Titolo: La pietra della stregaPubblicato da Bompiani - Marzo 2025
Pagine: 304 - Genere: Narrativa
Formato disponibile: Brossura, eBook
Collana: Narratori stranieri
ISBN: 9788830137554
ASIN: B0DXRNBX7L
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Il mattino esordisce arancio e azzurro. Nell si avvia alla collina più alta dell'isola per l'ultima volta. Solo i pescatori o le nuove madri sono già svegli quando s'incammina. Desidera arrivare a una certa altitudine. Per abbracciare con lo sguardo ogni singola roccia e filo d'erba. La distesa semicircolare di Dodder Bay, e ancora oltre le spiagge di Cloughkeel Head, Greenawn e Banshla, il mare che, punteggiato di lustrini, le sferza impetuoso. Da qui, la casetta di Cleary sembra un cartone del latte. Nell è troppo lontana per vedere le finestre dove indugiava smaniosa, guardandolo sprofondare nella sua solitudine. Le misere siepi che riparano la casa. I blocchi di calcestruzzo sui quali lui aveva provato a fare il barbecue. Gli alberi ancora oltre, e quella distanza tra le loro chiome. La diplomazia della foresta. Maman una volta aveva detto che le donne sono le dendrocronologiste del mondo.
Nell non sapeva cosa volesse dire, ma aveva immaginato che riguardasse il tempo, o che le donne fossero le guardiane della storia. Forse aveva a che fare con la ripetitività della vita, la natura concentrica del vivere in un posto piccolo e così distante da qualsiasi altro luogo.
È probabile che Cleary si trasferirà nella casa di Jimmy.
Troverà conforto nella vista a trecentosessanta gradi, una giostra del mare. Spettri in ogni stanza.

Nell’orto, domato a fatica nel corso del tempo con grande pazienza, coltiva ciò che non si trova sugli scaffali del minimarket. Zucchine, pomodori ciliegini, fichi. Paddy, che lavora sul traghetto, le ha dato bancali di legno per costruire uno steccato a protezione degli ortaggi. Parte della terra è antica roccia carsica, e le fenditure nella pietra possono ospitare anche le piante più piccole. Le piacerebbe coltivare fiori.
Speronella e gigli orientali cerosi, ma il vento è feroce con quegli steli delicati.
Fuori, l’oscurità preme contro la finestra; Nell chiude le tende. Il fuoco crepita nel camino e lei ripensa alla sera in cui aveva guardato quella coppia al cottage sulla spiaggia.
Un amplesso di routine, il loro, eppure non riusciva a distogliere lo sguardo. Alla fine, lui aveva fatto la doccia, mentre la donna scorreva il cellulare. Era molto bella, fuori dalla portata del suo partner. Tutto in quella coppia era un cliché.
L’orologio costoso sul comodino. La bottiglia di Moët. Scarpe famose con la suola rossa.
La pietra della strega di Sinéad Gleeson ci regala impressionanti avventure tra leggenda e superstizione all’interno di un’isola pressoché selvaggia abitata da pochi che restano o ritornano. Le vicende si susseguono attorno alla riscoperta di un mondo incantato fatto di pesca e coltivazione, dove non arriva quasi nulla dalla terraferma, isolato dal chiasso e dalla mondanità, in cui spesso ci si vuole nascondere per sfuggire agli scheletri che si nascondono negli armadi.
La protagonista Nell, affascinata da una vita precaria e autonoma dove può sperimentare in totale contemplazione la propria arte visiva, decide di abbandonare una sicura e fruttuosa carriera in città per tornare alla sua terra d’origine.
Qui le prime settimane corrono veloci, lei si adatta, si trova bene, anche se guardata con diffidenza dalla popolazione, considerata un po’ stramba, se non anche una maga. Lei, infatti, come molti del posto, ma non tutti, ha la capacità di sentire quel suono che si diffonde all’improvviso causando non pochi disagi: morti di uccelli, incidenti, parti improvvisi, mestruo post età, eventi imprevisti e pericolosi.
E a quel punto inizia.
Come un tamburellare, leggero ma insistente. Un ritmo noto. Il rullare, rullare, rullare del suono. Non c’è altro da fare che aspettare che passi e sperare che l’impatto sia minimo. Stare a vedere cosa succede dopo.
Nell’oscurità, la stanza è avviluppata dalle note crescenti.
Una volta Nell ne era affascinata. Eppure, sembrano sempre più sinistre anno dopo anno.
Cleary si sveglia, confuso, disorientato, non sa dov’è. La luce del bagno riverbera un bagliore giallo, e quando si volta a guardare Nell i suoi occhi sono neri, e non più grigi. Si spalancano, il panico in lui è evidente.
“Merda!”
“Va tutto bene, non preoccuparti.”
“Che cazzo…
Le ci vuole un attimo per comprendere cosa sta succedendo.
“Tu lo senti, vero?”
Man mano che inizia a capire, il viso di Cleary, inondato di luce citrina, si trasforma. Salta fuori dal letto, afferra i suoi vestiti. “Sei stata tu! È colpa tua!”
Questo suono l’accompagna nella riscoperta di sé stessa come del resto l’intera vegetazione dell’isola nella quale si ritrova. Le sue giornate sono scandite da monotonia, esperimenti e tour ai turisti ai quali racconta le tradizioni del posto, soffermandosi sui misteri per meglio attirare la curiosità.
Un giorno arriva in paese un uomo affascinante che lei nota e del quale in qualche modo sembra innamorarsi. Lui è Cleary e lei per molte sere lo osserverà di nascosto seguendolo nei suoi spostamenti in casa, fra di loro però nascerà del tenero, una breve avventura, ma intensa.
Nella sua cuccetta, Cleary ha i conati di vomito. La cena di quella sera gli balla nello stomaco. Patate, piselli, costolette di maiale stracotte. Quando il mare agita la barca una distrazione è ciò che ci vuole. Clicca su una foto di Nell nel telefono. Gliel’ha scattata di nascosto, mentre lei dormiva. La curva pallida della sua spalla, il sentiero nodoso della colonna ver-tebrale. Forse avrebbe dovuto chiederglielo, ma non voleva rischiare di svegliarla. La pelle di lei lo emozionava senza possibilità di scampo. È difficile da spiegare. Come quando ti raccontano una storia triste.
Dopo cena i marinai si fermano nella saletta della cucina per giocare a carte. Secondo le regole a bordo l’alcol non è ammesso, ma uno dei ragazzi lettoni ha una scorta segreta di rum. Il pensiero dell’alcol gli rivolta ancora di più lo stomaco. Presto sarà di ritorno sull’isola. Alla routine, al cottage umido, alle birre da Ryan’s. E da lei. Una magia inattesa. Gli piace guardarla a letto. Quando lo avvolge con le gambe e scherza. Sempre immersa nella lettura. Di notte, lui allunga il braccio all’altro lato del lenzuolo e la trova. È come toccare terra.
Non sarà solo Cleary però ad accorgersi di Nell. Nella storia, infatti, farà capolino anche Nick un attore famoso che cercherà di accaparrarsi la fiducia di Nell per poi raggiungere il suo scopo.
Sull’isola, oltre a Nell, a essere chiamate megere però ci sono altre donne, le Inion, le sorelle che abitano il castello di Rathglas immenso sulla rupe, lontano dal mondo, isolatosi per scelta.
“Facciamo un lavoro importante. Non abbiamo mai rifiutato nessuna, anche quando il cibo scarseggia.”
La voce le si affievolisce.
“Immagino che tu abbia fatto le tue ipotesi su di noi prima di venire qui?”
“Non proprio… ma ho una specie di fascinazione per Rathglas, credo sia per questo che sono venuta.” Maman beve un sorso d’acqua. È difficile indovinare la sua età.
“Quello che vorrei… è che la gente sapesse ciò che abbiamo fatto qui, o meglio, ciò che facciamo qui. E controbattere alle dicerie. Ecco perché ho avuto l’idea di scrivere la nostra storia.”
“Ma questo cosa c’entra con me?”
“Non posso scriverla io. E nessun’altra qui dentro. C’è bisogno di un occhio esterno. Del giusto distacco. Vogliamo che sia tu a raccontare la nostra storia.”
Qualsiasi cosa Nell si aspettasse, non era questa. La prima reazione viscerale è dire no. Progetti del genere possono rivelarsi complicati.
“In passato ho scritto qualcosa: testi critici per i cataloghi di altri artisti, brani per installazioni, ma non mi considero una scrittrice. Non mi definisco tale. Sono senza dubbio più un’artista.” aMshai scritto di altre donne, e non tanto diverse da noi, giusto?”
Nell è confusa, ripercorre nella mente i progetti passati.
“Quattro o cinque anni fa è arrivata da noi una donna. Non aveva molto con sé, però teneva in gran conto una manciata di libri, compreso un volumetto un po’ consumato su Biddy Early.” Nell è stupita. Quel progetto era stato un caso isolato.
La loro guida è Maman la quale impressionata dalle abilità di Nell le chiederà di realizzare un libro artistico che possa raccontare la loro storia. Nell’incerta, ma anche affascinata, deciderà di accettare. In questo modo entreremo insieme a Nell in contatto con una vita rudimentale, ma anche con problemi, disavventure, paure, litigi, quello delle Inion è infatti solo all’apparenza un mondo semplice, per il resto nasconde qualcosa che solo verso alla fine il lettore riuscirà a comprendere.
Approfondimento
Il romanzo La pietra della strega si presenta in tutta la sua interezza come qualcosa di possente, una scrittura fluida e piacevole ci regala emozioni intense, le descrizioni sono accurate e metodiche, ma soprattutto immersive. Scopriamo quindi una realtà che non ci aspettiamo, ma al contempo la resilenza della protagonista e dei popolani di restare in una terra che si teme. Il pregiudizio e la paura sono ovunque, così come anche la sete di potere e conoscenza che governa le Inion.
Ci sono segreti inconfessabili tra le mura di quel castello, donne fuggite che sperano di ricostruire una vita nell’abbandono, ma il sacrificio sarà stato equo per tutte? Maman governa senza tregua per agevolare il rispetto fra tutte e per mantenere la pace, ma le sue modalità sono esattamente quello che le sorelle si aspettano?
La crudeltà è qualcosa di viscido e sottile. Nell è una protagonista stupenda giovane, forte, bellissima, la sua intelligenza si mischia alla curiosità facendone un personaggio amabile coraggioso e al contempo vulnerabile, di lei impariamo a conoscere tutto, il suo percorso creativo, il desiderio di grandezza, di isolamento e sperimentazione, ma anche la sua difficoltà ad unirsi ad un uomo, la sua indipendenza è più forte e gli uomini ne sono attratti quanto spaventati. Sull’isola lei va alla ricerca di sé stessa e dopotutto forse imparerà qualcosa di nuovo che non avrebbe mai creduto possibile.
Una narrazione indimenticabile.
Nausicaa Baldasso
