Titolo: Migrazioni e intolleranza
Autore: Umberto Eco Pubblicato da La nave di Teseo - Marzo 2019
Pagine: 72 -
Genere: Saggi Formato disponibile: Brossura,
eBookCollana: Le onde 
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Dal 27 marzo in libreria
Migrazioni e intolleranzaUmberto Eco
«Una intolleranza strisciante guadagna terreno giorno per giorno… L’intolleranza selvaggia si batte alle radici, attraverso una educazione costante che inizi dalla più tenera infanzia, prima che sia scritta in un libro.»
Dopo il grande successo diIl fascismo eterno, Umberto Eco torna con Migrazioni e intolleranza, una fulminante e agile raccolta di quattro saggi, di cui due inediti, che affrontano il tema dell’intolleranza e dei fenomeni migratori con la forza delle idee e delle argomentazioni, contro ogni pregiudizio. Una lezione civile, illuminante e profetica, su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.
Alcune note su Umberto Eco

Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all’Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino.
Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte delGruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-’77 e 1980-’83 ha diretto l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna.
I suoi saggi spaziano dall’estetica medievale (Il problema dell’estetica in Tommaso d’Aquino, 1956;Arte e bellezza nell’estetica medievale, 1987), alla semiotica (Trattato di semiotica generale, 1975;Semiotica e filosofia del linguaggio, 1983;La ricerca della lingua perfetta, 1993), soffermandosi sui codici della comunicazione artistica (Opera aperta, 1962;Apocalittici e integrati, 1964). Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (Diario minimo, 1963;Il superuomo di massa, 1976;Sette anni di desiderio, 1983;Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzoIl nome della rosa(Bompiani, 1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Più elaborati, nel linguaggio e nella tecnica compositiva, i romanzi successivi (Il pendolo di Foucault, 1988;L’isola del giorno prima, 1994;Baudolino, 2000;La misteriosa fiamma della regina Loana, 2004: tutti Bompiani). Critico verso le concezioni ontologiche dell’interpretazione, ha posto l’accento sulla relazione autore-lettore in diversi scritti:La struttura assente(1968),Lector in fabula(1979),I limiti dell’interpretazione(1990),Sei passeggiate nei boschi narrativi(1994, ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993),Tra menzogna e ironia(1998),Sulla letteratura(2002). Si ricordano inoltre:La definizione dell’arte(1968),Le forme del contenuto(1971),Sugli specchi e altri saggi(1985),Kant e l’ornitorinco(1997),Storia della bellezza(2004),A passo di gambero(2006) e la felice traduzione dei funamboliciEsercizi di stile(1983) di R.Queneau.
Tra i suoi ultimi libri: il romanzoIl cimitero di Praga(2010), la raccolta di saggiCostruire il nemico(2011),Storia delle terre e dei luoghi leggendari(2013),Numero Zero(2015),Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida(2016).
Umberto Eco è stato uno dei favoriti per l’assegnazione del premio Nobel per la Letteraura.