Categoria: l´orfano nella letteratura

La figura dell´orfano nella letteratura

Il tema del bambino orfano ha avuto una vasta diffusione nella letteratura per l’infanzia e non solo. La tendenza verso il “patetico” ha portato gli scrittori ad elaborare un nuovo tipo di “eroe”, che ha conosciuto una grande fortuna letteraria. Il bambino solo al mondo, che si trova a cimentarsi con le avversità della vita, commuove. Inoltre questo tipo di soggetto ha molta libertà e può vivere avventure che un bambino che vive in famiglia difficilmente si troverebbe a fronteggiare.

Un primo abbozzo riguardante questa tematica, può essere incontrato già in un passo dell’ILIADE. Andromaca viene presentata come priva di madre e di padre e supplica il marito Ettore, che si appresta a recarsi in battaglia, di sottrarsi allo scontro fatale per non lasciare lei vedova e il piccolo Astianatte orfano. Tuttavia, è nell’Inghilterra dell’Ottocento che il tema si sviluppa con maggiore passione. L’orfano per eccellenza, la cui giovane vita si intreccia a quella di prostitute e ladri nei bassifondi di Londra, è OLIVER TWIST, creato nel 1838 da Charles Dickens (1812- 1870). Lo scrittore britannico è vissuto in un periodo in cui in Europa si sono verificati grandi cambiamenti sociali, e la sua scrittura si è focalizzata principalmente sulle classi meno abbienti e sulle loro difficoltà.

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Tra il 1770 e il 1840, l'Inghilterra ha subito una trasformazione radicale, passando da società prettamente agricola ad una di tipo industriale. I mercanti hanno acquisito ricchezza e potere, cosa che prima avveniva solo per i nobili. Da questa situazione è apparsa una nuova classe: quella dei poveri. Gente costretta a vivere in luridi quartieri sovraffollati, dove mancano acqua, riscaldamento e condizioni igieniche adeguate. I bambini piccoli non vanno a scuola, ma lavorano nelle fabbriche e spesso fanno i lavori più pericolosi. I “nuovi poveri” raccontati da Dickens sono personaggi psicologicamente raffinati e complessi. “Oliver Twist” narra la storia di un piccolo orfano che cerca di sopravvivere in una società, quella vittoriana, che non tutela in alcun modo le classi più deboli della popolazione. L’opera è concepita come denuncia sociale, ed è stato il primo romanzo in lingua inglese ad avere per protagonista un ragazzino.

oNonostante “Oliver Twist” rimanga universalmente noto, precede un’opera che in pochi conoscono, sempre in riferimento al tema dell’orfano. Tale storia non ha il carisma del capolavoro, ma vanta il merito di essere la prima a denunciare la situazione di estremo degrado in cui versano le istituzioni che dovrebbero occuparsi dell’infanzia abbandonata. Si tratta di GINEVRA o L’ORFANA DELLA NUNZIATA, romanzo scritto da Antonio Ranieri (1806- 1888), più noto per essere stato il compagno degli ultimi anni di vita di Leopardi. Nel 1839, a due anni dalla morte del suo immortale maestro Giacomo Leopardi, Antonio Ranieri pubblica questo romanzo che ha scatenato le ire dei gesuiti. Visitando a Napoli l’ospizio degli orfanelli, ha avuto l’idea di scrivere l’opera, nella quale ha svelato i gravi abusi perpetrati in questo ricovero di trovatelli. Suscitando l’odio della polizia, egli ha dovuto scontare 45 giorni di carcere. Immediatamente sequestrato, il romanzo ha avuto comunque una grande circolazione clandestina.

DAVID COPPERFIELD (che in questo caso non è un mago!) è l’ottavo romanzo di Charles Dickens che, sfruttando la scia del successo riscosso dal precedente, tratta sempre il tema dell’essere orfani in una società corrotta. Come quasi tutti i lavori di Dickens è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello scrittore e ha riscosso un grande successo. Può essere considerato un’autobiografia romanzata, poiché molti eventi accaduti al protagonista del romanzo, si ispirano ad eventi vissuti dall’autore. L’opera inoltre viene considerata una “industrial novel”, perché in essa si riflette la Rivoluzione Industriale, l’epoca in cui era molto diffuso lo sfruttamento delle donne e dei bambini nelle fabbriche.

Romanzo accattivante è “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain (1835- 1910). Lo scrittore statunitense ci porta nel Nuovo Mondo, con uno dei libri più avventurosi e divertenti del periodo. Pubblicato nel 1876, è improntato sulla vita dei ragazzi del profondo Sud, che in quel periodo si svolgeva lungo il fiume Mississippi. Twain delinea una galleria di personaggi indimenticabili, dove l’avventura prevale sullo sconforto di essere soli. Nel libro risulta a tutti evidente il conflitto tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi. Il primo legato alle convenzioni e il secondo libero da ogni vincolo. Tom Sawyer, il protagonista, incarna la figura del “bad boy”, del ragazzo cattivo che sfida le regole pur di affermare il proprio stile di vita e attira su di sé la disapprovazione degli adulti.

Abbiamo visto diversi tipi di denuncia sociale, dove al centro sta sempre un minore abbandonato a se stesso, che necessita tutela. Bambini indifesi e lasciati soli ad affrontare mille insidie, che sanno suscitare commozione e grande partecipazione di pubblico.

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