Categoria: L’eredità del Fantini

Recensione di L’eredità del Fantini di Marco Ghizzoni

Il notaio Ersilio Cristalli è un ometto insignificante, che indossa abiti taglia junior, ma possiede un ego smisurato e la convinzione di avere un grande talento: diventerà un attore famoso. Per questo decide di cambiare aria e trasferirsi a Boscobasso, dove tra l’altro ogni anno si tiene una recita natalizia che egli intende utilizzare come trampolino di lancio per una sfolgorante carriera. Purtroppo riesce subito a scontrarsi con le personalità più importanti del luogo: il sindaco Ferraroni, urtato dall’invadenza del camion traslochi, e il maresciallo Bellomo, quasi urtato dall’Alfa 8C del notaio mentre attraversa la strada. Per non parlare del fatto che il Cristalli si è permesso di acquistare la villa in cui il carabiniere sperava di veder tornare la sua amata, l’artista Edwige Dalmasso, scomparsa senza lasciare traccia.

 Come i pignoli e i metodici al limite del maniacale, Ersilio Cristalli era un insicuro aggrappato alle poche certezze che era riuscito a costruirsi negli anni. Spostargliene una era come togliergli un appiglio decisivo durante un’arrampicata: poteva rivelarsi fatale.

Amico del nostro notaio è invece il meccanico Amilcare Fantini, che ha da lui ricevuto un notevole aiuto nel gestire gli ingenti introiti non propriamente dichiarati al fisco e che in cambio si è subito proposto di aiutarlo a trovare casa a Boscobasso. Quando il mago dei carburatori viene trovato senza vita, si apre la questione dell’imponente eredità, destinata quasi interamente alla nipote Mirella, suora in quel di Brescia, che prontamente bussa alla porta del Cristalli per riscuotere il dovuto. E non è la sola a richiedere i suoi servigi: anche il parroco don Fausto è nei guai così come, avvicinandosi le festività natalizie, rischiano di non passare un buon 25 dicembre anche il sindaco ed il maresciallo.

Sembra impossibile che tutte le tessere del puzzle si incastrino, ma Marco Ghizzoni riesce a portare tutti i nodi al pettine senza spezzare neanche un capello. Il Natale a Boscobasso è salvo grazie ad un racconto divertente ed ironico.

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Approfondimento

Marco Ghizzoni, classe 1983, è nato a Cremona e sua madre è stata proprietaria per anni di un bar in un paese della provincia, che ha ispirato le avventure di Boscobasso. L’eredità del Fantini è il terzo romanzo della serie.

Nonostante la ricchezza di personaggi ed eventi la lettura è scorrevole, anche se i passaggi di scena sono a volte troppo rapidi e costringono il lettore a prendersi una breve pausa per raccapezzarsi sul chi, dove, come. Il tono ironico e la caratterizzazione dei personaggi ricordano Marco Malvaldi e Andrea Vitali, al quale Marco Ghizzoni è stato accostato in più occasioni, uscendone a volte perdente, a volte vincitore. Paragoni a parte, nel romanzo viene citato due volte il medico locale, tale dottor Vitali: che sia un omaggio ad un autore che il Ghizzoni ha dichiarato di aver letto e riletto e di ammirare molto? Sicuramente ha raggiunto un risultato alla sua altezza per abilità linguistica e narrativa, anche se a mio parere manca un tratto che lo distingua e lo renda unico.

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