Categoria: concita de gregori

Recensione di Mi sa che fuori è primavera di Concita de Gregorio

Se ricorderete, qualche anno fa, precisamente nel febbraio del 2011, aveva fatto notizia in tutti i telegiornali la scomparsa dalla Svizzera di due gemelle di sei anni, Alessia e Livia, prese dal padre per il week end e mai più ritrovate. Dalle indagini era emerso che le piccole si erano imbarcate con l’uomo su un traghetto da Marsiglia per la Corsica e si sono poi perse le tracce dell’auto fino al momento in cui lui, forse consumato dai sensi di colpa o dalla follia, è morto suicida a Cerignola, in Puglia, lanciandosi sotto un treno. La sua auto è stata trovata poco lontano, ma delle bimbe non c’era nessuna traccia.

Concita de Gregorio ha scritto Mi sa che fuori è primavera proprio insieme alla madre di quelle bambine, Irina Lucidi, non per amore del macabro o per riportare a galla un dolore immenso che mai svanirà, ma per aiutare la donna, usando la letteratura come terapia. È stata Irina stessa a chiedere l’aiuto dell’autrice, convinta dell’efficacia del racconto e della scrittura per la rielaborazione del dolore e del lutto. Insieme hanno narrato la storia dal punto di vista della madre sotto forma di lettere (quasi) aperte: ogni capitolo ha un diretto interessato più o meno identificabile, ma sono allo stesso tempo anche un flusso di coscienza di quella madre che ha bisogno di capire e sapere cosa è successo alle proprie figlie. Delicato è l’aggettivo giusto per descrivere queste pagine, piene di parole leggere e pesanti allo stesso tempo. Un libro da apprezzare per il coraggio di una donna che ha dovuto sopportare il dolore più grande per una madre.

Approfondimento

Non è nemmeno possibile immaginare il dolore che Irina ha provato quando si è resa conto del tragico evento che l’aveva colpita. Ancora adesso vuole aggrapparsi a quell’unica probabilità che potrebbe esserci di rivedere le sue bambine, anche se sa quanto questa sia minima. La speranza non muore mai, e lei di sicuro si impegnerà sempre per tenerla in vita, per tenere in vita il ricordo di quei due volti fermi a quando avevano sei anni.

Se volete avere più informazioni sulla vicenda o sulla nascita del libro, a questo link potrete trovare un articolo de Il Post proprio sull’argomento, molto dettagliato e con dichiarazioni fatte dall’autrice. Una tra tutte mi ha colpito, quando Concita de Gregorio sostiene di non aver fatto un lavoro di ricerca, ma solo di ascolto. Lei ha ascoltato quello che Irina aveva da dire e ha usato la sua capacità di scrittrice per mettere su carta quei sentimenti che sono tanto difficili da accettare e delimitare. La letteratura, la lettura e la scrittura sono da sempre dei capi saldi che permettono a chiunque di venire a patti con i propri problemi, di ragionarci sopra e di provare a dare un ordine a questo caos che si chiama vita.

Mi sa che fuori è primavera non è solo un racconto, ma è anche un mezzo per alzare il tono di voce a un’associazione, la Missing Children Switzerland, fondata dalla stessa Irina Lucidi per dare sostegno morale a tutte quelle famiglie che sono nella sua stessa situazione. Perché è l’unione che fa la forza.

abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!