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Recensione di Segui il bianconiglio di Macs Well

Tutto quel male e quel dolore non avrebbero dovuto nemmeno avvicinarsi a lei. Gente come lui meritava una fine del genere, ma non lei.

Kurt Wallace, detto Wolf, fa parte dei Beasts, una banda che vive di droga, crimini e violenze nella periferia degli Stati Uniti d’America. Banda antagonista dei Beasts sono i Devils.

Le due bande si contendono una fetta di mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti, tra crimini violenti e lotta per il potere in un territorio dove l’unica legge vigente è quella della prevaricazione e del più forte. In questo contesto di abbandono sociale e istituzionale, anche la polizia è corrotta ed è perfettamente inserita in un circuito di soprusi, violenze, droga e sesso che non conosce limiti. Quando la sorellina di Wolf, Rebecca Wallace, detta Newt, viene trovata brutalmente assassinata dietro un cespuglio lungo il fiume ghiacciato, per Wolf inizia una feroce caccia all’assassino, senza esclusione di colpi. Parallelamente, gli agenti Smith e Mellory compiono le loro indagini per trovare il colpevole del delitto.

Unico indizio da cui partire: un tatuaggio rinvenuto sul cadavere della giovane con su scritto “Segui il biaconiglio” dietro il collo.

Segui il bianconiglio è un thriller breve, che si lascia leggere velocemente e che troppo in fretta finisce, senza dare una giusta definizione e approfondita descrizione ai personaggi che, invece, per la loro complessità psicologica ed esistenziale avrebbero bisogno di essere analizzati e presentati nei minimi particolari con maggiore lentezza, in modo tale da rendere al lettore più digeribile e sensata una storia dura e crudele, come solo la vita, in casi di estrema violenza e abbandono, può essere.

Approfondimento

Il personaggio di Wolf è l’emblema dell’abbandono, della solitudine che fa male e che spesso accompagna situazioni di profondo disagio. Il lettore potrebbe provare fastidio dinnanzi alla tragedia umana e sociale che si nasconde dentro ciascun personaggio di questa storia. Potrebbe provare anche rabbia dinnanzi alla feroce crudeltà descritta in alcune pagine di Segui il bianconiglio. Ma, il lettore non può fare a meno di divorare in brevissimo tempo questa storia, tanto cruda e forte quanto spoglia di qualsiasi ipocrisia e buonismo.

Perché, seppure narrando casi estremi e, per fortuna, non così all’ordine del giorno nel quotidiano di ogni lettore, Macs Well, in alcuni tratti del libro, riesce a esaminare e a dar voce alla psicologia e ai pensieri malsani che, nel profondo abbandono e disagio, possono ritrovarsi in coloro i quali, per ipocrisia o per prudenza, tendenzialmente non vediamo (o non volgiamo vedere) nelle periferie delle città. Tutta quella realtà che è quasi un mondo sommerso ma che, a gran voce e con metodi grossolani, grida al mondo aiuto, comprensione e non più cecità.

Una descrizione approfondita e dettagliata del passato e della storia dei personaggi principali, nonché una loro fotografia psicologicamente più curata, avrebbe certamente reso la storia narrata umanamente più comprensibile e accettabile, e avrebbe certamente avvicinato il lettore con più empatia al mondo di derelitti dipinto dall’autore.

Un sonno profondo era ciò di cui aveva un disperato bisogno. Voleva fuggire da quell’incubo e risvegliarsi nella sua camera da letto con le sue lenzuola di seta e le sue bambole di quando era bambina. Sentiva voci oltre la porta, brevi scambi di cui non riusciva a comprendere il significato. Poi la porta si aprì illuminando la stanza con la fredda luce esterna, prima che venisse accesa la lampadina all’interno.

Laura Ventimiglia

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