Categoria: Cortles

Recensione di Cortles di Giacomo Gamba

Cortles, l’investigatore vecchio stampo, contro le regole e allergico al potere, cuore asciutto e fegato rodato. L’abbiamo già letto in altre storie, con altri nomi, ma non era lui. Perché Cortles, il personaggio e il libro, parte da questa figura ricorrente nel poliziesco. Abusata e vincente. Parte, dicevamo. Poi esce fuori il Cortles che è solo Cortles, uno stampo che genera una copia che si deforma per assumere nuovi tratti.

La brutta storia dell’assassinio di Jennings, l’agente di polizia che fa coppia con Cortles ruba le prime pagine del romanzo, ma diventerà presto chiaro al lettore che si tratta di un pretesto per raccontare un’altra storia. Quella di una corsa disperata contro il male, immateriale e inevitabile, che governa le vite di inermi spettatori. Per essere precisi una storia nella storia, raccontata dall’ambizioso scrittore Arnaud, capace di decidere tutto con una penna.

È tutto sfocato, gli indizi, le piste da seguire, il confine tra verità e illusione. Cortles ne sa quanto il lettore, che deve attendere pazientemente per essere partecipe di qualcosa. Di qualcosa di molto grande. La struttura assomiglia più a quella del racconto che a quella del romanzo: la trama è soffocata, i particolari sono dosati. Apprezzabili le descrizioni e le metafore, disinvolte, non mancano il segno. Atipici invece i dialoghi, i personaggi comunicano tra di loro in maniera surreale generando scambi inconclusivi, fondamentalmente inutili per la costruzione della trama e invece più utili al climax. È un modo per accrescere l’indeterminatezza, per aggiungere un velo ai nostri occhi.

È un’esistenza astratta, priva di dettagli. Ci sono la polizia e i federali di sfondo, c’è Cortles. Non sappiamo chi sia, come vesta, cosa beva, cosa voglia dalla vita. È messo lì per un tremendo piano. Sapremo solo cosa sente, cosa pensa.

 
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E poi ci sono le visioni, l’elemento che fa deragliare in maniera inequivocabile questo libro dal noir/poliziesco tradizionale, visioni di morte e distruzione addolcite da quelle nostalgiche di un amore perduto. Regyna che danza mentre la città crolla. Cosa terrà in piedi Cortles fino alla fine? Non è solo la necessità della verità, non solo il desiderio di vendetta e di riscatto, non solo la curiosità. È una forza più grande quella che anima l’investigatore Cortles, che lo protegge mentre tutti muoiono e la città viene assorbita dal nero. Un destino programmato che lo preserva per un ultimo gioco a due. Vita contro morte.

 

Approfondimento

Cortles è un lavoro piuttosto originale e dunque si presta particolarmente a valutazioni soggettive. Dal punto di vista tecnico e creativo il libro è ben scritto. Se però vi aspettate un noir incalzante resterete delusi. Gamba punta sul fattore psicologico, giocando con l’incapacità del lettore di determinare cosa sia reale e cosa non lo è, i sospetti, la balistica, gli inseguimenti, son tutti elementi mancanti. È Cortles la storia, il suo modo di vivere, di pensare e agire. Il suo personalissimo modo di arrivare alla fine. La scarsità di avvenimenti importanti e di rapide sequenze in alcuni tratti, a mio giudizio, determina un calo di interesse e coinvolgimento. È voluto, la storia non deve scorrere liscia, non si deve bruciare troppo presto. Questo modo “lento” di intendere la narrazione a me piace, è più difficile da gestire ma è capace di far arrivare le parole più in profondità nel lettore paziente.

Giacomo Gamba è bravo a raccontare, ciò che trovo carente è lo sviluppo della trama troppo Cortles-centrica, la storia avrebbe avuto più ampio respiro spostando di tanto in tanto l’attenzione. Cortles diventa una lettura interessante a patto che non si creino aspettative legate al genere a cui è più facile accostarlo, e da cui, come dicevo, trae solo alcuni elementi. Un libro che ha i suoi tempi e che costringe il lettore a rispettarli per poterne davvero godere.

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