Categoria: Buona fortuna

Recensione di Buona fortuna di Barbara Fiorio

Non si è mai pronti a fare a meno di chi è parte di noi, della nostra vita, dei nostri spazi e dei nostri pianti.

A pochi giorni dal Natale, Margot, protagonista di Buona fortuna, è impegnata a scrivere un pezzo sui costumi di Carnevale in uso negli anni Settanta. È stata un’idea di Giovanna, la sua caporedattrice. E se può suonar strano dover scrivere di maschere e stelle filanti a metà dicembre, non si può negare come una certa vena surreale pervada l’intera vita di Margot. A riprova di questo basterebbe la sua relazione con Mario Stringa (detto Tormento), professore universitario di matematica dal carattere altalenante.

Sono giorni in cui tutto sembra andare veloce, precipitando verso un fondo nero. Alla notizia del male incurabile che ha colpito il gatto Diesel, si aggiunge quella del grave incidente in cui è stato coinvolto il fratello di Tormento. Parlare dei festeggiamenti di fine anno diventa improvvisamente frivolo e quasi privo di senso. Ma la vita tende ad avere sempre quel pizzico di fantasia che a noi normalmente difetta. Ancora impegnata a elaborare le ultime notizie, Margot si ricorda di essere entrata in una ricevitoria per raccogliere informazioni utili al suo nuovo articolo sul “mercato della fortuna”. Davanti a lei, dietro il bancone, c’è Caterina, un’anziana signora che le svela i segreti e i sogni contenuti in quel piccolo pezzo di mondo. Ma anche la vita di Caterina sta per subire una brusca sterzata: poche ore dopo la visita di Margot è, infatti, aggredita e derubata da un giovane sconosciuto. Le vite delle due donne s’intrecciano in modo sempre più fitto tanto da spingere Margot a cercare di scoprire la verità sulla vicenda che minaccia di togliere a Caterina non solo la ricevitoria ma anche la sua stessa libertà.

Approfondimento

C’è qualcosa di magico in Buona fortuna nel punto di osservazione da cui Caterina osserva quello spicchio di mondo in cui vive e lavora. Quello spicchio di Genova fatto di persone che con i numeri hanno saputo intrecciare un rapporto in qualche modo speciale. C’è chi da anni si ostina a giocare lo stesso terno e chi tenta di trasformare le immagini oniriche in numeri vincenti. Ci sono quelli che elaborano statistiche, dedicandosi al calcolo delle probabilità e chi invece preferisce dar credito alle predizioni di qualche mago. Ma c’è di più. Ci sono storie, delusioni, emozioni… ci sono vite diverse animate da persone differenti. E c’è un’autrice, Barbara Fiorio, che racconta uno spaccato d’Italia coinvolgendo e catturando la curiosità del lettore.

Genova viene descritta con pochi tratti: qualche pennellata capace di restituire frammenti delle sue strade, della sua cucina, del suo dialetto, della sua gente. E mentre si leggono le ultime pagine del romanzo, si ha la sensazione di aver in qualche modo attraversato per davvero gli stretti caruggi del centro e di aver avuto l’ardire d’intingere una focaccia salata nel cappuccino: “Una leccornia autoctona, assolutamente normale per i genovesi, assolutamente stomachevole per gli altri”.

abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!