Autore: Irene Pinamonti

120, rue de la Gare di Léo Malet

 

Dal 25 gennaio in libreria

Sta per tornare in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: 120, rue de la Gare, la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma riedita da Fazi. Un romanzo che non solo non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.

«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta». - Fabrizio d’Esposito, il Fatto Quotidiano

Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…

«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese». - Giancarlo de Cataldo

«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon». - Corrado Augias

«Un mito». - Gianni Mura, il Venerdì di Repubblica

«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir». - Benedetto Vecchi, Il manifesto

Léo Malet (1909-1996) Nato nel 1909 a Montpellier, figlio di una sarta e di un impiegato, rimane prestissimo orfano. È il nonno bottaio, grande lettore, che si prende cura di lui e lo inizia alla letteratura. Nel 1943 pubblica 120, rue de la Gare, con cui esordisce la sua creazione narrativa più celebre: l’investigatore privato Nestor Burma, protagonista di una trentina di avventure. Muore nel 1996. Fazi Editore ha pubblicato Le acque torbide di Javel e Nebbia sul ponte di Tolbiac (2016), Il boulevard delle ossa, Delitto al luna park (2017) e 120, rue de la Gare (2018).

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Due ore di te di Sharon Pivetta

 

Dal 30 gennaio in libreria

A fine mese arriverà nelle librerie Due ore di te, il nuovo romanzo d’amore edito da Rizzoli di una delle star di Wattpad: Sharon Pivetta. Dopo il grandissimo successo anche in libreria della fan fiction dedicata a Benji e Fede, questa giovanissima autrice torna con una nuova storia. Due ore di te racconta una tenera avventura tra una ragazza come tante e un artista inconfondibile per la sua voce e le sue piume.

Alice ha diciannove anni, i capelli rossi, la faccia tosta di chi difende a spada tratta le proprie idee e tanta voglia di essere indipendente. Passa le sue giornate tra musica e serie tv in compagnia degli amici di sempre, Chiara e Diego. Ma all’improvviso cambia tutto: due nuovi lavori e una nuova casa in cui abitare, per la prima volta senza la sua famiglia. Sembra proprio che non le manchi niente. E se ci fosse anche un nuovo amore? Alice ha un piano preciso: concederà il cuore solo a chi lo merita davvero, ma nessuno dei suoi corteggiatori è quello giusto per lei. A cambiare le carte in tavola compare dal nulla il misterioso Ahote, ventenne dagli occhi di ghiaccio e la risposta sempre pronta. Il suo segno distintivo è un lungo orecchino a forma di piuma. C’è un unico particolare: è un cantante di fama nazionale, circondato da migliaia di fan impazzite. Il giovane farà vacillare le sue certezze, dimostrandole che a volte è inevitabile abbassare le difese e lasciarsi andare. Per la prima volta Alice è confusa. La situazione si complica quando arrivano Fabrizio, datore di lavoro convinto che ogni cosa si possa ottenere con i soldi, e Lorenzo, collega dalla chioma ribelle disposto a tutto pur di uscire con lei. Alice scoprirà che la vita non può essere pianificata perché spesso, quando meno te l’aspetti, sono le note di una canzone a guidare il tuo cuore e le parole di una strofa a sussurrarti di rischiare.

«È il regalo più bello che si può fare a un idolo.» - Commento di una lettrice su Wattpad

Sharon Pivetta (1997) vive in provincia di Pordenone. La sua prima fanfiction, pubblicata su Wattpad, ha raggiunto milioni di lettori. Con l’approvazione ufficiale di Benji & Fede, è uscita per Rizzoli, in due libri: Tutta d’un fiato. L’amore infinito (2016) e Tutta d’un fiato. Ricomincio da te (2017).

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Bambole di pietra. La leggenda delle Dolomiti di Paolo Martini

 

Dal 18 gennaio in libreria

Da ieri possiamo trovare negli scaffali delle librerie Bambole di pietra. La leggenda delle Dolomiti, un racconto di Paolo Martini edito da Neri Pozza. Bambole di pietra ci narra la storia o, meglio, la leggenda di quelle magnifiche montagne nate dal fondo del mare 250 milioni di anni fa attraverso un racconto avvincente in cui sfilano in prima persona tanti protagonisti, dall’eroe italiano Cesare Battisti a quello tirolese Andreas Hofer, dallo scienziato Dolomieu al mito alpinistico di casa Reinhold Messner, dallo scrittore Dino Buzzati al cineasta Luis Trenker.

«Che cosa farebbe, se fosse davvero un nostro contemporaneo, Dolomieu, lo scienziato di fine Settecento del quale le Dolomiti portano il fortunato nome?»

Nella seconda metà del XVIII secolo Déodat de Dolomieu, geologo e viaggiatore, filosofo e pittore, valente conversatore e seduttore, si avventura nella regione delle Alpi, senza servitù e con qualche pregiata bottiglia di vino e una non modica quantità di caffè nel nécessaire. Viaggia per quasi un mese, spesso a piedi, tra montagne fatte di «pietre calcaree luminose, biancastre e grigiastre». È incantato a tal punto da quella roccia da portarsene dietro più di un frammento che, una volta tornato in Francia, spedisce all’amico Théodore-Nicolas De Saussure. Nel 1792 Saussure battezza quel tipo di roccia dolomia, in onore dell’amico. Nella prima metà del secolo successivo l’intera catena di monti fatta di quelle pietre calcaree viene  chiamata Dolomiti.

Così comincia la «leggenda» di quelle magnifiche montagne affiorate, come per  magia, dal fondo del mare 250 milioni di anni fa. Una leggenda che risale appunto alle scoperte dei geologi viaggiatori di fine Settecento e inizio Ottocento, prosegue  con le prime avventure degli alpinisti, si muta in una vera e propria «dolomitologia» a opera di numerosi scrittori e giornalisti, e vacilla inevitabilmente quando emergono gli interessi turistici, in primo luogo lo sci, l’hotellerie di lusso e i riti delle vacanze-intrattenimento.

Paolo Martini, giornalista di lungo corso, autore televisivo e consulente editoriale, coltiva particolarmente la passione per la montagna e scrive di viaggi.

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Emilia l’elefante di Arto Paasilinna

 

Dal 20 gennaio in libreria

Ancora qualche giorno d’attesa ci separa dall’arrivo in libreria di Emilia l'elefante, un nuovo romanzo edito da Iperborea di Arto Paasilinna, l’irresistibile umorista finlandese che ha già conquistato i lettori italiani con la sua travolgente capacità di sdrammatizzare anche le storie più tragiche.

Kerava, 1986. Nelle stalle del Circo Finlandia nasce una tenerissima elefantina che la sua padrona, Lucia Lucander, decide di chiamare Emilia in omaggio alla moglie del direttore, vecchia gloria della pista circense. Emilia dimostra grandi talenti, riuscendo già a sei mesi a sventolare la bandiera finlandese in mezzo alla pista. Ma non dura. Nel giro di poco entra in vigore una legge che proibisce l’uso di animali selvatici a scopo di intrattenimento, e di colpo per Emilia non c’è più posto. Dopo un periodo al Grande Circo di Mosca e favolosi spettacoli sulla transiberiana, Lucia ed Emilia rientrano in Finlandia e vengono accolte in una fattoria-allevamento di polli. Nel frattempo si è immischiata anche l’Unione Europea, inasprendo ulteriormente la regolamentazione sugli animali selvatici, e per questo attorno a Lucia e all’elefante si forma un premuroso circolo di amici sempre pronti ad aiutarle e sostenerle. Perché non portare Emilia in Africa, tra i suoi simili, propone qualcuno. E sia! La decisione è presa di concerto e si decide che Emilia, con Lucia e il fidanzato Paavo in groppa, dovrà raggiungere il porto del lago Saimaa – la porta per l’Africa – distante 400 chilometri, attraversando città e foreste sterminate. Chi conosce Paasilinna saprà cosa aspettarsi da questi chilometri in sella a un elefante. E così tra orsi inviperiti, scienziati folli, risse con animalisti complottisti, negozi distrutti, suicidi sventati e altre paasilinnate di ogni sorta, ci si ritrova come sempre nella lavatrice ridente e canzonatoria dell’autore finlandese, che ci intrattiene con piglio conviviale e al contempo feroce. Ma attenti, anche questa volta sotto il frastuono del ridere spietato, c’è una luccicante e ben affilata punta di amarezza. Anche questo è Paasilinna, l’amaro che ti ride in faccia, ti fa ridere e, passata la confusione, ti fa anche pensare.

Arto Paasilinna, ex guardiaboschi, ex giornalista, ex poeta, è nato a Kittilä nel 1942. Autore di culto in Finlandia, è molto amato anche all’estero per il travolgente humour e la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche. Dopo L’anno della lepre, che ha superato le 120mila copie in Italia, Iperborea ha pubblicato altri quindici romanzi, ultimi dei quali sono Professione angelo custodeLa prima moglie e altre cianfrusaglie e Emilia l'elefante.

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Da duemila anni di Mihail Sebastian

 

Dal 25 gennaio in libreria

In occasione del Giorno della memoria arriverà in libreria Da duemila anni, il diario romanzato di un intellettuale ebreo scritto da Mihail Sebastian ed edito da Fazi. Uscito per la prima volta nel 1934, tra reazioni violente e avverse, il romanzo è una tragica testimonianza dell’ascesa dell’antisemitismo in Europa. Da duemila anni  è un documento inestimabile e un racconto doloroso su uno dei periodi più feroci della storia europea che, in questi tempi oscuri di irragionevoli spinte nazionalistiche, ci insegna a dare un senso al passato offrendoci un ritratto dei molti volti dell’antisemitismo e prova a dare una risposta all’inevitabilità dell’odio.

«Pungente, contemplativo, complesso, provocatorio… Più che un affascinante documento storico, è un romanzo coerente e convincente». - Financial Times

Romania, anni Venti. L’antisemitismo sta avanzando. Il protagonista, un ebreo studente presso l’Università di Bucarest, insieme ai suoi colleghi correligionari subisce quotidianamente angherie e soprusi. Attraverso il suo vissuto quotidiano e le conversazioni con chi gli sta accanto – il determinato marxista S.T. Haim, il sionista Sami Winkler o il carismatico professor Ghit a Blidaru –, cerca di dare un senso a un mondo che sta cambiando e all’oscurità che sta calando sul suo paese e minaccia di distruggerlo. Un documento inestimabile e un racconto doloroso su uno dei periodi più cupi della storia europea. Un drammatico Bildungsroman in cui la travagliata maturazione del protagonista si chiude alla vigilia di un tragico bagno di sangue.

«Cattura magistralmente l’atmosfera ante-guerra in Romania, la sofisticatezza, la sua bellezza, l’orrore… Amo il coraggio di Sebastian, la sua leggerezza e il suo umorismo». - John Banville

«La sua prosa potrebbe provenire dalla penna di Cechov: ha la stessa umiltà, lo stesso candore e la stessa sottigliezza nell’osservazione». - Arthur Miller

«Incredibilmente attinente al nostro tempo, ai nostri luoghi. Non si riesce a fare a meno di pensare che Sebastian ci stia mandando un messaggio attraverso le generazioni». - The New York Times Review of Books

Mihail Sebastian, nato in Romania nel 1907, era un colto avvocato di Bucarest, critico letterario e autore teatrale. Durante gli anni di ascesa degli ideali di estrema destra e del regime del maresciallo Antonescu, Sebastian fu costretto a nascondersi sotto uno pseudonimo per poter continuare a scrivere, eludendo le dure leggi antisemite. Con la liberazione della Romania da parte dell’Armata Rossa, Sebastian poté ritornare a insegnare presso l’Università di Bucarest, ma per una perfida ironia della sorte, morì investito da un camion poche settimane dopo, il 29 maggio del 1945, mentre aspettava il tram per recarsi alla sua prima lezione.

abc

I segreti di mia sorella di Nuala Ellwood

 

Dal 18 gennaio in libreria

Ancora pochi giorni d’attesa ci separano dall’arrivo in libreria de I segreti di mia sorella, l’inquietante thriller psicologico in testa a tutte le classifiche inglesi di Nuala Ellwood edito da Nord. Grazie al ritmo serrato e alla storia spiazzante, in cui niente è come sembra, nelle pagine de I segreti di mia sorella la Ellwood indaga gli aspetti più oscuri dei rapporti familiari, tracciando inquietanti parallelismi tra gli orrori del mondo e quelli che si annidano dentro di noi.

«Un libro indimenticabile che traccia inquietanti simmetrie tra i pericoli della guerra e quelli che si annidano tra le mura domestiche. Vi lascerà a bocca aperta.» - Sunday Times

È notte quando Kate arriva in stazione. Sua sorella Sally non è venuta a prenderla e, forse, è meglio così; Kate non avrebbe avuto la forza di affrontare l’ennesimo litigio. Dopo gli ultimi mesi trascorsi in Siria come corrispondente di guerra, ha già accumulato troppi brutti ricordi. E incubi. Ecco perché, mentre è a letto nella vecchia casa di famiglia, Kate pensa che il grido disperato che l’ha appena svegliata sia frutto della sua immaginazione. Eppure lo sente ancora. C’è qualcuno, nel giardino accanto. Un bambino che chiede aiuto. Kate si precipita fuori per soccorrerlo, ma il bambino è sparito. Il giorno successivo, va a bussare alla porta della vicina, la quale sostiene di non avere figli. Kate allora prova a parlarne con Sally, però nemmeno lei le crede, anzi l’accusa di essere sull’orlo della follia, schiacciata dal senso di colpa per un incidente avvenuto in Siria, per un bambino che non è riuscita a salvare. Possibile che Kate stia impazzendo? O è l’ennesima, crudele manipolazione di Sally? Cosa si nasconde dietro le tende perennemente chiuse della casa di fronte? Si tratta solo di un fantasma del passato o Kate è l’unica ad aver intuito la verità?

«Un romanzo raffinato e intenso dal cuore nero come il male.» - The Guardian

«Una sequenza perfetta di colpi di scena, l’uno più riuscito dell’altro.» - People

«Uno dei migliori thriller psicologici dell’anno.» - Publishers Weekly

«Un esordio formidabile che eguaglia La ragazza del treno (e lo batte per stile).» - The Observer

Nuala Ellwood si è trasferita a Londra quando aveva vent’anni per inseguire il sogno di diventare musicista. Ha cominciato a scrivere quasi per caso, ispirata dai racconti del padre giornalista, ma il suo talento è stato subito riconosciuto da pubblico e critica: I segreti di mia sorella è stato tra i romanzi più venduti in Inghilterra ed è in corso di traduzione in tutta Europa.

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La cercatrice di corallo di Vanessa Roggeri

Dal 23 gennaio in libreria

Mancano pochissimi giorni all'arrivo in libreria de La cercatrice di corallo, il nuovo romanzo di Vanessa Roggeri edito da Rizzoli. Dopo il successo de Il cuore selvatico del ginepro e Fiore di fulmine la scrittrice sarda pubblica un nuovo racconto sospeso tra mitologia e realtà, ambientato nel mondo dei corallari. La cercatrice di corallo segna il ritorno di un’autrice che con le sue storie di passioni, ambientate in una Sardegna antica, magica e misteriosa, ha emozionato migliaia di lettrici.

Achille e Regina si incontrano per la prima volta da bambini, nell’estate del 1919, alla Riviera del Corallo. Regina dona ad Achille del pane e un ramoscello di corallo, quello prezioso di Sardegna, assicurandogli che gli porterà fortuna. Ma la sorte non è dalla loro parte perché rancori e vendette legano i loro parenti: infatti tra la madre di Achille, Dolores Siddi, e Fortunato Derosas, il cugino del suo defunto marito, è in corso una guerra che sembra senza ritorno. Anni dopo, Regina, gli occhi blu come il mare, è diventata un’abile cercatrice di corallo e Achille, nel rivederla, viene travolto da un sentimento dirompente. Riusciranno a superare l’ostilità delle loro famiglie?

«Vanessa Roggeri scalda il cuore.» – Il Sole 24 Ore

Vanessa Roggeri è nata e cresciuta a Cagliari, dove si è laureata in Relazioni Internazionali. La sua passione per la scrittura è nata fin da quando la nonna le raccontava favole e leggende sarde. Ha pubblicato Il cuore selvatico del ginepro (2013) e Fiore di fulmine (2015).

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Cartoline dalla fine del mondo di Paolo Roversi

 

Dal 18 gennaio in libreria

Sta per tornare il giornalista investigativo Enrico Radeschi in Cartoline dalla fine del mondo, il fortunato personaggio creato da Paolo Roversi, richiamato a Milano per una nuova e complicata indagine in questo nuovo romanzo edito da Marsilio.

Milano. Tutto comincia quando - durante un party esclusivo che una nota azienda hi-tech tiene all'interno del palazzo dell'Arengario, sede del museo del Novecento - uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto al quadro "Il quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il vicequestore Loris Sebastiani capisce subito che qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare un misterioso e geniale hacker che si fa chiamare Mamba Nero e che tiene in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. Radeschi inizierà a indagare e man mano che gli omicidi continueranno diverrà sempre più chiaro che l'assassino trae la sua ispirazione criminale direttamente da Leonardo da Vinci...

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). La confraternita delle ossa rappresenta il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia), L’uomo della pianura (Mursia), Delitto nella stanza chiusa e Cartoline dalla fine del mondo. Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (Rizzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.

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Il bambino del treno di Paolo Casadio

Dal 16 gennaio in libreria

A pochi giorni dal Giorno della Memoria arriverà in libreria Il bambino del treno, un romanzo di Paolo Casadio edito Piemme. La storia di un padre e un figlio, di una lotta contro il tempo per salvare chi si ama, Il bambino del treno è un racconto sulla resistenza dell’animo umano nell’accettare la verità, quando questa si rivela agghiacciante.

Prendere la decisione, perché altre non ce ne sono: sabotare il treno, impedirne in qualsiasi modo la ripartita, poiché non esiste un loro, un suo, un mio: soltanto un nostro.

Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi finalmente iscritto al pnf. Un'adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che di condividere ideali. Ma l'avanzamento ottenuto ha il sapore della beffa, come l'uomo comprende nell'istante in cui giunge alla stazione di Fornello, nel giugno 1935, insieme alla moglie incinta e a un cane d'incerta razza; perché attorno ai binari e all'edificio che sarà biglietteria e casa non c'è nulla. Mulattiere, montagne, torrenti, castagneti e rari edifici di arenaria sperduti in quella valle appenninica: questo è ciò che il destino ha in serbo per lui. Tre mesi più tardi, in quella stessa stazione, nasce Romeo, l'unico figlio di Giovanni e Lucia, e quel luogo che ai coniugi Tini pareva così sperduto e solitario si riempie di vita. Romeo cresce così, gli orari scanditi dai radi passaggi dei convogli, i ritmi immutabili delle stagioni, i giochi con il cane Pipito, l'antica lentezza di un paese che il mondo e le nuove leggi che lo governano sembrano aver dimenticato.

Una sera del dicembre 1943, però, tutto cambia, e la vita che Giovanni, Lucia e Romeo hanno conosciuto e amato viene spazzata via. Quando un convoglio diverso dagli altri cancella l'isolamento. Trasporta uomini, donne, bambini, ed è diretto in Germania. Per Giovanni è lo scontro con le scelte che ha fatto, forse con troppa leggerezza, le cui conseguenze non ha mai voluto guardare da vicino. Per Romeo è l'incontro con una realtà di cui non è in grado di concepire l'esistenza. Per entrambi, quell'unico treno tra i molti che hanno visto passare segnerà un punto di non ritorno.

Paolo Casadio, nato a Ravenna nel 1955, figlio di una generazione cui i genitori non insegnavano il dialetto, s'interessa da anni alla lingua e ai racconti della sua terra. Esordisce come coautore con il romanzo Alan Sagrot (Il Maestrale, 2012). La quarta estate, ambientato a Marina di Ravenna nel 1943, è il suo primo romanzo come autore singolo.

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Castigo di Dio di Marcello Introna

 

Dal 16 gennaio in libreria

Ancora pochi giorni d’attesa ci separano dall’uscita in libreria di Castigo di Dio, il nuovo romanzo di Marcello Introna edito da Mondadori. Dopo il successo di Percoco arriva Castigo di Dio, viscerale e appassionante, a confermare il talento narrativo dell’autore pugliese e la sua immediatezza e autenticità nel raccontare uno spaccato di vita e di storia italiana.

È l’estate del 1943 a Bari, quando un uomo corrotto e malvagio che tutti chiamano “Amaro” decide di rapire la figlia dodicenne di un ricco proprietario terriero della provincia. A capo di un’organizzazione malavitosa dai contorni inquietanti, Amaro è il re della Socia, un immenso palazzo fatiscente che nel corso degli anni ha subito un progressivo e inarrestabile degrado. Proprio quando il regime fascista cade, la Germania nazista perde colpi e gli Alleati prendono il controllo della città, grazie alla complicità e alla protezione del prefetto Nicola Arpino, Amaro si serve della sua corte dei miracoli, e specialmente del suo sadico vassallo Filippo, per gestire la borsa nera, i traffici legati alla prostituzione e allo spaccio di morfina, trasformandoli in guadagni faraonici che non gli bastano mai.

A creargli qualche problema ci sono gli articoli di denuncia di Luca “il Bracco”, un giornalista acuto ed entusiasta, le indagini incalzanti del commissario Michele De Santis, e il disprezzo sentimentale e umano di Anna, la donna più bella della Socia. Anna è la puttana letterata che conosce il latino e il greco antico e ritrova un po’ di serenità solo quando può fare lezione ai due piccoli orfani che vivono in quell’inferno: Lorenzo e Francesco. Sullo sfondo di una città devastata dalle privazioni, dalle clientele e dalla malafede dilagante, la Socia è una realtà scomoda di cui tutti fingono di ignorare l’esistenza, il cupo teatro in cui si muovono i molti personaggi di questo romanzo corale, il palcoscenico dove Salvio, un fabbro taciturno e solitario, sceglie di sfidare Amaro per amore di Anna. In quei piccoli appartamenti invasi dalla muffa, oltre ai soprusi e alle malattie, c’è anche tanta brava gente. Ed è in questa alternanza tra bene e male, tra giusto e ingiusto, tra bello e orrendo che il romanzo si compie.

Marcello Introna è nato a Bari nel 1977 e dopo il liceo classico si è laureato in Medicina veterinaria e ha conseguito un dottorato di ricerca all'Università di Bari. Autore e sceneggiatore televisivo, attualmente svolge la professione di veterinario. Mondadori ha pubblicato nel 2016 il suo romanzo d'esordio, Percoco.

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