Titolo: Apriti cieloAutore: Francesca Natoli Hien
Pubblicato da Operaincerta - Maggio 2025
Pagine: 158 - Genere: Mitologia, Narrativa Italiana
Formato disponibile: Brossura
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Tutto può ancora diventare. Lo scoprirai se accetterai di fare il viaggio.

La fuga da Roma per Carla e Andrea, più riparatoria che romantica, conquisterà subito la vostra attenzione. Un primo piano narrativo che suggerisce subito al lettore la fragilità di un matrimonio ormai logoro alla ricerca di stabilità, di una tregua o di una spaccatura. Insomma alla ricerca di qualunque cosa purché sia inevitabile e sia la cosa giusta. La frenetica Roma non aiuta, quindi il viaggio risolutore verso la Sicilia, con interrogativi, incertezze, pesi sui cuori.
Quasi troppo semplice dirlo: il viaggio più importante i due protagonisti sarà proprio quello più difficile, quello interiore. Attraverso le tappe del loro itinerario, dal viaggio in auto alla visita di siti storici e naturalistici, emergono i loro tormenti personali, si riversa sulle situazioni la complessità della loro relazione. Carla è stanca, lotta contro un male che si chiama depressione. Quella belva c’è sempre, non la abbandona mai. Andrea sembra irrequieto e insoddisfatto. La Sicilia diventa così uno sfondo ricco di storia, mitologia e natura che accompagna la riscoperta di sé e del rapporto con l’altro, in un cammino che si muove tra passato e presente, tra realtà e memoria.
Affascinanti tappe come quella di Taormina, Catania, Siracusa e Agrigento, accompagnano la nostra immaginazione attraverso paesaggi e monumenti siciliani. Parallelamente assistiamo all’evoluzione del rapporto travagliato di Andrea e Carla. Qui la narrazione diventa man mano più avvincente, intrisa di elementi mitologici che si attorcigliano a fili invisibili nell’immaginazione di Carla. Un posto davvero grande, l’immaginazione, capace di far incontrare la donna e figure leggendarie legate proprio ai luoghi visitati (come Scilla, Aretusa, Polifemo, Arianna e Persefone), ma che riflettono e rivelano i segreti e le infelicità attuali del suo essere moglie.
Ma non solo mitologia. Anche una vena noir, inaspettata, scuoterà l’animo di Carla. Una scioccante scoperta che cambierà le sorti di quel fragile rapporto matrimoniale. Davanti al fatto, alla verità Carla dovrà decidere se iniziare quel percorso che permette alla presa di coscienza di divenire azione.
Apriti cielo di Francesca Natoli Hien si distingue per una scrittura attenta ai dettagli sensoriali e all’atmosfera, capace di trasportare il lettore nei luoghi e nei turbamenti dei protagonisti. Ammetto che è stato molto coinvolgente. Lo stile è narrativo e descrittivo ma mai risulta pesante, arricchito da inserimenti sapienti di riferimenti alla mitologia greca in Sicilia, che conferiscono profondità culturale e un carattere quasi saggio al racconto.
Particolarmente efficace è l’uso di corsivi che simulano pagine web lette dalla protagonista, un espediente che fonde mondi digitali e tradizionali in modo originale. Nel descrivere i sentimenti complessi di una coppia allo stremo, Natoli riesce a tratteggiare con delicatezza le fragilità umane, senza indulgere nel melodramma, mantenendo un equilibrio tra introspezione e narrazione esterna.
È poi la Sicilia stessa si fa personaggio, ed è una bellezza. Con i suoi paesaggi, le sue leggende e tradizioni che si intrecciano alla vicenda personale, come anche abbiamo imparato ad apprezzare dal Maestro Camilleri, rendendo la lettura coinvolgente e stimolante sotto molteplici punti di vista.
Penso all’incontro con il mito di Polifemo e Galatea sulla spiaggia di Aci, in cui Carla assiste a una scena mitologica vivida e ad alto carico emozionale: la gelosia del ciclope Polifemo e la passione di Galatea si mescolano al dolore e alla violenza, ma anche a una riflessione profonda sull’amore vero e sulla sua distinzione dalla violenza e dal possesso. Questo passaggio, come altri, mostra la capacità dell’autrice di intrecciare realtà e mito, fondendo il vissuto interiore di Carla con le leggende della Sicilia, e offre un confronto attuale sui temi dell’amore e della gelosia.
Significativa, in maniera particolare, è la notte solitaria di Carla alla fonte di Aretusa, dove vive un’esperienza quasi mistica e di trasformazione. Qui la protagonista sente una profonda connessione con la ninfa Aretusa e comprende il valore della forza femminile e del rispetto come resistenza alla sopraffazione.
Il racconto del mito si intreccia con la riflessione personale di Carla sulle ingiustizie subite dalle donne, creando un momento di grande intensità emotiva e spirituale, in cui l’antico mito acquisisce una risonanza moderna e un significato esistenziale.
Impossibile non restare affascinati dallo stile evocativo e ricco di simbolismi di Francesca Natoli Hien come è altrettanto impossibile non sentirsi chiamati in causa con la coscienza quando il mito si intreccia con la vita quotidiana, lì dove i conflitti interiori dei protagonisti spesso non divergono dai nostri, per motivi ed intensità.
Si dice sempre che a contare non sia la partenza né la destinazione ma il viaggio e forse è così. Ognuno deve fare il suo, amare e amarsi come può. E ripartire mille volte ancora; scoprire, anche attraversando la carta di libri come questo.