C’è un destino, non conta molto se i compiti li fai sempre o provi a recuperare alla fine. C’è un destino, un nastro trasportatore se ti va bene, un ascensore se ti va male. È colpa mia, dici, avvicinati fammi sentire se hai bevuto.
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<<È una sceneggiatura>>.
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Questa ha capito tutto. Non di me, ma del sistema di cui faccio parte. I maschi. Siamo tutti uguali, tutti capi di niente, tutti proprietari sulla carta di cose libere, tutti diversi, abbiamo tutti bisogno delle stesse tre cose. Dei gemelli dizigoti, siamo. Ma devo dirti una cosa veloce veloce. Aspetta, un tiro e son pronto. L’ascensore del destino per me è partito. Aspetto che si fermi al mio piano.
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Bambina. Bambino. Mediocri. Milano, Ottobre 2015. Si stanno mentendo. Si stanno incazzando. È sempre colpa del destino sbeccato.