Titolo: I divoratoriAutore: Stefano Sgambati
Pubblicato da Mondadori - Luglio 2020
Pagine: 204 - Genere: Narrativa Italiana
Formato disponibile: eBook, Rilegato
Collana: Scrittori Italiani e Stranieri
ISBN: 9788804687603
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โCosa conta la mia opinione? Io non conto, non conto niente. Contano gli altri, conta lโattore, conta chi rappresento. Io sono solo un pasto da divorare"

Fama, denaro, bellezza. Quante volte ci sarร capitato di provare invidia di fronte a quei volti perfetti ammiccanti dalla copertina patinata di qualche rivista? O di chiederci se veramente la felicitร consiste nel camminare per le strade, o sulle passerelle, assaltati dai flash delle macchine fotografiche e accompagnati dai gridolini di ammirazione dei fan?
Daniel William King risponderebbe di no, direbbe che lui non sa cosa voglia dire essere felici, non si ricorda neanche piรน bene cosa significhi โessereโ. Lโimmagine perfetta che gli viene incollata addosso in ogni istante รจ solo il risultato di un grande flusso di denaro sul quale, ormai, naviga alla deriva. La sua vita non gli appartiene piรน, il suo corpo รจ solo a servizio di interessi che ormai sono scissi dai suoi, di uomini che lo hanno comprato chiedendogli di rinunciare a sรฉ. Sono solo delle belle vetrine addobbate lui e sua moglie; quella donna un tempo lโaveva amata, ora?
Non esisteva niente di spontaneo nella loro vita, non piรน. Nemmeno loro stessi, il loro esistere. Solo ordini. Ordini dallโaltoโฆLoro due non erano niente. Erano rami dโazienda. Erano una holding. Due nomi separati da una โeโ commerciale.
Si guarda intorno: la finzione continua anche oltre la sua maschera di ossa e sangue. In quel ristorante rinomato, dove gli viene concesso un tavolo dโonore, tutto sembra costruito sulla falsitร a partire dal proprietario, il famoso chef stellato Franco Ceravolo, che ormai passa piรน tempo in tv che in cucina.
Una donna vestita come sua moglie per un attimo attira la sua attenzione: ma no, non รจ lei, questa ancora si stupisce, le sue espressioni non sono state ideate a tavolino da qualche manager.
Una coppia male assortita occupa un altro tavolo. Sono padre e figlia? Certo il vestito della ragazza รจ un poโ troppo stretto per contenere tutto quellโammasso di carne ben distribuita che tende a venir fuori al minimo movimento compiacendo occhi affamati.
Lโunica nota di spontaneitร in quel ristorante-vetrina proviene da una tavolata un poโ in disparte dalla quale schiamazzi fuori luogo fanno voltare molte teste. Gli occupanti, senza minimamente preoccuparsi di quello che hanno intorno, proseguono tranquillamente il loro pasto, mettendo in imbarazzo il maรฎtre di sala: probabilmente sono imparentati.
Daniel ora perรฒ ha bisogno di staccarsi da tutto questo, deve respirare aria diversa. Si alza per andare in bagno seguito a vista da tutta la macchina organizzativa che non lo perde dโocchio un minuto. In bagno sarร finalmente solo, a tu per tu con il suo Ioโฆchissร per quanto ancora Lui deciderร di immolarsi a favore del nulla.
Approfondimenti
Ho lasciato passare qualche giorno prima di scrivere la recensione dopo aver terminato questo libro. Credo che giร questo di per sรฉ significhi che lo scrittore abbia colto nel segno. Dโaltronde quello che si vuole quando si scrive un libro รจ arrivare al lettore, e per farlo bisogna suscitare in lui qualcosa. Cosโha suscitato in me? Amarezza, tristezza, rabbia, rifiuto, compassione.
Io che sono amante delle semplicitร , della spontaneitร , non riesco a concepire un mondo dove gli esseri umani si trasformino in una sorta di macchina creata per rendere falsamente reali i sogni di perfezione altrui. Come si puรฒ vivere rinunciando a sรฉ stessi? Per cosa poi? Per il denaro? E che cosa ce ne facciamo dei soldi se alla fine ci rendono schiavi di altri? Dovโรจ la libertร ?
Lโinsoddisfazione, la sofferenza di Daniel King, come quella di tutti gli altri personaggi, sono rese benissimo dallโautore che peraltro, cosa sicuramente da rimarcare, รจ un maestro nellโarte dello scrivere. Poche volte leggendo un libro mi sono meravigliata come stavolta per il ricchissimo lessico utilizzato.
Il quadro perfettamente dipinto da Stefano Sgambati mette in evidenza tanti aspetti negativi dellโessere umano di oggi. avrei voluto anche solo un raggio di luce in mezzo a tutto quel buio che รจ riuscito a ricamare.
Il passare velocemente da un personaggio allโaltro, dal presente al passato, crea in certi punti un poโ di confusione, forse voluta apposta per far sprofondare ancora piรน il lettore nel pozzo della disperazione in cui essi si trovano immersi.
Nonostante la grande angoscia che Stefano Sgambati รจ riuscito a far emergere in queste righe non posso che riconoscere il suo grande talento nel maneggiare le emozioni, talento che merita almeno 4 stelle anche se, visto tutto il buio che ci ha inserito, credo fatichino un poโ a brillare.
Aira Ria