Titolo: L'angoscia di Dio (Il potere di un’idea)Autore: Onorato Rossi
Pubblicato da Bookabook - Gennaio 2025
Pagine: 119 - Genere: Narrativa, Narrativa Contemporanea, Narrativa Italiana, Psicologia / crescita personale
Formato disponibile: Brossura, eBook
Collana: Narrativa
ISBN: 9791255992264
ASIN: B0DSLDPMCX
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Magno è un bambino bravo, buono, promettente, fino a quando, una volta ragazzo, non lo è più. La sua mente inizia ad affollarsi di domande e di scenari dentro cui si immerge fino a non riuscire a distinguere più realtà e finzione, presente e ricordi. Sarà solo affrontando il buio che si porta dentro che potrà ritrovare la forza di ricominciare a vivere.

Quanta dedizione! Sensi di colpa, preoccupazioni, fatica e false speranze. Durante questi anni ho nutrito il mostro con pensieri sostanziosi e prelibatezze di ogni tipo. […] Avevamo un patto: io gli avrei concesso un’anima da abitare, lui avrebbe divorato e digerito tutte le ossessioni che, di volta in volta, producevo.
Cresciuto in un paesino di provincia da una famiglia amorevole ma radicata alle proprie convinzioni, Magno passa l’infanzia a cercare di assecondare le aspettative di tutti, ingoiando costantemente dubbi e incertezze che si depositano come semi dentro di lui. Inizia così a collezionare ossessioni e paure a cui non sa dare un nome né una spiegazione e che finiranno per limitare un po’ alla volta ogni aspetto della sua vita. Sarà però durante l’adolescenza che questo “mostro”, ormai ingestibile, esploderà in tutta la sua potenza, facendo precipitare Magno in una crisi profonda che gli farà dubitare di sé e del mondo che lo circonda, paralizzandolo e confondendolo al punto da non capire più la differenza tra la verità e l’immaginazione. Solo grazie alla famiglia, sempre al suo fianco, sarà in grado di riaprire gli occhi e trovare la forza per tornare a far parte del “mondo dei vivi”.
Bloccato in un paese senza bandiera,
ho coltivato una teoria, un costrutto contorto:
sono morto e non me ne sono accorto.
L’angoscia di Dio è un libro che si apre con un quotidiano ordinario – un matrimonio, un lavoro d’ufficio, la routine di una grande città – salvo poi precipitare in un vorticoso e intenso flusso di coscienza. Il ritmo incalzante e la ripetizione del concetto chiave, le “convinzioni”, immergono il lettore in un’atmosfera onirica e frenetica, nella quale si sente partecipe a tratti nella veste di protagonista, a tratti come spettatore. Per poi comprendere, solamente dopo aver terminato l’ultima pagina, che non ci sono mai verità assolute, tutto può essere relativo e personale.
Approfondimento
Sulla scia delle opere di Svevo e Joyce, L’angoscia di Dio si propone di comprimere all’interno di un racconto oggettivamente molto breve tutti i tormenti e gli sconvolgimenti interiori di un adolescente all’apparenza comune. Il risultato è però un insieme di elementi poco coerenti tra loro, alcuni quasi forzati, nel quale è difficile immedesimarsi completamente.
Dal punto di vista stilistico, Onorato Rossi ha voluto creare una costante alternanza tra poesia e prosa, che, seppure contribuisca a interrompere la corsa altrimenti incontrollata dei pensieri, spezza in maniera notevole l’attenzione del lettore, non sempre in modo positivo. Intervallare a ogni capitolo una scrittura veloce e dettagliata ai versi lenti e riflessivi di una poesia genera una continua confusione, costringe a inchiodare in punti dove invece ci si aspetterebbe di raggiungere l’apice della situazione e impedisce di seguire la storia con lo stesso grado di interesse.
Noemi Fadel