Tre minuti e ventisei, una canzone mezzo ritornello e venticinquemila dischi venduti, per tre e ventisei il guardrail ti ha tenuto su e non era colpa della stanchezza, del bicchiere, della statistica. Ma di chi non ti ha ascoltato. Tre e ventisei dura la bugia con la pretesa di usarci, giri bassi, tu sopra io sotto, noi dritti ai guai, la coscienza appesa insiemeagli orrendi quadri nel soggiorno dei tuoi. Tre minuti e ventisei di sorrisi tra la folla da far attraccare su qualcuno, da togliere la protezione e vedere se fermandosi ne possono nascerealtri.
3:26, credo che andrรฒ a essere nessuno per cinque minuti tutti tuoi, tondi, a tremare al pensiero.
3:26, scusa se duro poco e poi dico cose che sembra che penso. Sono nella media anche se mi credevi speciale.
3:26, di risposte ma non alle tue domande. Si fa quel che si puรฒ.
3:26, e accanto a te mi viene la febbre, mi vengono in mente sogni tristi da ammazzare, mi viene lโequilibrio per muovermi tra successo e insuccesso. Potrei cambiare le lampadine allโOrsa Maggiore e morire di una piccola cattiveria.
Adesso ti giri una seconda volta, se mi guardi di nuovo รจ fatta. Oppureรจ un gioco di specchi e di riflessi tra le vetrine in cui cerchiamo il senso delle fatiche della settimana. Guardami non sono 2D, sono troppo 3D, e quello che non sai รจ che se entri, tra ilbagnato degli occhi e il velluto del cuore, divento anche 4D. Se non ti volti resto qui come un cartello stradale ad aspettare lโinverno, come ilmanifesto della cover band che suona al pub questasettimana, come carta di giornale, quella che contiene la storia, che si appiccica allโacqua ed io mi appiccicodi nuovo alla mia vita, quello che cโera si dissolve. Adesso, oppure non te lo assicuro per recuperarmi devi stare tre minuti e ventisei in fila.
Forse devidirmi una cosa bella, oppure stare un poโ meno allo specchio, farmi posto nella tua pancia da dentro, convivere tre ore con unโunghia sbeccata, oppure devi stancarti di me come ci si stanca della guerra, ovvero lรฌ dove ci stancaanche di vivere. Oppure devi prenotare uno sguardo bambino, un temporale su quel rossetto, portarti dietro un sorriso che diventerร il tuo pass. Oppure devi parlare al muro e raccontargli la veritร , quello sarร il tuo test dโingresso in tre minuti e ventisei, dopo esserti abituataportati il muro appresso, se รจ in buone condizioni, e ripeti tutto a me, anche se non sono in buone condizioni.
3:26 per incontrarci con le mani belle lontane, per non iniziare dal traguardo. Per non iniziare dal tatuaggio sotto il costume, dalle fotografie sul cellulare, dal pacchetto di Marlboro, per non iniziare dallโincoscienza con le sue facce assenti, da un posto letto in piรน anche stasera, dalla domanda di rito. Per non iniziare da โscusa รจ colpa miaโ, da un messaggio criptico postato su Twitter o da una di quelle cose che per mesi abbiamo ripetuto di piรน.
3:26, e tu mi chiedi โcome mai sei giร quiโ? โErano tutti verdiโ. Non si puรฒ cambiare il luogo di partenza, solo la destinazione, ma si puรฒ fare che quella sia il nuovo punto di partenza.
Questa volta ti sei dimenticata di mordermi lโorecchio e di graffiarmi la schiena, di dirmi a che punto stiamo, se eravamo noi o eravamo un poโ altri. Se adesso siamo pari o dispari. Se cโรจ qualcuno in vantaggio, se siamo a credito. Nessuno, stando alle piรน recenti informazioni, ci porterร alla felicitร apparecchiata e, sempre stando ad informazioni aggiornate, per ora apparteniamo solo alle infelicitร .
3 minuti con la babysitter, ventisei secondi per recuperare il respiro regolare e le sue mutandine prima che la porta si apra spinta dai bambini che tornano da scuola.
3:26 per lโappello, chi cโรจ cโรจ e chi non cโรจ peggio per lui, i pochi diventano automaticamente i โpochi ma buoniโ.
3:26 per vedere visualizzato quel messaggio di cui ti sei giร vergognato.
3:26 per scrivere una lista di cose che non farai mai nella tua vita, che รจ un poโ colpa del governo, dellโeuro, della criminalitร organizzata emai, mai, mai tua.
3:26 per scattare sessantadue foto e tenerne una.
3:26 per decidere di quale sconto morire allโ Intimissimi della Rinascente.
3:26 per una preghiera sincera a perdere che diventa un soffio sui ceri accesi dai piรน fiduciosi.
3:26 per togliere la pelle alla notte, andare in fondo, e scoprire che il fondo non era poi cosรฌ diverso da quello che cโera fuori.
Ventisei secondi per la sveglia che suona, tre minuti per una sveglia che bacia.
3:26 per raccogliere tutto e restare, che non si puรฒ sempre scappare, e per darsi unโaria da vivi. Accendere la normalitร sul canale che guardano i bambini e gli amici.
Aspettavo la pioggia per vestirmi, per andare in mezzo alla gente indifferente e piangerti senza inutili evidenze. Lacrime che sembrano le gocce Swarovski dei lampadari allโHemitage di Montecarlo, pronte a non cadere mai.Ti ringrazio per la fiducia ma io non sto cercando bambine da far diventare donne, non sto aspettando donne che si fermano alla faccia, sto solo andando a controllare se riesco a tirare fuori qualcosa da questi โseโ. Tre minuti e ventisei, te li regalo.
3:26 per sapere se รจ maschio o femmina.
3 e 26, a volte durano piรน i ventisei. Soprattuto se sono venti sei. Perchรฉ mi sembra, tolto tutto: le attese, le facce strane, i segni piรน e meno, i miei sorrisi scarichi e la saliva che ci incolla che mi sono accorto che sei (x 20).
Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei. Sei.