Titolo: Il rogo nel porto
Autore: Boris Pahor Pubblicato da La nave di Teseo - Luglio 2020
Pagine: 44 -
Genere: Romanzo storico Formato disponibile: Brossura,
eBookCollana: I delfini ISBN: 9788834604144

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Una vicenda storica, il rogo del Narodni Dom a Trieste del 1920, raccontata attraverso gli occhi di due bambini Evka e Branko.
Valutazione del recensore
E teneva per mano Evka e Branko mentre saliva lentamente sotto un cielo divenuto una cupola rosso scuro. Evka aveva paura e avrebbe voluto essere a letto vicino alla mamma per potersi stringere a lei e non vedere quel bagliore sanguigno che trasformava la notte; per stringersi a lei e nascondere gli occhi nel suo grembo
“Allora?” disse la signorina Anica. “Che cosa viene quando finisce l’inverno?” “La primavera!” scandì in coro tutta la classe. “Esatto” disse. “La primavera.” E si fece di nuovo pensierosa. “Sì, la primavera “ ripeté dopo un po’. “D’inverno abbiamo le notti più lunghe, ma poi verrà la primavera.” E loro si chiedono come mai dice “poi verrà la primavera”, quando la primavera è già venuta ed è quasi estate visto che i platani dinanzi alla scuola hanno messo così tante foglie che non si vede nemmeno la strada […]”.
ApprofondimentoBoris PahorGloria Rubino
Alcune note su Boris Pahor

Scrittore italiano, di madrelingua slovena. Nel 1940 viene arruolato nell’esercito italiano e mandato sul fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai sotto occupazione tedesca. Dopo alcuni giorni decide di unirsi alle truppe partigiane jugoslave che operavano nella Venezia Giulia. Nel 1955 descriverà quei giorni decisivi nel famoso romanzo Mesto v zalivu (“Città nel golfo”), col quale diventerà celebre nella vicina Jugoslavia.
Testimone coraggioso dei crimini perpetrati dal fascismo e voce vibrante di una minoranza linguistica perseguitata, durante la seconda guerra mondiale, come si è detto, prese parte alla resistenza antifascista jugoslava. Tradito da una delazione finì deportato nei lager nazisti tra il gennaio 1944 e il 1945, una vicenda tragica – rievocata nelle pagine del suo capolavoro Necropoli – che ha dato un’impronta decisiva a tutta l’opera successiva. Intellettuale scomodo per le sue ferme prese di posizione a difesa delle identità nazionali e culturali, vanta una produzione letteraria assai vasta, iniziata nel 1948 con i racconti dal titolo Moj traški naslov (Il mio indirizzo triestino), che comprende romanzi e saggi tradotti in francese, tedesco, inglese, catalano, finlandese e persino in esperanto.
Necropoli è un romanzo autobiografico sulla sua prigionia a Natzweiler-Struthof. Le sue opere sono tradotte in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano e finlandese.
A giugno del 2008 ha vinto il Premio Internazionale Viareggio- Versilia, nel maggio del 2007 è stato insignito con la onorificenza francese della Legion d’onore, il Premio Prešeren, maggiore onorificenza slovena nel campo culturale (1992) e il San Giusto d’Oro 2003. Nel 2008 è stato finalista e quindi vincitore del Premio Napoli per la categoria “Letterature straniere” e nel novembre 2008 gli è stato conferito il Premio Resistenza per il libro Necropoli, eletto Libro dell’Anno da una giuria di oltre tremila ascoltatori del programma di Radio3, dedicato ai libri, Fahreneit.