Era il suo libro. Il suo. […] Cosa credeva, quello, di essere davvero il suo personaggio? Di poter scrivere lui come andavano le cose?”
Mentre ottobre attraversa Milano, il mondo editoriale del capoluogo lombardo aspetta il giorno dello scontro: eterni rivali, Corrado De Angelis e Roberto Palmieri faranno uscire i rispettivi libri lo stesso giorno per il definitivo duello che sancirà chi dei due è il più apprezzato dal pubblico. Sono due autori completamente diversi: il primo si fregia della capacità di portare avanti una letteratura seria e impegnata, galantuomo posato e impeccabile. Il secondo si fa paladino della letteratura disimpegnata e di intrattenimento; è un ex comico e i suoi libri, lo sanno tutti, vendono per fama riflessa.
Il primo del mese entrambi dovranno partecipare ad una trasmissione televisiva, Il Duello, dove si vincoleranno l’uno all’altro, per contratto, in diretta tv. A sancire la validità dell’evento, un notaio. Ma quella sera si rivelerà il punto di non ritorno delle loro vite per ben altri motivi: verranno sbattuti in una centrifuga di eventi incontrollabili e imprevedibili, trascinati in una macabra avventura dove niente è come appare. Come un effetto domino, gli eventi del primo di ottobre butteranno giù un’architettura di apparenze e trame difficilissime da districare. La letteratura e il mondo dell’immaginazione si riveleranno l’unica chiave possibile per comprendere il caos del mondo reale e il gioco sarà in mano a chi nei mondi di fantasia ci ha messo la residenza da tempo.
Scripta manent, thriller riuscito sotto ogni punto di vista, registra una caleidoscopica variante di personaggi tenuti in ordine da una voce narrante esterna e neutra che lascia al lettore libero arbitrio sulle versioni a cui credere e verso chi indirizzare la propria empatia.
La storia nel romanzo crea un caotico limbo tra mondo di fantasia e mondo reale in cui i personaggi che ci finiscono dentro hanno modo di denudarsi agli occhi del lettore e svelarsi attraverso le proprie azioni, più che dalle nozioni che si danno di loro.
Un gioco equilibrato ed elegante dove niente è come sembra e le contraddizioni del reale si scontrano con l’immaginazione. Districandosi tra i due universi, quello letterario e non, i personaggi crescono, maturano, evolvono e hanno modo di dimostrare a sé stessi e al lettore la loro vera essenza. Solo chi non riesce nell’impresa paga il prezzo di venire sommerso. Gli esseri umani non possono nulla contro fantasia, ma saperla usare si dimostra la chiave.
Approfondimento
Con eleganza ed equilibrio, Paola Barbato muove le fila di una storia dove la realtà non solo non può nulla contro la fantasia, ma è anche patinata di apparenze che lasciano in un angolo buio la verità. Riuscire a spogliare il reale da tutte le sovrastrutture toccherà ai personaggi e al lettore, che si addentreranno insieme in un mondo dove l’ultima parola non è mai davvero l’ultima.
Le parole contano più dei fatti, la capacità di immaginare più di quella di analizzare e ciò che è impossibile da mettere insieme in un mondo regolato dalle normali leggi dell’universo in questo romanzo viene capovolto.
Una struttura narrativa coinvolgente e oscura, che spiana la strada a un dialogo aperto col lettore su quale sia il limite da non superare per non cadere nel mirino del mondo normale e diventare “il Mostro”. È un sottotesto duro da affrontare eppure qui presentato con giusto dosaggio; chi è, davvero, “il Mostro”? Cosa ci spaventa, ciò che non riusciamo a comprendere o ciò che sfugge alle norme del reale?
Barbato non ha interesse a scrivere una storia di buoni e cattivi: non cercateli.
Giusto e sbagliato lasciano il posto a realtà e immaginazione, il caotico limbo che è l’incontro di queste due sfere si chiude sempre più a mostra sui personaggi che intrappola. Rivelerà debolezze e fragilità di ognuno delle persone tratteggiate da una penna onnisciente e precisa, ma rivelerà soprattutto le debolezze e fragilità di un mondo reale che si tiene in piedi su pilastri di sabbia. E infatti crollerà tutto.
Silvia Rodinò