Categoria: biografia marina abramovic

Recensione di Quando Marina Abramovic morirà di James Westcott

Quando Marina Abramovic morirà sarà già tutto deciso. Persino la musica, di Antony and the Johnsons, che accompagnerà il suo ultimo viaggio. Marina Abramovic ha organizzato tutto, anche il suo funerale, proprio come una perfetta ultima performance.

Marina Abramovic è una delle più controverse e famose artiste contemporanee, probabilmente la più importante e innovativa rappresentante della body art. Il libro racconta la sua vita e la sua arte, in un intreccio forte e inscindibile, sin dall’inizio, dalla nascita a Belgrado nel 1943, da una coppia di patrioti e collaboratori di Tito. La madre Danica ricoprirà un ruolo di primo piano accanto a Tito come funzionario della cultura e dell’arte iugoslava, influenzando la piccola Marina, che si diploma poi all’Accademia d’Arte di Belgrado. Inizia con la pittura, ma presto si interessa alla scultura per approdare, già a Belgrado, all’idea di performance artistica utilizzando il corpo. L’avvincente biografia di James Westcott segue con passione e estrema attenzione il percorso di Marina, sottolinea la sua forte indipendenza artistica e intellettuale, e allo stesso tempo la sua dipendenza, per lungo tempo, dall’ambiente familiare e artistico della Belgrado degli anni ’60/70. Al centro della sua arte c’è il corpo, che lei utilizza come tela vuota, che si può incidere, torturare, coccolare, tagliare, mostrare nella sua nuda essenza. Il corpo è il mezzo, il corpo è l’arte, il corpo è la performance.

La formazione artistica e la vita di Marina sono raccontate come un romanzo, arricchito da numerose foto e ricostruito in base alle interviste alla stessa Marina, ai familiari, agli amici, agli uomini della sua vita.

L’autore, già collaboratore della Abramovic, descrive minuziosamente la meticolosa preparazione e la realizzazione delle performance di Marina, sia in coppia con il suo ex compagno Ulay, sia da sola negli ultimi 20 anni, con uno stile elegantemente didascalico che è in necessario contrasto con la passione, la vitalità, il forte impatto emotivo dell’arte e della personalità di Marina Abramovic. La sua visione peculiare dell’arte sposta negli ultimi anni la sua attenzione sul rapporto strettissimo tra l’artista e il suo pubblico, che diventa parte, e anche protagonista, della stessa performance.

Rimane sospesa la domanda, alla quale la stessa Abramovic sta cercando di dare risposta con la creazione di una fondazione per le arti performative, e cioè la fruibilità a lungo termine della performance come opera d’arte, se non attraverso la mediazione della ripresa video e fotografica, che inevitabilmente la trasformano in altro...

A. P.

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