

Sullo sfondo di Splendore , l’autrice descrive avvenimenti sociali e politici che hanno contraddistinto un’epoca di rivoluzioni, cambiamenti e creato speranze. Nessuna data scandisce e denomina il periodo storico, ma iperbole, similitudini e situazioni permettono al lettore di identificare avvenimenti ed accadimenti che hanno segnato un epoca. Londra brucia sotto i nuovi movimenti sociali e l’Italia continua sorniona a spaccarsi tra Nord e Sud mentre i protagonisti iniziano a confrontarsi con la verità: l’amore. Un sentimento in grado di far girare il mondo, raccontato da poeti e scrittori ma tanto difficile da identificare e vivere. Come possono i protagonisti riuscire ad identificare i sintomi e le aspettative di un sentimento tanto grande e primordiale? Guido proviene da una realtà altoborghese, abituato a circoli letterari, sfarzi e nessuna lotta per riuscire. Un ambiente”ovattato”e”protetto”. Guido al contrario discende dai piani bassi, persone umili al servizio dei “signori” che prova a raggiungere attraverso lo studio costante e lo sport.

Un ragazzo che prova a fare la differenza e cambiare i logaritmi di una realtà stretta ed a volte incomprensibile. Due anime sole e sofferenti, lottatori che sono messi agli angoli dal loro amore inconsapevole. Una trama preziosa, tessuta con attenzione e dedizione che tra i suoi nodi narra lo scorrere inevitabile del tempo che modifica idee, convinzioni ed atteggiamenti. “E davvero accadde. E fu contro natura. E davvero vorrei sapere cos’è la natura”. Guido e Costantino, adolescenti in bilico tra sesso ed amore. Sentimenti o pulsioni? Quale delle due seguire? Come due ballerini danzano sulla punta dei piedi per paura di calpestare regole non scritte, dettate dalla società e dalla morale. Uomini confusi ed inquieti che si aggirano tra le strade della vita, contraddisti da un grande voragine che solo i sentimenti può calmare, come Jacopo Ortis ed Andrea Sperelli. Figure letterarie diverse ed estreme, accomunate da un vuoto primordiale che potrebbe essere colmato, forse, dallo-splendore-mazzantiniano: un momento di pace.

I protagonisti di Splendore lo intravedono ma non lo afferrano, lasciandolo fuggire. La violenza esterna inciderà profondamente il rapporto tra i due amanti, sfociando nella tragedia durante un viaggio in Italia in cui durante una romantica notte sulla spiaggia, saranno aggrediti. Sognano o son desti? Può l’amore essere tormento e gioia? Se contestualizzato, il risultato darà r esito positivo ed i due amanti si troveranno ad invidiare le giovani coppie miste che possono baciarsi alla luce del sole. Figli di epoche diverse. Anni, mode e cambiamenti sociali danno e frutteranno risultati diversi, ma probabilmente l’amore omosessuale rimarrà sempre celato tra discorsi sussurrati sotto voce o nelle manifestazioni di piazza. Da un estremo a un altro, con baci negati e segreti. Un romanzo che colpisce come uno schiaffo improvviso, etica, morale e amore si mescolano perfettamente creando una lettura atipica e necessaria.

Fabiana Traversi

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