
In libreria il nuovo romanzo di Vinicio Capossela, Il paese dei coppoloni,candidato da Feltrinelli al Premio Strega 2015.
Tutto era materia.Lo spirito scappava.
“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”Così si chiede al viandante-narratore di Il paese dei coppoloninelle terredei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato,lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie.E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compitodi ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umanoe geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”,la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custodedi una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insiemeal lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musicada sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidereil porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre,la musica rurale, da resa dei conti.Vinicio Capossela ha scritto un’opera memorabilein cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformantedi un senso grandioso, epico, dell’umana esistenza, diun passato che torna a popolare di misteri e splendori l’opacità del nostro caos.
Vinicio Caposselaè nato ad Hannover il 14 dicembre 1965. Autore, cantore e compositore italiano, ha scritto Non si muore tutte le mattine (Feltrinelli, 2004), In clandestinità(Feltrinelli, 2009; con Vincenzo Costantino), Tefteri. Il libro dei conti in sospeso(il Saggiatore, 2013) e Il paese dei coppoloni (Feltrinelli, 2015). Lo studio dei miti, di Ernesto De Martino e Carlo Levi, la frequentazione appassionata dell’epos omerico e dell’epos popolare, l’influenza di molta letteratura americana (Sherwood Anderson e Melville fra gli altri) hanno rivoluzionato il suo stesso approccio alla musica e alla scena. Clive Davis del “Times” ha scritto: “Capossela esplora i miti e gli istinti che tengono assieme villaggi e nazioni. Non è un caso che si animi come non mai quando parla delle sue origini ancestrali”.
