Recensione di Il calamaro gigante di Fabio Genovesi

Da bambini abbiamo un sacco di sogni, ma ce li teniamo dentro perché è troppo presto, in attesa di diventare adulti e realizzarli. Poi però cresciamo, e decidiamo che i sogni sono roba da bambini, e al posto di quelli ci riempiamo i giorni di obblighi e doveri e altra roba che non ci piace e non ci fa felici, e vorremmo cambiare ma non cambiamo mai nulla di nulla, perché è troppo tardi ora, ormai.

La fregatura è proprio questa, che tra troppo presto a troppo tardi dovrebbe esserci un lungo tempo giusto, libero e luminoso per fare quel che vogliamo, però nessuno lo trova mai.

Siamo abituati a vedere il mare, a farci cullare dalle sue onde a darlo per scontato. Fabio Genovesi ci fa riflettere sul fatto che sebbene sia sempre stato lì, sia sempre stato parte della nostra vita, non lo conosciamo se non in maniera superficiale.

Attraverso le storie di marinai, abati e scopritori poco conosciuti, Genovesi ci accompagna a un’epifania, semplice ma incredibilmente illuminante: viviamo su un pianeta che ha ospitato animali incredibili come i dinosauri, che ancora ospita creature uscite da libri di epica, quali appunto il calamaro gigante.

I racconti che animano le pagine di questo romanzo, da quella di don Negri a quella di Pontoppidan, passando per Mary che sulle coste inglese ritrovava “tesori preistorici”, raccontano di grandi sogni, di una passione così ardente da non fermarsi davanti alle difficoltà ed alla miseria. I protagonisti non sono diventati né ricchi né famosi, anzi, son spesso stati derisi per esser gli unici ad aver incrociato una creatura “mitologica”, ma ci insegnano il valore dei sogni: “E un sogno ce l’hai per sempre, o non l’hai avuto mai.”

La straordinarietà di questo libro è nel raccontarci che sebbene la nostra vita sia un continuo rincorrersi di faccende che poco hanno a che fare con quello che ci fa felici, potrebbe essere diverso, se solo rincorressimo storie e sogni:

La deriva, la perdita di una rotta breve e precisa è la nascita delle storie.

La vita di Fabio e le storie dei suoi personaggi si intrecciano nel raccontarci ciò che li rende felici, come la nonna che sta al buio per continuare a parlare con il nonno morto.

La speranza, il fil rouge che unisce passato presente e calamaro gigante è il ricordarsi in ogni istante di essere tutti all’interno di un racconto epico, senza farsi distrare dalle ansie, le paure e la routine ma pensando sempre alla danza del capodoglio e del calamaro gigante.

Un libro a tratti fiabesco a tratti documentaristico, nella descrizione delle abitudini e nelle fattezze del calamaro, con una sintassi semplice e scorrevole.

Approfondimento

Il vero protagonista de Il calamaro gigante è il sogno, quanto sia il motore di tutto ciò che facciamo, di come viviamo e del valore che acquisisce la nostra vita. Il calamaro gigante passa da esser una chimera nelle prime pagine del libro ad essere reale e vero nella sua esistenza così sfuggente, fino a diventare metro, col quale ridimensionare le nostre ansie e le nostre preoccupazioni.

Se esiste lui, possiamo credere a tutto, anche a Babbo Natale, e se possiamo credere a tutto, possiamo anche sperare che qualcosa di incredibile ci aspetti proprio dietro l’angolo.

ParodiE.

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