Titolo: Mare al mattinoAutore: Margaret Mazzantini
Pubblicato da Einaudi - 2011
Pagine: 127 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: L'Arcipelago Einaudi
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Jamila vedova e giovanissima con suo figlio Farid scappa dalla Libia, devono lasciarsi la guerra alle spalle: si puรฒ, ma bisogna attraversare lโinferno del viaggio nel deserto prima e sul mare poi, per trovare rifugio in Italia.
โ Il viaggio durerร pocoโฆโ dice la mamma al bambino, il tempo di una ninna-nanna e canta piano per farlo addormentare. Non ce la faranno, a riva sulla sabbia solo pochi resti trasportati dalle ondeโฆ

Sullโaltra sponda, dalla spiaggia di unโisola, Vito guarda le barche arrivare e raccoglie la memoria di non รจ arrivato. Eโ un ragazzo siciliano, cresciuto ascoltando le storie raccontate da sua madre Angelina nata a Tripoli da genitori italiani trascinati in Libia dalla politica di Mussolini. Angelina nata lรฌ si sentiva africana. Aveva undici anni quando รจ stata costretta ad andare via, ha lasciato la sua infanzia, la fabbrica di cera e Alรฌ che sembrava essere il suo amore. Un altro dittatore, Gheddafi, aveva deciso di scacciare tutti gli invasori italiani e quindi tutti via, attraversando il mare verso lโisola che non sa accoglierli Poi, con gli anni, Angelina si ambienta, si sposa, ha un figlio, Vito che ama il mareโฆ
Mare al mattino รฉ un un libro molto bello, le storie troppo vere: รจ stato molto difficile per me farne il riassunto senza sentire forte la colpa di rovinare il racconto poetico, la musica, il profumo e i colori che ho visto e sentito โฆ Vito, diciottenne, guarda il mare, dove non si tuffa piรน, ora raccoglie oggetti portati a riva dalle onde, cose di poveri esuli, cacciati comโera stata cacciata sua madre. E al di lร , dalla riva africana parte su una barcona troppo carica cโรจ Jamila, poco piรน grande di Vito con il suo bambino in braccio che scappano dalla guerra che incendia le case, ma โnessuno approderร da quella barcaโ. Io non riesco piรน ad uscire da queste pagine, perfino il ricordo della gazzella di Farid, โaddomesticataโ poco, come la volpe del piccolo principe, mi riempie lโanima di tristezza. Lโimmagine della copertina, รจ bellissima, Vito che scappa dallโisola, il mare vero protagonista della storia, sembra inseguirlo!
Vito รจ nato cresciuto sullโisola gli รจ sempre piaciuto nuotare e tuffarsi, ma questโanno lโacqua non gli va. Ora non puรฒ piรน mettere la maschera e tuffarsi, mai piรน potrร vedere i pesci in fondo come faceva da bambino, ora che ha visto i migranti arrivare stanchissimi, li vede disperati e li aiuta come puรฒโฆ โHa visto gli occhi allucinati, il passaggio dei bambini sopravvissuti, le crisi di ipotermia, le coperte dโargento. Ha paura del mare che copre โ corpi calati verso il fondoโฆ creature di sabbia gonfie di mare, sbrindellate dalla fame dei pesciโ. Il mare e i pesci sono ora un incubo da cui fuggire via. Il suo grande pannello azzurro, (โho fermato un naufragioโ dice alla madre) รจ un monumento scolpito. Perchรฉ โqualcuno ne avrร bisogno un giorno. Un giorno un negro italiano avrร voglia di guardare indietro โฆe di trovare qualcosa. La traccia del passaggio. Come un ponte sospesoโ. Bellissime le pagine finali del romanzo: Jamila che culla Farid tra le braccia e gli bagna le labbra aride con la saliva e Vito che raccoglie i resti del mare come pezzi di storia, โpezzi di quelle fughe interrotteโ testimonianza dellโinutilitร della guerra e della crudeltร umana.Mare al mattinoche ho letto al computer, e che ho voluto poi comprare in libreria per leggerlo ancora, ma avendolo in mano e toccandone le pagine, per conservarlo tra i libri piรน cari.
Biancamaria Leschiutta
