IL SENSO DEL RIDICOLO
Tre giorni di incontri, letture ed eventi
sul tema dell’umorismo, della comicità e della satira
Livorno, 23-25 settembre 2016
seconda edizione
torna a Livorno dal 23 al 25 settembre IL SENSO DEL RIDICOLO
Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghie promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. Sono partner della manifestazione Trenitalia e Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e Rai Radio2 è media partner.
In tre giorni di eventi, mostre, proiezioni cinematografiche, laboratori per bambini e ragazzi, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati, storici dell’arte e del cinema e naturalmente comici, si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione rivelatrice dell’umorismo, della comicità e della satira.
“Ai temi della comicità e dell’umorismo si addice quella competenza leggera che non vuole costruire discorsi solenni e chiusi in se stessi ma tenere sempre aperti dialoghi e giochi, nel tentativo di migliorare il nostro umore e, assieme, il nostro acume.– afferma il direttore del festival,Stefano Bartezzaghi–È stato questo il criterio predominante, se non l’unico, che ha ispirato le scelte del programma: la speranza è che ci aiuti a preservare una fra le più imprescindibili (ma anche fra le più sottovalutate) delle vere necessità della vita, individuale e associata: il senso del ridicolo, appunto.”
Lalectio magistralis inaugurale(23 settembre, ore 17.30), tenuta daMaurizio Ferrarisgioca (e sta lì il suo magistero) con il classico titolo di Hegel: in questo caso per «Fenomenologia dello spirito» si intende una scorreria nei territori dell’umorismo filosofico, in un dialogo ideale con un amico e maestro da poco scomparso, Umberto Eco. Ma tutto il programma di quest’anno è intessuto di dialoghi, di matrice di volta in volta radiofonica (LaLauraeFabio Canino,24 settembre, ore 12.30), teatrale (Ottavia PiccoloconSara Chiappori,24 settembre, ore 21.00), cinematografica (Gianni CanovaeDavide Ferrario,25 settembre, ore 19.50), giornalistica (Marianna AprileeAlessio Viola,25 settembre, ore 18.00), letteraria (Achille Campanile e Ludovico Ariosto: questi due, impossibilitati a intervenire, verranno evocati in spirito dal nostro Nostradamus,Marco Ardemagni,23 settembre, ore 19.00), satirica (Mario CardinalieBruno Gambarotta,25 settembre, ore 19.30), comica (Geppi CucciariconStefano Bartezzaghi,23 settembre, ore 21.30).
Nell’anno in cui la cultura italiana celebra il 500esimo anniversario dalla prima edizione dell’Orlando Furioso, una linea ariostesca percorrerà i nostri incontri, con le letture diOttavia Piccolo, già in scena nella storica edizione teatrale di Luca Ronconi (24 settembre, ore 21.00) e diMarco Ardemagni(24 settembre, ore 19.00), con l’approfondimento arguto dello studiosoFabrizio Bondi(24 settembre, ore 15.45); ma anche con i sorprendenti casi dei «matti», furiosi o miti, di varie città italiane (fra cui Livorno), raccolti daPaolo Nori(25 settembre, ore 11.30).
Il24 settembre, alle ore 12.45, il campo delle arti visive sarà battuto, da parte dello storico dell’arteAndrea Daninos, con le beffe inscenate direttamente da artisti (a partire da Giotto); con una storia di antiquariato scritta da Alan Bennett e letta daOttavia Piccolo(25 settembre, ore 16.45), con la ricapitolazione del caso livornese delle teste di Modigliani compiuta il24 settembre, alle ore 15.30dal giornalista che a suo tempo l’aveva portato alla luce,Gianni Farneti: non per riaprire ferite forse mai del tutto rimarginate, ma per ricordare come e perché si fossero prodotte. Una delle famose tre teste, l’unica generata proprio soltanto per scherzo, parteciperà con la sua muta presenza a una mostra,Se i quadri potessero parlare,in cui i quadri che hanno fatto la storia dell’arte si mettono a parlare: è Stefano Guerrera, lo spiritoso autore, che li prende in giro o sono loro a prendere in giro noi? Una seconda mostra,Bruno Munari: un personaggio in cerca d’aurore,ci riporterà a considerare la produzione di Bruno Munari, il geniale artista, designer e pensatore che ci ha insegnato a trasformare la fantasia in immaginazione, creatività, invenzione.
Si è già fatto il nome di Bennett: il «british humour» è un mito anche equivoco, cheAndrea Caneci aiuterà a conoscere nei suoi connotati reali, se non regali (25 settembre, ore 15.30). L’irresistibileAmletodelCollettivO CineticOfornirà poi un riscontro teatrale, attorno a uno dei massimi totem della cultura non solo britannica (24 settembre, ore 19.15).
Le tre linee – l’ariostesca-folle, l’artistica-beffarda, la britannica-ironica – si incroceranno su uno sfondo campito e screziato da due tinte complementari: quella della vita quotidiana e quella dei mass-media. Il25 settembre, alle ore 12.30, le storie individuali sono materia di lavoro e trasformazione anche comica perMatteo Cacciae perClaudia De Lillo,nota anche comeElasti(25 settembre, alle ore 10.30); il comico nei mass-media le rispecchia e le deforma a partire da «format» ormai classici, come le comiche di Laurel & Hardy raccontate daGabriele Gimmelli(24 settembre, ore 10.45), per arrivare alle sit-com e alla serialità che caratterizzano la tv contemporanea, secondo le analisi che risultano dal lavoro di critico e di studioso diAldo Grasso(24 settembre, ore 10.30). Il direttore di Tv Sorrisi e Canzoni,Aldo Vitalipropone poi un’antologia personale di cose da ridere, da lui incontrate in un curriculum eclettico che lo ha portato dalla musica pop ai fumetti per ragazzi, dalla letteratura umoristica sino alla tv (24 settembre, ore 17.45).
Nella sua seconda edizione, il «Senso del Ridicolo» integra il suo programma con due nuove offerte:quattro laboratori per bambini e ragazzicondotti dalla linguista e animatriceGiulia Addazi(24 – 25 settembre) e unciclo di tre film in omaggioal maestro della commedia all’italianaLuigi Comencini(nel centenario della sua nascita), curato daGianni Canova(23-24-25 settembre, ore 21.00).
