Titolo: Tomorrow and Tomorrow and TomorrowAutore: Gabrielle Zevin
Pubblicato da Tea - Aprile 2024
Pagine: 448 - Genere: Narrativa, Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Audiolibro, Brossura, eBook
Collana: TEA hit
ISBN: 9788850268900
ASIN: B0BTDFYY8N
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«Ma tu hai qualche idea che non venga da Shakespeare?» gli aveva detto Sadie.
Per perorare la propria causa, Marx era balzato su una sedia della cucina e si era messo a recitare il monologo, che conosceva a memoria:
“Domani, e domani, e domani, striscia così, col suo misero passo, di giorno in giorno, fino alla zeta del tempo scritto; e tutti i nostri ieri han rischiarato
ad altri pazzi
la strada della polverosa morte.
Spegniti, spegniti, breve candela!
La vita non è che un'ombra vagante; un povero attore che avanza tronfio e smania la sua ora sul palco, e poi non se ne sa più nulla.
È un racconto fatto da un idiota, pieno di grida e furia, che non significa niente.”
«Deprimente», aveva detto Sadie.
«Perché metterci a fare videogiochi, quando possiamo sui-
fidarci in santa pace?» aveva scherzato Sam.
«E poi cosa c'entra coi videogiochi?» aveva rincarato Sadie.
«Non è evidente?» aveva detto Marx.
Per Sam e Sadie, non lo era.
«Cos’è un gioco?» aveva ripreso Marx. «È domani, e domani, e domani. È la possibilità dell'eterna rinascita, dell'eterna redenzione. L'idea che, se continui a giocare, puoi vincere.
Se perdi, non è per sempre, perché nulla è mai per sempre.»

«L’infermiere mi ha detto che è stato un incidente tremendo», proseguì Sharyn, «Da quando è successo, un mese e mezzo fa, non ha detto più di due parole. Ha dolori fortissimi e probabilmente dovrà entrare e uscire dall’ospedale per parecchio tempo. Il fatto che abbia parlato con te non è una cosa da poco.»
«Davvero? A me è sembrato normalissimo.»
«Hanno provato di tutto per farlo aprire un pochino. Psicologi, amici, parenti. Di cosa avete parlato?»
«Non lo so… Niente di che», disse Sadie. Cercò di ricordare.
«Di giochi, forse.»
«Senti, devi essere tu a decidere, ma l’infermiere si chiedeva se hai voglia di tornare domani e parlare di nuovo con Sam.» Prima che Sadie avesse il tempo di risponderle, Sharyn aggiunse: «L’anno prossimo dovrai fare volontariato in preparazione al bat mitzvah e sono sicura che questo conterebbe come volontariato».
Concedersi di giocare con un’altra persona comporta un rischio non da poco. Significa concedersi di essere aperti, esposti, feriti. È l’equivalente umano del cane che si rotola a pancia in su: So che non mi farai del male, anche se potresti. È il cane che prende in bocca la tua mano ma non morde. Per giocare ci vogliono fiducia e amore. Molti anni dopo, in un’intervista al sito di gaming Kotaku, Sam avrebbe fatto la seguente, controversa, affermazione: «Non c’è atto più intimo del gioco, nemmeno il sesso». La risposta di internet sarebbe stata: nessuno che abbia avuto rapporti sessuali soddisfacenti direbbe mai una cosa del genere e Sam deve avere grossissimi problemi.
Sadie andò all’ospedale il giorno dopo, e il giorno dopo, e il giorno dopo, e poi tutti i giorni in cui Sam stava abbastanza bene per giocare ma abbastanza male da essere ricoverato. Sarebbero diventati ottimi compagni di gioco.
Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow di Gabrielle Zevin è senz’altro una storia che parla d’amore, in tutte le sue forme, platoniche o meno, ma dove di amore concreto alla fine poi ne risulta poco, o ben nascosto, l’amore è sotteso nelle azioni, ma c’è anche tanto egoismo, infantilità e prevaricazione. Nonostante ciò, il romanzo è davvero bellissimo, appassionante e struggente, già dalle prime pagine. C’è tanta privazione, paura, incomprensione, litigio e perplessità, ma anche sfida e speranza.
L’avventura perché è di questa che poi si tratta, una lunga avventura nella creazione di videogiochi, comincia casualmente in un ospedale. Sadie faceva compagnia alla sorella malata di tumore e Sam era ricoverato per un grave incidente al piede, entrambi si ritrovano nella saletta dedicata ai ragazzi, e lì instaurano un dialogo incentrato sulla loro più grande passione, il videogioco. In pochi minuti diventano grandi amici e Sam, che non parlava da mesi, recupera immediatamente una relazione sociale. I medici decidono quindi di chiedere il supporto di Sadie che allora undicenne è più che ben disposta a trovare Sam tutti i giorni fino alla fine delle sue cure, non tanto per raggiungere il punteggio scolastico per l’esperienza di volontariato, ma soprattutto per amicizia e coinvolgimento. Riuscirà ad arrivare a ben settecento ore di incontri, ma di questo ne sapremo solo a metà racconto, quando capiremo anche la motivazione del loro brusco distacco. I primi capitoli infatti sono un susseguirsi di presente e passato, tanti ricordi e piacevoli frasi emozionanti che non fanno altro che renderci la storia ancora più accattivante.
Sam incrocerà dopo diversi anni Sadie alla stazione ferroviaria e i due si scambieranno un dischetto, ricordiamo che siamo attorno ai primi anni Novanta, quando il videogioco era ben conosciuto e amato dai teenagers, e questo sarà il loro modo riprendersi. Sadie è una studentessa prodigio di un corso avanzato sulla programmazione ludica e qui allaccia una sordida relazione, che però porterà buoni frutti in termini di conoscenze e network, con Dov suo professore universitario, pretenzioso, arrogante e bugiardo, ma decisamente competente sul campo. Verso la fine del romanzo verremo anche a sapere che Sadie ha abortito del figlio di Dov e ci spieghiamo il motivo per cui quando Sam la cercherà per parlarle di Solution il gioco presente nel dischetto lei non avrà gran desiderio di rivederlo, anche se invece questo passo sarà decisivo nel loro rapporto andando a sedimentare la loro futura collaborazione lavorativa.
Sadie e Sam con il sostegno amministrativo ed economico di Marx creeranno una casa di produzione e sfonderanno con il gioco Ichigo, a tal punto da diventare ricchi in pochissimo tempo. Successivamente Sam si farà convincere a farsi amputare definitivamente il piede, visto che dopo anni di dolore e sacrificio nulla sembrava essere migliorato nella sua camminata, questo intervento però segnerà un nuovo punto di rottura con Sadie. Infatti Sam depresso si allontanerà, e lei dovrà progettare quasi interamente da sola Bothside, un videogioco che però non avrà il medesimo successo di Ichigo e successive versioni. Il rapporto fra Sam e Sadie è altalenante e complesso, fra loro sussiste un’amicizia profonda e un amore che va al di là dell’amore fisico, è qualcosa di più strutturato con radici ben ramificate, qualsiasi scontro accade fra i due compromette anche le relazioni che loro hanno singolarmente con gli altri personaggi della squadra come Zoe, Marx e Dov.
Il finale non è come lo si vorrebbe, c’è amarezza, un finale strano che non colpisce e che lascia un immenso senso di vuoto, frettoloso, illogico, differente dal resto della trama, come se si volesse slegare il discorso, nascondere qualcosa. Ad ogni modo, tralasciando l’epilogo Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow è un libro spettacolare che non si riesce a smettere di leggere, unico come pochi, anche scientifico se vogliamo, vista l’erudita spiegazione a più punti delle tecnologie ludiche che stanno dietro a qualsiasi programmazione evoluta.
Approfondimento
Erano davanti alla lavagna, coperta da un arcobaleno d’ipotesi. «Qui c’è qualcosa, lo so», disse Sam.
«E se non c’è, invece?» ribatté Sadie.
«C’inventeremo qualcos’altro.» Le fece un sorrisone.
«Non hai il diritto di essere così contento.»
Mentre per Sadie quel periodo d’indecisione era stressante, Sam era in uno stato d’animo molto diverso. La cosa più bella di questo momento è che tutto è ancora possibile, pensava. D’altro canto, lui poteva permettersi di sentirsi in quel modo. Era un discreto artista e sarebbe diventato un discreto programmatore e level designer, ma non bisogna dimenticare che fino a quel momento non aveva fatto un gioco che fosse uno. Era Sadie quella che sapeva cosa comportasse creare un gioco – anche un brutto gioco – ed era sempre Sadie che avrebbe fatto il lavoro pesante in termini di programmazione, sviluppo del motore e tutto il resto.
Sam non era uno che amava il contatto fisico, c’entrava il fatto che durante gli anni di ospedale si era dovuto lasciar toccare fin troppo. Ma appoggiò le mani sulle spalle di Sadie – era diversi centimetri più alta di lui – e la guardò negli occhi. «Sadie», disse. «Lo sai perché voglio fare un gioco?»
«Certo. Perché ti illudi che ti renderà ricco e famoso.»
«No. È molto più semplice. Voglio fare qualcosa che renda felici gli altri.»
«Che banalità», ribatté Sadie.
«Non è una banalità. Ti ricordi come ci divertivamo da piccoli, quando potevamo passare un intero pomeriggio nel mondo di un gioco?»
«Sì, me lo ricordo.»
Gabrielle Zevin utilizza per tutta la narrazione un linguaggio giovanile, spiccato, ricco di metafore e similitudini, affermando le sue capacità di scrittrice con grande carattere; è notevole infatti l’impronta che riesce a regalare attraverso le parole, le immagini ed i racconti, per questo motivo la storia è realmente potente, perché è come se fosse vissuta dal lettore in prima persona, i dialoghi, l’umorismo, le tracce contraddistinguono un amore viscerale per il rapporto fra Sam e Sadie, due personaggi descritti e raccontati con imperturbabile amarezza, ma anche frastuono di sentimenti.
Sadie sembra il protagonista più egoista e forse Sam non è capace di esprimere appieno i propri sentimenti, non si capisce se non alla fine, le sue reali intenzioni, a volte sembra totalmente asessuato, un ragazzo e un uomo complicato. Marx, l’amico e il compagno poi di Sadie, è invece un brillante uomo, positivo, dolce, forte che sa stare al gioco e che con poche parole sarà in grado di rimettere in pista i due ragazzi senza farli mai crollare definitivamente. La sua morte infatti rappresenterà un momento cruciale della storia e questo avvenimento si caricherà di elementi pressanti che decideranno le sorti dell’azienda nonché della vita di Sadie.
Ma lascio a voi lettori l’esperienza di lettura di quest’opera che non ha proprio nulla di scontato.
Nausicaa Baldasso
