Categoria: Color fuoco

Recensione di Color fuoco di Jenny Valentine

Iris ha sedici anni ormai, e nessun ricordo del padre Ernest. Da quello che le racconta la madre Hannah, è un uomo inaffidabile che non tiene per niente alla figlia, tanto da non averne mai voluto sapere nulla. Suo padre è un collezionista d’arte di una certa fama e la sua casa, racconta la madre, sembra quasi un museo con tutti quei quadri che coprono le pareti.

Così, quando Hanna e il suo nuovo compagno, Lowell, si ritrovano sommersi dai debiti, decidono di riallacciare i rapporti con Ernest per riuscire a ottenere da lui dei soldi con i quali poter continuare la loro vita all’insegna del lusso. Iris però non è d’accordo. Odia la madre, frivola e incapace di capirla, e odia Lowell, talmente narcisista da voler essere sempre al centro dell’attenzione, e odia il loro amore per i soldi, che li spinge a intrufolarsi in casa di sconosciuti pur di ottenerne un po’, utilizzando lei come esca e ipoteca per ottenere una buona eredità. Ma quando si trova davanti al padre, Iris è costretta a ricredersi.

Ernest è costretto a letto a causa di una malattia in stadio ormai terminale che gli lascia solo pochi giorni da vivere ormai, e in questo brevissimo periodo di tempo padre e figlia cercano di rimediare, almeno in parte, a tutti gli anni di lontananza. Perché Ernest non è l’uomo che per anni Hannah le ha descritto, ma è un padre amorevole che per la figlia farebbe di tutto. È un amante dell’arte in tutte le sue forme, e in poco tempo trasmette il suo amore anche a Iris, raccontandole come ogni opera d’arte contenga ben più di quello che appare.

In un libro che parla dell’amore profondo che lega i padri ai figli, in un libro che parla dell’arte e di quanto questa possa essere essenziale per tutti noi, Jenny Valentine in Color fuoco ci descrive la storia di Iris, delle sue paure di ragazzina e delle sue scoperte, di affetto e odio, di lontananze e avvicinamenti.

Approfondimento

Jenny Valentine ci racconta in Color fuoco la storia di una ragazza come mille altre, eppure così speciale.

Nelle sue paure e nei suoi desideri, Iris diventa da subito il personaggio più assennato tra tanti adulti incapaci di pensare ad altro che a loro stessi, una ragazzina che deve prendersi cura della madre, che deve pensare a se stessa fin da subito, eppure pur sempre una ragazzina capace di arrabbiarsi a morte, di ribellarsi, di mettere il broncio.

Il suo amore quasi ossessivo per il fuoco con le sue fiamme che danzano, l’odore di bruciato che invade le narici, il calore che accarezza la pelle, le permette di scappare da tutti e di restare sola, di non dover ascoltare sempre le solite idiozie ma di rapportarsi con qualcosa di maestoso, potente, diverso ad ogni sguardo, proprio come un dipinto.

Color fuoco è un libro che parla dell’arte e della sua capacità di stupirci sempre, di contenere un significato ben più profondo di quello che si scorge a una prima occhiata. Perché l’arte, proprio come il fuoco o quel rapporto speciale che lega padre e figlia, è più forte di tutto, e riesce sempre a sorprendere.

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