Titolo: Sotto un cielo indifferenteAutore: Vasken Berberian
Pubblicato da Sperling & Kupfer - 2013
Pagine: 481 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Copertina Rigida
Collana: Pandora
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Mikael, Gabriel e Novart, nomi appartenenti a tre persone diversissime eppure profondamente legate dal legame di sangue che li unisce, nonostante il destino abbia in serbo per loro sorprese e avvenimenti che li porteranno ad allontanarsi, a dimenticarsi lโun lโaltro o a riavvicinarsi. Sotto quel cielo indifferente che dร il titolo al libro e che li comprende e unisce tutti quanti.

Ci ho messo molto a decidermi di scrivere la recensione di Sotto un cielo indifferente. ร stato un viaggio tosto, alcune scene, alcune descrizioni mi hanno fatto stare male. Mi รจ sembrato di essere in simbiosi ai due gemelli Mikael e Gabriel, di vivere le loro vite e le loro emozioni, le loro difficoltร . Di essere lโaltra gemella. Di Novart, vi metterรฒ a conoscenza dopoโฆ ma procediamo con ordineโฆ I due bambini nascono nel campo profughi armeno nel 1937, in un periodo durissimo, tra miseria e malattie, ma circondati dallโamore dei genitori che fanno tutto il possibile per vivere dignitosamente in attesa che le condizioni migliorino. Purtroppo, perรฒ, nel campo si diffonde la malaria e Satรจn, la madre di Mikael e Gabriel, si ammala. Serop, il loro padre รจ disperato: non hanno piรน un soldo e la moglie potrebbe morire da un momento allโaltro. Un amico gli propone, allora, di vendere uno dei bambini a una coppia benestante di Atene: potrebbe cosรฌ salvare lโintera famiglia dalla fame e dalla malattia. Serรฒp deve prendere la decisione piรน difficile della propria vita e, a malincuore, decide di dare via Mikael, il gemello con il quale ha meno feeling. Gabriel โ il piรน pacifico- lo tiene con sรฉ. Da qui in poi i cammini dei due fratelli si dividono ma, paradossalmente restano profondamente uniti, procedendo in parallelo come binari del treno.
Vasken Berberian, lโautore del libro, deve aver avuto in mente ciรฒ che si dice dei fratelli gemelli, in altre parole che vivono in simbiosi e che, anche lontani, possono โsentirsiโ a vicenda. Vivere lโuno le gioie e i dolori dellโaltro. Cosรฌ ritroviamo Mikael quindicenne, in un collegio gestito da religiosi armeni, in preda a strane angosce e visioni: vede un altro se stesso in mezzo al freddo e alla neve, sente un dolore e una rabbia sorda inspiegabili. Pensa di essere pazzo. Non sa di Gabriel che invece รจ in un gulag, deportato a causa di un libro di Saroyan gelosamente custodito in casa e bollato come โnemico del regimeโ staliniano. Entrambi i ragazzi sono, ciascuno a modo loro, sottoposti a regole ferree e a duri trattamenti, ma a Gabriel va notevolmente peggio. Vive la vita piรน dura, le sofferenze piรน atroci, conosce lโodio piรน profondo e abissale. La morte รจ costante compagna di questโadolescente che, comunque continua a tenere duro e a sperare grazie allโamore di una giovane deportata come lui e al pensiero di Novart, la sua sorellina rimasta con la madre, salvata dalla deportazione. E Mikael vive di riflesso tutto questo. Vive il paradosso di una vita materiale appagante, ma di un inferno interiore. Uniti e divisi. Profondamente legati eppure estranei.
Cosรฌ lungo tutto il romanzo, fino a che troviamo Novart ormai trentenne, negli Stati Uniti, con un nuovo nome e una nuova vita. Eโ unโimprenditrice nota nella comunitร armena americana e, durante una serata di beneficenza, conosce un altro armeno, un filosofo che vive in Italia, il cui nome รจ Mikael. Non sanno di essere legati, ma lo scopriranno presto, grazie ad una vecchia fotografia. E per Mikael tutto diventa finalmente chiaro e insieme a Novart decide di andare a cercare il fratello che hanno in comune. Contro ogni probabilitร , decidono di andare a cercarlo, di scoprire cosa ne รจ di lui. . Al loro arrivo, ad aspettarli cโรจ un uomo il cui volto รจ stato sfigurato dal fuoco una trentina di anni prima. Sembra particolarmente interessato a loro, sebbene sia molto riservato riguardo al proprio vissuto. Racconta il necessario; chi รจ stato e cosa ha vissuto ormai non conta. Non vuole riaprire vecchie ferite. Non vuole dire agli altri due che lui, una vita fa, si chiamava Gabriel e aveva una sorella e un gemello. Forse perchรฉ quel ragazzo morรฌ metaforicamente nellโincendio della nave su cui si trovava, straziato piรน dal dolore che dalle fiamme.
Nonostante ciรฒ quei tre vivono momenti di profonda comunione e, grazie alla bravura dellโautore, nel non detto, nel non raccontato il lettore capisce comunque che i protagonisti sanno tutto quanto, consciamente o meno. Ciรฒ รจ reso perfettamente in una delle scene che preferisco: i tre si fermano a guardare una triade di scogli chiamati โBratjaโ, i fratelli. Restano lรฌ per un poโ, commossi. Non dicono nulla. Osservano con una misteriosa sensazione nel petto e dopo quel momento Novart e Mikael decidono che la loro ricerca รจ finita. Il romanzo termina con la nuova separazione dei personaggi, stavolta non per mano del destino, ma in seguito alla loro decisione consapevole. Una metaforica rivincita, sotto quello che รจ davvero un cielo indifferente, che fa risplendere la propria luce senza distinzione alcuna su chi fa il bene e chi il male, sui vincitori e sui vinti e su Mikael, Novart e Gabriel, fratelli, uomini e donne forti e coraggiosi che, nonostante tutto, continuano a vivere. Il libro non รจ di quelli da โombrelloneโ e lo consiglio a coloro che amano le storie forti, avvincenti e ben scritte. Il mio voto? 4 stelle.
Mariateresa Della Chiesa
