Titolo: Sempre sia lodatoAutore: Angelo Martinelli
Pubblicato da BastogiLibri - 2017
Pagine: 143 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: Percorsi Narrativi
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-Come ha detto che si chiama lei?
-Sono il sostituto procuratore Massimo Angeli
-E chi sostituisce?
-Sostituisco un po' tutti. Sono praticamente un jolly. Mi passi il maresciallo Settembrini per favore.
Finalmente glielo passarono. Probabilmente grazie alla parola jolly: non c'entrava nulla e quindi aveva la forza persuasiva delle cose che non si capiscono.
Il tempo passa per tutti, è inclemente come nessun giudice potrebbe mai essere in tutta la sua carriera. E gli imputati, che in questo processo che è la vita siamo noi, lo sanno benissimo. E come ci si comporta davanti a una corte verso la quale non c’è clemenza alla quale ci si possa rimettere? Si attende il verdetto, certo, ma si cerca di prendere tempo, di ostacolare con ogni mezzo che la legge consente il decorso della legge stessa. Secondo una mia personalissima visione le persone tentano di farlo utilizzando due approcci diversi: il denaro e l’amore. Perché il contrario di morire non è solo vivere, è resistere al tempo e solo l’amore e il denaro – e quello che da essi ne consegue – faranno di loro, noi, imputati pronti a scontare la propriacondanna esecutiva o per lo meno senza rimpianti.
Sempre sia lodatoè un eccellente esempio di come ci dimeniamo per essere quelli di una volta, per ostacolare il verdetto, prendere tempo. Ritroviamo il nostro sostituto procuratore Angeli che abbiamo già conosciuto inIl colore verde dello zero,La cattiva signorinaeEsclusivamente distintiproteso a braccia aperte verso un amore che non c’è mai stato, Clélie, che dopo tanti anni chiede il suo aiuto per sfilarsida un rapporto imprudente. L’amore, per fermare il tempo. E poi una spinosa vicenda giudiziaria che parte da alcunelettere anonime finite sulla scrivania del direttore della Banca di Lazio e Toscana Breviglieri di San Giuliano portatrici del seguente messaggio “Le sofferenze sono come i denti, quando spuntano fanno male ma poi servono per mangiare“. Quali sofferenze? Quali denti? Mangiare cosa? Dichiarazione apparentemente insensata in grado però di far traballare il mondo della finanza, pare.
La vicendasi dilata a causadel delitto di un funzionario della banca stessa alla stazione termini. Mentre il nostro giudice Angeli cercherà di risolvere in via amichevole il“caso di ricatto” gentilmente scaricato con occhi dolci da Clélie riceverà in consegna dal Procuratore Generale questo duplice caso che coinvolge lealte sfere bancarie, anch’esso potrebbe definirsi un “caso di ricatto”. I soldi, per fermare il tempo.
Sempre sia lodato riesce in 150 pagine a condensare due casi umani diversi e affascinanti. Ognuno di essi ha l’esigenza di pareggiare unbilancio, di sfidare una “linea vincente (che) può velocemente curvarsi e diventare fallimentare”. Con pensieri raffinati, come quello di “ortopedia sociale”, Martinelli muove i suoi passi e i nostri occhi nell’oscuro ambiente bancario. Il sipario si alza e la luce si punta verso tre soli indiziati: Antonini, Mazzocchi, Cottafava. Tutti funzionari in possesso di dati sensibili in grado di alterare equilibri persino troppo bene studiati.
Angeli è un magistrato avveduto, immobilenel buio dei sospetti come sempre non si sbilancia in giudizi affrettati. Forse perché sa che:
Piaccia o non piaccia, anche l’ergastolo è spesso una questione che si gioca nello spazio di millimetrici spostamenti dell’anima dei giudici. (Pag. 114)
Approfondimento
Allora l’anima va mossa lentamente. Un assassino fantasma e un mandante incontrollabile. Una scrivania non ricattabile per un insospettabile e il suo grande progetto personale di cambiare il mondo, comunicazioni in stile CIA anni 70, intercettazioni. Tutti aspettano la prossima mossa. Anche Angeli che una volta definii uno “Sherlock Holmes senza pipa”, spazientito attende. Attende e pensa. Il racconto ha qualcosa del thriller finanziario, inevitabilmente, ma in verità è molto più ricco incontrando lo stile noir/poliziesco a una narrativa pure. Di poco si distacca dal consueto stile di Martinelli: il pensiero muove tutto, le azioni delle persone diventano solo una conseguenza del pensiero di qualcuno.
L’eclettica personalità del magistrato non si limita a svelare meccanismi “tecnici”, iter e procedure, a produrre scenari plausibili. Attinge riflessioni dal cinema, dalla letteratura, dalla musica e dal proprio ingegno per perfezionare le scelte in campo giudiziario. Dettagli che fanno un uomo, e un giudice è un uomo che di dettagli vive ad ogni impasse.
È curioso: Angeli attende il verdetto come se non fosse lui stesso il giudicante. Questo punto di vista esterno è rivoluzionario. Forse scoprirete che non è sempre vincente, che la fiducia sconfina a volte nell’errore e che gli schemi, anche gli schemi vincenti, possono essere materia di studio per chi li vuole aggirare. La scrittura di Martinelli si è decisamente raffinata: è più “coraggiosa” nei temi, più descrittiva nei movimenti e nei comportamenti delle persone. La sintesi è quella di un bravo narratore, quello che lascia sufficiente spazio al lettore. I colpi di scena non sono illusionismo, ma quasi. Dopo poche pagine diventerà una lettura affascinante.
All’inizio ho scritto dell’amore e del denaro. In questa storia ildenaro farà il suo giro a vuoto, come sempre. E l’amore? L’amore in questo romanzoè bene che lo scopriate voi stessi. Al riguardo ho condiviso la mia opinione secondo la quale esso ci occorre per scontare la nostra condanna esecutiva senza rimpianti. Forse, caso vuole, non sono l’unico a pensarla così:
Clélie gli si strinse addosso forte, in un gesto di affettuosa riconoscenza. Ora avvertiva lucidamente quanto sia perfida la quiete dell’indolenza affettiva. Sì, con il rettore aveva passato momenti difficili. Ma i rimpianti sentimentali sono molto peggio delle sofferenze contingenti. Quelle si dimenticano, i rimpianti si aggravano inesorabili nel tempo come un’inguaribile malattia cronica. (Pag.142)