Titolo: La mia maledizioneAutore: Alessandro de Roma
Pubblicato da Einaudi - Febbraio 2014
Pagine: 161 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: I coralli
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Un ragazzo di una famiglia sarda completamente coinvolta nel boom economico e sociale degli anni Novanta si trova costretto a trasferirsi e a condividere il banco di scuola, e poco a poco gran parte della sua vita di adolescente, con un compagno tanto detestabile quanto insostituibile.

Emilio Corona si sente una giovane promessa della gioventรน oristanese: ha ottimi voti a scuola, fisico gradevolmente atletico e buone abilitร negli sport come nella vita sociale, proviene da una famiglia benestante e ha il futuro assicurato nellโimpresa del padre, ingegnere edile in una Sardegna che pare essere la terra piรน adatta ad essere usata come sfondo per tristi serie di villette e appartamenti di nuova costruzione. Quando perรฒ il papร annuncia che tutta la famiglia si trasferirร , almeno per un periodo, a Nuoro, ad Emilio cade il mondo addosso: Nuoro รจ vista come luogo aspro e grezzo, dove le montagne hanno temprato la gente e non hanno permesso la nascita di quei deliziosi luoghi di ritrovo, quali bar e localini della dolce vita, a cui รจ abituato. Lโidea di passare gli ultimi anni di liceo in quel luogo ostile e privo di allori turba profondamente lโadolescente, ma il peggio si realizza quando egli si trova fisicamente a scuola, dove sin dal primo giorno si trova a occupare controvoglia il banco a fianco di Pasquale Cosseddu: ragazzo sporco, mal vestito, povero e silenzioso, tanto strano da essersi meritato il soprannome โla Fognaโ.
Complice il fatto che gli altri ragazzi della classe non paiono affatto interessati al nuovo arrivato, quel compagno di banco diventa ben presto la โmaledizioneโ del rampollo Corona: oltre a essergli vicino durante le lezioni, ben presto Cosseddu diventa compagno di passeggiate e uno strano amico che sa esprimersi meglio tra fango e foglie piuttosto che nel mondo civile, che fa emergere nel paesaggio bucolico lโanimo silvestre di cui, in fondo, รจ dotato anche Emilio. Si instaura tra i due un rapporto che da parte di Emilio viene vissuto con altalenante slancio, talvolta amorevole e talaltra infastidito, in cui si rispecchia perfettamente anche il divario tra coloro che il โprogressoโ lo vogliono costruire e si mettono sul piedistallo per la loro condizione e quelli che, invece, quello che viene chiamato progresso lo devono solo guardare, magari sognare, smarriti e sempre piรน coscienti sia della loro povertร economica, sia della propria ricchezza di spirito.
Gli anni passano e i ragazzi diventano adulti; Cosseddu, immerso nella sua comune vita di commesso del supermercato, sembra sempre piรน alienato, mentre Corona pare davvero essere destinato a diventare quello che ha sempre pensato che sarebbe stato, nonostante molti aspetti di quel sogno ora sembrino tristi e vuoti. Le rare occasioni in cui i due si ritrovano dopo la fine della scuola aggiornano sempre meglio la situazione di disparitร : disparitร , questa, forse solo apparente, perchรฉ lโautore racconta sottilmente e candidamente quei pensieri che il protagonista, come la maggior parte degli uomini, tiene nascosti.
Il finale รจ lโapice, forse crudele, forse inatteso, di unโevoluzione umana in cui โnessuno dei due era diventato la persona che avrebbe potuto essereโ.
Approfondimento:
Alessandro De Roma ci regala con La mia maledizione, accanto a una profonda analisi sentimentale di un ragazzo che cresce nello smarrimento tipico di certe adolescenze, la descrizione di una Sardegna alle soglie di quel processo che la vide diventare, da isola brulla e dagli schietti spazi aperti, un palcoscenico dello sfruttamento edilizio; la materia potrebbe essere trattata in modi pedanti o noiosi, ma lo stile asciutto dello scrittore e il punto di vista di un ragazzo che lotta con le gabbie della propria evoluzione dona invece un romanzo che potrebbe quasi essere lโattualizzazione di una novella di Verga.
I personaggi possono idealmente essere divisi tra coloro la cui mente รจ svelata e comprensibile e quelli di cui, invece, non si puรฒ seguire il filo dei pensieri, perchรฉ celati sotto strati di eccentricitร , gesti strani, sentimenti repressi e silenzi piรน eloquenti di mille parole: ci sono infatti Emilio che si incontra e si scontra con Cosseddu, ma anche lโambizioso ingegner Corona e la sua moglie che ama la vita allโaria aperta e le dita sporche di terra piรน che i salotti e i ristoranti, il fratello perfetto e la banale moglie di Emilio, gli amici di scuola e la meschina madre della โFognaโ.
Ovunque, nel testo, le parole sono accuratamente scelte soprattutto per dare spessore allโambiente, alle persone e alle vicende, ma ciรฒ non ha come risultante uno stile pesante e ampolloso, bensรฌ un ottimo modo di narrare, profondo ed equilibrato.
Lโextradiegesi รจ certamente importante per tutto il romanzo, ma lโeleganza della scrittura la fa risultare per niente invadente e arricchisce la storia di aforismi e riflessioni penetranti, certamente da ricordare. I dialoghi sono ridotti al minimo, quasi a interpretare il silenzio in cui si chiudono i giovani protagonisti e dar voce ai pensieri piรน che al verbo.
Un romanzo davvero buono, piacevole e al contempo spiazzante e per questo assolutamente originale.
Alice Stocco Donadello