Categoria: L´ignoranza delle persone colte

Recensione di L’ignoranza delle persone colte di William Hazlitt

William Hazlitt é stato un saggista inglese, vissuto a cavallo tra il '700 e l'800. Fu anche cronista parlamentare e critico teatrale, e fu apprezzato per la varietà di temi trattati nei suoi saggi, cosí come per lo stile particolarmente semplice e colloquiale (chiaramente rispetto ai canoni del genere).

Fazi riporta ora in libreria L'ingoranza delle persone colte, questo insieme di saggi, il cui titolo si riferisce a quello del testo iniziale, introduttivo e forse più rappresentativo.

Fuori dal contesto nel quale sono stati scritti, il lettore si troverá a volte un po' disperso, nel mare di riferimenti non facilissimi da cogliere (in effetti vi é un apparato di note piuttosto possente), così come certi temi – per esempio il saggio sull´effeminatezza del carattere risultano ai nostri occhi un po' usurati, se non decisamente fuori contesto (in effetti ai nostri occhi questo attacco dell´effemminatezza potrebbe suonare ai limiti del politically uncorrect!).

Detto questo, vi sono peró parti che ancora riescono a parlarci e mostrarci qualcosa, penso ad esempio al saggio sulle istituzioni (molto attuali alcune considerazioni sull´Università o alla politica come organismi burocratici tesi a riprodurre se stessi), oppure quello sulla discriminazione degli intellettuali o l´ultimo – molto sentito – sulla paura della morte.

Insomma a volte scatta la scintilla intellettuale (parliamo di saggi, non di narrativa, appunto): quando scatta, la prosa raffinata e ironica di Hazlitt funziona, ci sembra che parli dei nostri tempi o delle nostre ossessioni o di paure molto attuali, il paradosso e la satira vengono utilizzati come arma per attaccare caste (i politici, i baroni universitari), luoghi comuni inveterati e comuni idiozie della vita quotidiana. C'é anche sottotraccia un elogio della gente semplice, del prototipo dell'anti-intellettuale, dell'uomo di azione opposto a quello di riflessione, elemento che credo possa aver reso Hazlitt appunto popolare ai suoi tempi (e magari inviso ai suoi amici/nemici intellettuali, come evidenziato in uno dei saggi della raccolta).

Ci sono insomma notevoli doti di intelligenza, humor e finezza argomentativa, tipiche di questo genere di saggistica.

A volte invece i paradossi di Hazlitt (come appunto nel saggio che titola la raccolta, secondo me tra i meno riusciti) ci risultano un po´algidi e distanti, la scintilla che si diceva sopra non scatta, ma per chi apprezza questo genere – frequentato per esempio anche dal ben piú noto Swift – ritengo ci siano spunti interessanti, specie per chi avrá la voglia, la pazienza e gli stimoli per compulsare le note che dicevo sopra e approfondire tutti i link alla poesia, al teatro, alla politica e alla vita inglesi dell'epoca.

 

Approfondimento

Curiosamente le parti meno riuscite di L'ignoranza delle persone colte sono "montate" all'inizio, tanto che dopo i primi 2-3 saggi il mio giudizio – pur riconoscendo la sapienza della scrittura di Hazlitt – sarebbe sato piú severo, specie sulla opportunitá di pubblicare una cosa cosí "fuori moda".

Ma alcune parti sono come dicevo rimaste molto attuali e risollevano il giudizio, rendendo la lettura magari non necessaria (per chi non ami il genere) ma gradevole e a tratti illuminante.

abc
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