Qual è stata la motivazione più profonda che l’ha portata a raccogliere e curare questi scritti e testimonianze di Leo Amici avendo già raccontato molti aspetti della vita di Leo Amici?
Come definirebbe oggi, con il suo sguardo maturo, il messaggio centrale che Leo Amici lascia a chi lo incontra attraverso le parole dei libri?
L’amore pratico verso il prossimo è un elemento che ricorre continuamente in tutte le opere: in che modo questa “spiritualità attiva” differisce da altre correnti o esperienze religiose o filosofiche da lei incontrate?
La «spiritualità attiva» per come lei scrive, non differisce da altre correnti o esperienze religiose o filosofiche da me incontrate ma resta di fatto che l’esempio, l’amore di Leo, la sapienza di Dio infusa in noi, hanno fatto la loro parte attivamente. Come dire: occorrono i fatti, non le parole… In più è come se avessi avvertito la presenza di Dio in tutto ciò che Leo ha realizzato; ho fatto tutto mio e poi l’ho espresso nella vita di tutti i giorni fino ad oggi.
Nel libro che raccoglie le testimonianze in prima persona di tante persone che hanno avuto modo di conoscere il maestro la parola “trasformazione” personale ricorreabbastanza spesso. Quali sono, secondo lei, gli elementi che rendono concreto questo cambiamento? Che accendono una scintilla nell’anima?
La propria ricerca personale. In primo luogo: ma chi è quest’uomo? È vero? È un impostore? E poi: se è vero, allora è vero anche il suo parlare di Dio, è vero il suo amore… l’esempio concreto di come amare… Chi ha percorso questa via si è “trasformato”. Altri avranno solo ricevuto ma Leo Amici non intendeva “convertire” bensì solo amare. La “conversione” è un fatto consequenziale e ineluttabile.
C’è una risposta di Leo Amici che l’ha colpita in particolare per la sua attualità rispetto ai problemi universali ma anche specifici della realtà del “Piccolo paese fuori dal mondo” che continuate a proteggere?
«Non dirmi chi sei stato, dimmi chi sei». Questo è determinante per l’accoglienza, l’apertura al prossimo e la collaborazione reciproca.
Il concetto di libertà (“la vera regola è la libertà”) e quello di responsabilità personale sono elementi su cui è necessario discutere e da condividere: che valore hanno nella costruzione di una comunità o di una società proiettata verso una “rivoluzione” migliorativa?
Come crede che la dimensione del “servizio al prossimo” possa essere trasmessa oggi ai giovani?
Sono presenti, in questi libri, anche momenti di dubbio, dolore o crisi? Che ruolo hanno nella crescita?
Qual è stata la più grande sfida personale nell’organizzare e custodire una memoria collettiva così vasta e sentita?
C’è un episodio, tra le tante testimonianze raccolte, che considera emblematico della missione di Leo Amici?
Cosa è stato fatto negli ultimi anni nell’ambito dell’Associazione Dare, che ricordo essere un sistema collaborativo che supporta tanti progetti sociali e culturali che sostengono chi ne ha bisogno, che la rende particolarmente orgoglioso? E come immagina il ruolo dell’Associazione nel prossimo futuro, tra incertezza e valori da difendere, sulla scia degli insegnamenti lasciati da Leo Amici?
Non mi sento “orgoglioso” di qualcosa. Ho semplicemente fatto il mio dovere e me ne sento appagato nella serenità, nella pace… Il futuro, ovviamente, è nelle mani dei giovani e penso che l’Associazione darà ancora più frutti, se così si può dire, che nel passato. Il tempo infatti perfeziona, matura, fermenta ogni cosa. «Nulla è sbagliato se viene perfezionato» (Leo Amici) soprattutto appoggiandosi al bene e alla sua forza costruttrice, benché lenta ma vigorosa. Il male, al contrario, in un attimo distrugge ma, se le fondamenta sono solide, può intaccare esteriormente, non nella sostanza dell’agire. «La sostanza – per come ancora scrive Leo – è la distillazione di tutte le materie e vita nell’eternità» nel senso che l’inutile si sgretola e lo corrode il tempo, la sostanza sopravvive e dal momento che in natura «nulla si crea e nulla si distrugge» ma tutto si trasforma… siamo “materia eterna”, “Spirito eterno”, vita… per sempre.
Fabio Pinna