Categoria: crescere

Prendo dolore (automagically bye bye)

Cos'è stato il Romanticismo, cosa ci ha lasciato? Pagine inghiottite nei libri di scuola, tutta questa voglia d'amare e arrivare al cuore con le parole per direttissima senza disturbare la polpa. Meraviglia un poco ammuffita. Il vinile è diventato mp3, è cambiato il modo di fare musica, di acquistarla e ascoltarla. La ribellione partiva dai capelli, partiva dalla coesione. Dal stare male insieme. Passami la bottiglia. Non era una cosa astratta, non erano le sedie semi vuote di un parlamento indolente. Aveva nomi e cognomi, nessuno ci ha mai ignorato.  Noi ragazzi eravamo un corpo solo, c'era chi sbagliava e si perdeva ma la periferia ci conteneva tutti, coi muri di nessuno scrostati a sostenere pance piene di birra, spinelli, risate, stronzate, mani in cerca di libertà e stelle.

Queste erano le nostre gite fuori porta, non distavano molto dalle porte. Ma non c'eravamo per nessuno. C'era chi moriva per voler essere troppo diverso, perché sfuggiva al controllo della normalità esercitata dalla famiglia. Tra noi esistevano solo cose di dominio pubblico. Innamorarsi, venire alle mani, dire qualcosa di cattivo su qualcuno era qualcosa di immediato. Eravamo senza una strada, non senza una direzione, non senza una (non richiesta) striscia di mezzeria dipinta da qualche parte, non eravamo a secco. C'era il pieno per partire e non tornare più, diventare grandi, spaccare le amicizie, imparare un dialetto nuovo al rientro dal turno in fabbrica, amare une veneta bionda un po' fredda che si sarebbe scaldata con qualche figlio.

Avremmo deciso il colore dell'auto, e la disposizione delle stanze. Avremmo dato istruzioni al giardiniere ricordandoci i tempi in cui facevamo i garzoni e la vita era così bella di briciole, abbastanza di briciole, da raccogliere con un poco di sforzo.

Diventare grandi non è stato come ci aspettavamo, non più bello non più brutto. Diverso. L'apericena al posto dei calci al palloni coi calzoni sporchi di fango in un campo di calcio inghiottito dalla nebbia a 20 chilometri da Bologna. Le scadenze, i post-it sulla scrivania al posto delle verifiche. Il significato della parola "dolore" molto più chiaro di quello di Romanticismo. L'hanno anche scritto sul bagno dell'Autogrill di Carugate "Tu col dolore ci giochi troppo". Adesso che abbiamo le direzioni, i soldi per le mance, adesso che qualcuno ci vuole morto o vivo come non mai, adesso che stiamo in piedi solo con le attenzioni di qualcuno. "Tu col dolore ci giochi troppo".

Viviamo la vita normale, quella che sta nel mezzo, ma ricordiamo solo i picchi. Di felicità, di infelicità. Niente di più. Una messa in piega alla settimana, la partita con gli amici. Un consiglio da Benedetta Parodi, uno da Paolo Fox e poi siamo liberi di andare a giocare ognuno col suo dolore. Cosa c'è da dire. Cosa c'è da spiegare. Cosa c'è da guardare.

Siamo grandi, ora. Non si è capito ancora quanto e chi debba stabilirlo. Un giro ancora, forse lo sapremo. Ti hanno vista andar via con un sorriso così leggero che sembrava cotto al vapore. Mi hanno visto ricordare gli anni partiti e non pIú tornati con la febbre sulle labbra. Volevo un test sul Romanticismo invece il dottore pelato e sovrappeso che ho di fronte mi chiede:

-  Mi parli della sua insonnia, lei fa qualcosa per restare sveglio? Prende il caffè, qualche eccitante?

Tiro un sospiro lunghissimo ché è tutto quello che ho.

-  No, penso, ricordo. Prendo dolore.

abc

…che le volte buone non sono per le persone troppo buone

C´é un cassetto aperto. Ci sono sogni svuotati. Piogge di parole. C´é l´assenza, a pungere nell´ordinaria follia dei mille gesti, compiuti, e compiuti a metá. Serro le labbra. C´erano labbra morbide. Aprivano le mie. Le serro piú forte. Ci sono anche cassetti inguardabili, che restano chiusi. Ma quante cose ci sono...che non mi vogliono lasciare nei ricordi fin troppo attesi. Arriva il weekend, e hai piú tempo per pensare, raccogli le forze per sprecarle in qualche esubero possibilmente per allungarti l´impressione della gioventú. Ma non vuoi pensare.

E qualcuno ti dice che puoi non farlo...e lí ci sono tutti quesi sospesi che non posso riprendere, o che vorrei. Se cerco in me ció che mi avete lasciato, trovo un campo seminato di illusioni. Che mi hanno fatto crescere, perdere, impazzire. Se cerco in me, bene, vedo quello che potrei fare e non faccio. Vedo dove sei tu, e dove sono io. E siccome i posti non coincidono io sprofondo, io mi perdo, io mi disilludo, io mi nego, piegandomi. Ti scriverei in grassetto, ti sottolinerei. Ma succederebbe che poi arriveresti, come una lama. Dentro, fuori, dentro, fuori, resta il vuoto a forma di lama, di te. Uno schiaffo del vento e si va avanti. A stendere le mani sui vuoti e camminare ad occhi chiusi per non vedere il male. A fare lo stomaco duro per i prossimi pugni e chiudere la gola con un nodo dei tanti che mi hai concesso. Ti serve una pausa. Mi serve una pausa. Ci serve una pausa. Il tempo é una risacca inafferrabile. Muore una stagione, cambiano i vestiti, spariscono le foto, aumentano le domande degli amici. Forse hai pensato subito che bastasse farsi trasportare e non muoversi di forze proprie. I cassetti si inchiodano. Non che non torna leggera come prima la vita. No che che non escono dalla pelle quei dettagli infilzati.

Cado giú. Tra l´indifferenza e i sorrisi di sconosciuti. Tra ore immobili, interminabili, e cose da fare, molte cose rinunciate. C´é da lavorare per confondere la fatica con la solitudine e la tua vicina di casa come l´amore della tua vita. Ci vuole una promessa per stare meglio davanti allo specchio del bagno la mattina.

Cammino sulle strisce pedonali dei pensieri per non farmi investire, ma é quasi un´assurditá. Una lotta contro le forze che non hai. Si gioca duro. Si lavora duro. Ci si aspetta poco. Si bacia duro e ci si trattiene poco. Sempre connessi. Sempre a portata. Ma mai propri. Sempre sacrificabili. Altro giro altra corsa. Perché cosí si fa, perché chi non lo merita? Nel frattempo si muovono un mondo di sentimenti, un mondo di regali, un mondo di spostamenti, un mondo di progetti da approvare, un mondo di sí. Ancora, ancora una volta. Che le volte buone non sono per le persone troppo buone. Ci siamo domani io e te. Come ci siamo sempre stati e come non ci saremo piú. A frequenze casuali inchiodate nei pensieri, caldi, in dolori calcolati. Ci siamo, ognuno a riprendere quel che é suo, chiedendo scusa per l´evidente egoismo. Ancora ci stringeremo nelle spalle e crederemo a chi ci dice "risuccederá".

L´inverno arriverá e sembreremo solo un punto lontano quasi senza senso. Il punto finale di una frase appesa a vorrei scaduti.

 abc

Read my mind (-351)

«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice. «Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.» «Come lo sai che sono matta?» disse Alice. «Per forza» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui». Alice in Wonderland - Lewis Carroll Credo che la cosa più impegnativa che io possa aver affrontato questa settimana sia sta stata la tentazione di non farmi saltare la capsula ballerina che mi fa festa in bocca. Pensavo di aver affrontato a testa alta un principio di attacco di shopping bulimico. Cioè prima strisci la carta e poi piangi sull'estratto conto, come se fosse la bilancia il 27 Dicembre. Infatti, di solito esco di casa post chiusura dei negozi..o alla peggio con due calzini diversi, di solito la figura di cacca riesce a bloccarmi quando devo provare un paio di scarpe di Christian Louboutin..ma la necessità alle volte ti costringe ad agire..e io ho sforato solo di un centinaio di euro sulla spesa prevista..ottimo.. Ma poi mi sono subito rifatta comprando dei biglietti per un paio di concerti..on-line..regali per i miei amati genitori..Battiato e Zucchero alla modica cifra di 250euro.. Guadagno un punto generosità..ne perdo 20 per aver speso soldi che non avevo..mmmmmm Odio poter fare shopping online, non ti devi neanche lavare la faccia per donare centinaia di euro. Un paio di codici ed è tutto fatto. Si perde completamente il controllo di quello che si sta facendo..è come mangiare guardando la tv..non ti accorgi neanche di quello che hai nel piatto..si perde quel brivido di vedere la cifra che aumenta..(com'è che sembrava che i singoli pezzi separati fossero un affare assurdo..ed insieme invece equivalgano all'acquisto di un fegato al mercato nero?)..l'ansia di sapere se la carta di credito verrà letta dalla diabolica macchinetta..(leggilaleggilaleggilaleggila....noooooooooo. L’ha letta!) È esattamente come quando sei a dieta..e ti sfrantegli di qualcosa di squisito..chennesò nel mio caso potrebbe essere un sacchetto fumante di zeppole fritte..sai che non avresti dovuto farlo, ma cazzo che buone.. Credo che dalle similitudini che mi sono venute in mente oggi si possa capire che lo stare a casa a cercare di laurearmi mi sta facendo venire molta più fame del solito...ma dopo aver cambiato gli armadi, messo in ordine gli appunti e i libri e aver perso un giorno intero a controllare cosa e perché avevo usato come segnalibro..ed essendo già a quota due sciarpe e quattro cappelli e un non finito all'uncinetto, su qualcosa mi dovevo pur buttare..e a fine settimana bilancia canta...:( Cercare di fare qualcosa che palesemente non so fare, aka CRESCERE, mi ha prodotto delle ansie tutte nuove. L’insonnia peggiora peggiora peggiora..e devo essermi scordata di pagare la bolletta perché non vedo più la dannata luce in fondo al dannato tunnel.. La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni...la verità è che io ho tutte le risposte,e pure le domande, ma devo aver fatto un po’ di confusione a metterle in ordine.. -8422 ore Rosalba D.Mabc

No way to escape

Da oggi per me da domani non esiste più. No ok oggi è l'ultimo, ma solo perché è domenica sera e sono già stanca per aver pensato e cucinato tutto il giorno.

Come si dice..baby steps..poi meglio non esagerare subito che poi uno si stanca presto (come al solito sto già accampando scuse:(...)...e cmq io non avrò tempo di stancarmi perché ho solo un anno.

Un anno passa in un secondo ed io ho una montagna gigantesca di cose da fare..un anno da domani...ma più per scaramanzia che per altro. Perché domani sarà lunedì...perché il 17 mi porta fortuna...perché perché importa poco...

Importa però che da domani le parole "DA DOMANI" non saranno più parte del mio vocabolario..tutto e subito..fuso orario permettendo...

Il fatto scatenante è l'ennesimo sguardo disorientato alle risposte alle varie domande :

"cosa fai nella vita?"..."la mantenuta!!"

"ti sei laureata? nooo!!"

"ma quand'è che ti sposi e metti su famiglia?"..."magari prima trovo un fidanzato..che dici?!"

"ah ma dov'è che abiti?""con i miei...:(.."( e in questo più che negli altri casi è la mia la faccia disorientata e triste..)

Non perché farsi mantenere non abbia i suoi aspetti positivi..voglio dire già non dover compilare la dichiarazione dei redditi è un gran guadagno..o che non mi facciano comodo gli sconti da studentessa..o che senta la necessità di donare al mondo la mia progenie..né che non sia grata(infinitamente) ai miei genitori...ma basta..enough!

La vita è adesso e a me sembra stia sfuggendo dalle mani..di perdermi il bello e il brutto di quello che mi circonda..bloccata nella stessa bolla da dieci anni. E non perché mi mettano a disagio le curiosità degli estranei...mi mette a disagio la mia faccia quando me le faccio io davanti allo specchio queste domande...sembro ebete..27 anni non combino nulla di produttivo tutto il giorno e non so ancora cosa fare da grande..

Ora possono partire gli applausi..a me, massimo esponente della generazione dei bamboccioni..

Ed io che pensavo che il mio peccato capitale fosse la gola, che so la lussuria...vai tu mai a pensare all'accidia. Ammettiamolo la metà delle persone prima di 7even non sapeva neanche cos'era..e di solito è il settimo peccato che proprio non ti viene in mente e ti tiene sveglio a cercare di elencarli tutti insieme..

http://it.wikipedia.org/wiki/Accidia (per qualsiasi chiarimento)

Ecco la mia è una lotta senza sosta al mio male peggiore..

In pratica..? In pratica ho UN ANNO..12 MESI..365 GIORNI per:

  • laurearmi
  • trovare un lavoro
  • andare via di casa

....essendo gli uomini il mio secondo male peggiore..tenderei a tenermene alla larga..ma la mano sul fuoco qui non posso mettercela..

E perché lo scrivo? Non pretendo che interessi davvero a qualcuno..ma così facendo è come se avessi qualcuno con cui dover fare i conti tutti i giorni..il che non è poco. E poi perché magari c'è chi è messo come me e si sentirà meno solo..

Quindi:

GIORNO 0

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Rosalba D.M

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