Titolo: Nuovo dizionario delle cose perduteAutore: Francesco Guccini
Pubblicato da Mondadori - 2014
Pagine: 148 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: Libellule
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Il cantautore, musicista e scrittore Francesco Guccini con il suo Nuovo dizionario delle cose perdute regala al pubblico una raccolta di oggetti smarriti nel vortice del tempo, accuratamente descritti dalla penna di chi, il passato, lo porta scolpito nella memoria.

Dalle drogherie alle letterine di Natale, dallโidrolitina alle cabine telefoniche. Guccini, pagina dopo pagina, snocciola un vasto assortimento di piccole memorie private, ripescate dai passati anni โ50, recuperate dalla sua infanzia e gioventรน. Dai suoi anni dโoro, quegli anni cosรฌ diversi dalla nostra modernitร . Una gamma di oggetti, di cose perdute, che a poco a poco il tempo ha messo da parte. Nel seguire il filo dei suoi pensieri, Guccini consegna al pubblico il suo vissuto con ironica retorica, con un lessico altisonante dietro il quale fa capolino una prosa genuina.
Dal resoconto dellโepoca che รจ stata ad una sottile critica del presente (che si sta lentamente spogliando di bellezza), viene alla luce un passato semplice, chiaro, come le lenzuola bianche di bucato che le donne lasciavano asciugare sullโerba.
โChi non lo ha visto non potrร descrivere il biancore accecante di quelle lenzuola e chi non lโha sentito non potrร mai sapere cosโera lโodore, la fragranza di quella biancheria che usciva dal bucato e si mescolava col profumo dellโerba e di qualche fiore di campo.โ
Scrive Guccini.
Un universo che fa a pugni con la nostra modernitร , fatta di lavatrici e di articoli usa e getta. Non รจ passato neppure un secolo, ma tra quel mondo ed il nostro cโรจ un piccolo abisso. Perchรฉ, un tempo, si era โ[โฆ] piรน casalinghi, piรน attaccati a lari e penati, diciamo, in una parola sola, un poโ piรน coglioni.โ
E, forse, รจ il sintomo di una societร in evoluzione quello di distaccarsi dalle radici; o, invece, stiamo solo progressivamente rinunciando ai nostri sentimenti, in favore di un universo popolato da mezzi uomini e da apparecchi elettronici che non lasciano spazio allโumanitร . Guccini ci regala un decennio di gioventรน, della sua gioventรน, e ce lo racconta come si fa ad un amico. Lo fa con la semplicitร dei gesti quotidiani. Perchรฉ le sue parole non vogliono abbindolare, sedurre, affascinare. Le sue parole vogliono portare alla luce oggetti coperti dalla polvere dei giorni trascorsi; e, allora, la sua prosa diventa un soffio leggero che spazza via la polvere e porta alla luce piccoli tesori del passato, come se fosse un antiquario di parole.
Descrizioni dettagliate di oggetti, compiute con la meticolositร di un orologiaio, si alternano allโesposizione di etimologie di termini, messe in piedi con maestria, in una danza stramba e brillante che, naturalmente, non dimentica le emozioni.Nuovo dizionario delle cose perdute รจ un tributo ai ricordi. E, nei ricordi, ogni cosa acquista una luce nuova, ogni cosa ridiventa viva. E, nei ricordi, possiamo ancora sentire il sapore del passato.
Emanuela Quaranta
