Titolo: Romanzo per due rivoluzioniAutore: Francesco D'Ayala
Pubblicato da Blu Atlantide - Novembre 2024
Pagine: 222 - Genere: Narrativa
Formato disponibile: Brossura, eBook
ISBN: 9791256420025
ASIN: B0DMFQMQ43
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Tornando ai coniugi d’Ayala, la loro è la storia di due persone che si sono trovate e amate con uno scopo costante sullo sfondo: quello di cambiare in meglio il proprio mondo. Si può dire che ci siano in buona parte riusciti. Hanno portato a Caltanissetta un teatro stabile, un liceo classico ancor oggi enumerato fra i migliori d’Italia, finanziato una biblioteca comunale sempre aperta. Giuseppe d’Ayala fu un patriota, e quindi un uomo di fiducia della rivoluzione. Per questo non deve meravigliare che venne affidato proprio a lui il compito di recuperare il tesoro siciliano dei Borbone. Dopo questo trasporto con prelievo, Giuseppe d’Ayala da ricco diventerà ricchissimo. Si ritirerà a Caltanissetta insieme alla moglie e ai figli, di cui solo due gli sopravvivranno. Ricostruirà, ingrandendolo, il palazzo di famiglia.

Quando incrociò il suo volto, Vincenzo sorrise. «Sei stato un dono di Dio, figlio mio. Sono stato veramente fortunato, o forse sono state le preghiere di tua madre a farmi la grazia. Avrai una vita fortunata anche tu, Giuseppe, perché la fortuna va cercata, non attesa, e tu sai cercarla. Trovati una donna intelligente. Non bella, non furba. Intelligente. È l’unica cosa che rimane di noi alla fine. Tutto il resto viene dilavato dal tempo, o semplicemente ci si abitua, persino la bellezza alla lunga stufa. L’intelligenza sopravvive.
Sicilia, anni Quaranta dell’Ottocento. Una ricca famiglia di discendenza nobile, proprietaria terriera e di grandi miniere dal sangue ispanico, i nobili d’Ayala, vivono la crescita del giovane e vivace Giuseppe e della sorella minore riservata e protetta dalle amorevoli cure della madre.
Giuseppe ha soli quindici anni quando il padre Vincenzo spinge per affidargli la gestione della tenuta; l’idea è che egli possa studiare e compiere dei viaggi di crescita, ma che poi ritorni in patria sicula e riallacci i conti con la società di origine, distinguendosi e costruendosi un lungo e proficuo avvenire. Vincenzo desidera lasciare la casa e trasferirsi in città dove una misteriosa e affascinante donna lo attende, ma prima vuole assicurarsi che tutto sia sistemato e accompagnare la morente moglie al suo destino.
Giuseppe è spaventato, ma curioso di intraprende le scelte del padre, distinguendosi per le eccelse doti scolastiche, che gli garantiranno frequenti viaggi in Italia e all’estero, attraverso i quali comprenderà meglio il peso del governo borbonico e austriaco e respirerà forti moti liberatori, cacciandosi spesso nei guai.
All’età di venticinque anni Giuseppe succede al padre e pianifica di ingrandire le miniere con l’estrazione dello zolfo, andando quindi contro corrente studia questa nuova risorsa e nel frattempo ha piacere di instaurare un profondo legame con Giuseppina Adonnino, una nobildonna che lo affascina e della quale si innamorerà profondamente.
… detti “camiciotti” per le lunghe camicie bianche che indossavano come divisa, decisero comunque di sferrare un contrattacco alla baionetta provocando centinaia di morti fra i soldati di Ferdinando. Gli stessi giovani eroi si sarebbero poi immolati in gran numero il 7 settembre successivo, difendendo il monastero della Maddalena dalle truppe mercenarie svizzere, e preferendo gettarsi nel pozzo del chiostro piuttosto che arrendersi. Dopo cinque giorni di combattimenti all’arma bianca la città cadde e Filangeri poté annunciare così l’inizio della riconquista della Sicilia.
La storia d’amore si lega alle vicende coraggiose e ribelli dei giovani che coltiveranno con passione il sogno di liberare la Sicilia e l’Italia dall’oppressone della Monarchia e che per questo sfideranno convenzioni rischiando più volte la morte. Giuseppe, infatti, verrà catturato dopo i combattimenti in terra sicula sia per aver appoggiato le idee rivoluzionarie di Mazzini e Garibaldi, ma anche per aver liberato più volte il popolo dalle angherie dell’esercito borbonico. Verrà trasferito a Malta, ma qui farà la spola con il suo paese avviando opere di spionaggio attraverso la moglie Giuseppina che nel frattempo fingerà di odiare il marito nonché padre dei suoi figli, figli che a parte il primo si penseranno figli d’altri vista la lontananza fittizia fra i giovani; a tal punto che a Giuseppina verrà concesso di farsi un giro a Parigi per mettere a tacere le male lingue, trasferta però ben organizzata con il marito per allacciare un dialogo con la patriota Belgioioso.
Incontriamoci sui colli sopra Palermo, dove ci annideremo con il Generale, Crispi e i nostri Mille e ancora tanti altri pronti a piombare sulla città come aquile sulla preda. Corri, fratello mio. Ti stiamo aspettando per fare la festa al tiranno. Alla cantina Florio di Marsala troverai le indicazioni che ti servono. Il giorno dopo, alle prime luci dell’alba, Giuseppe si imbarcò su un brigantino inglese. Il passaggio era gratuito e lo sbarco a Marsala fu accompagnato dal grido dell’equipaggio, che eruppe, rivolto nella sua direzione: «Viva l’Italia, viva Garibaldi!». Alla cantina Florio lo aspettavano un cavallo, un calesse e un uomo che gli consegnò due carabine, due pistole e un lasciapassare.
Romanzo per due rivoluzioni è basato interamente sulle carte tramandate dalla famiglia. Giuseppe aveva conservato il racconto delle sue vicende spesso poco chiare e di difficile interpretazione, ma con arguzia e passione, e inatteso amore Francesco D’Ayala è riuscito con perizia a ricostruire una guerra potente e invincibile quella per la libertà, una guerra che ora non sempre si apprezza immaginandosi una Sicilia e un Sud forse migliore di come è alla fine divenuto.
Approfondimento
In questa sezione mi piace scandagliare piuttosto che la storia romanzata, la qualità indiscussa degli avvenimenti, e in particolar modo evidenziare come la guarigione dalla malattia Monarchica non abbia poi generato un paese più moderno.
Gli ideali per i quali Giuseppe e la moglie, ma anche i carbonari, si sono battuti aspiravano ad un paese collegato, dove si potesse circolare liberamente, con infinite possibilità di movimento, mezzi pubblici rapidi, orari distribuiti, acqua calda e fredda a volontà e comodamente accessibile, strade pulite, riduzione della criminalità, maggiori opportunità di crescita professionale, divertimenti sicuri… Le aspirazioni erano alte, i principi erano quelli su cui si basava l’Europa di Parigi; ma la vittoria sulla monarchia non ha fatto altro che regalare il paese, soprattutto il Sud, a una politica corrotta che non solo non è stata in grado di soddisfare i beni primari del paese, ma ha disorientato qualsiasi speranza.
Ora la Sicilia, come il Sud, restano la Cenerentola dell’Italia, ma fortunatamente sono popolate da persone rispettose e fameliche di tradizioni, schive, ma intelligenti, valorose e riconoscibili ovunque. Chiunque si sposta in terra Sicula potrà innamorarsi del fervore e della potenza di cui è ricca la sua gente e accorgersi in poco tempo di quella cristallina volontà tipica della famiglia d’Ayala.
Nausicaa Baldasso
