Categoria: Cento giorni

Recensione di Cento giorni di Gabriele Dadò

James Willems è un ragazzo introverso e molto riservato. Trascorre le giornate tra le mura della sua fucina, sfruttato dalla milizia francese che lo costringe a produrre grosse partite di armi a basso costo. È il pensiero di suo padre, Edward Willems, un prode soldato caduto nel tentativo di difendere la sua Patria e il suo Popolo, a dargli la forza per andare avanti, sempre. James lo sa, presto avrà modo di rendere onore a quell’uomo a cui deve tutto, valori e insegnamenti.

È l’incontro improvviso con la bella Elise, figlia di una rinomata famiglia della città, a stravolgere irrimediabilmente la vita del giovane Willems. Un solo sguardo basta a far capitolare James, che per la prima volta nella sua vita si scopre innamorato. Tuttavia la sorte si rivela beffarda con il giovane fabbro, che presto si scontra con una terribile verità: Elise è promessa sposa ad Adrian, un ragazzo fascinoso, erede di una delle famiglie più abbienti del circondario. Prende forma così una delle più affilate trame della dea Afrodite, un triangolo amoroso fatto di passioni e sofferenze, che vede due uomini pronti a fronteggiarsi per conquistare il cuore dall’amata.

A complicare ulteriormente la vicenda sono i terribili fatti storici che stanno per scuotere l’Europa. È il giugno del 1815, Napoleone Bonaparte è riuscito a fuggire dal suo esilio all’Elba ed è ora determinato a sconfiggere la Settima Coalizione e a riconquistare il potere. La guerra irrompe e chiama all’appello il prode James e l’orgoglioso Adrian, fratelli in battaglia ma rivali in amore, pronti a combattere nelle fila dell’esercito anglo-belga.

Tra rovinosi scontri armati e sentimenti travolgenti, prende forma Cento giorni, il romanzo del giovanissimo Gabriele Dadò, che con mano abile ha saputo tessere assieme fatti storici e scorci di vita quotidiana, ricordandoci che i soldati sono, prima di tutto, uomini.

Approfondimento

Gabriele Dadò è una sorpresa. Nonostante la giovane età, l’autore è riuscito a condensare nel suo Cento giorni la celebre battaglia di Waterloo con una precisione storica disarmante. Le pagine del libro sono arricchite da numerosi dettagli e tecnicismi, testimoni del grande lavoro di studio affrontato da Dadò. La vicenda prende forma attraverso due livelli paralleli: quello amoroso e quello storico-strategico. Il primo vede protagonisti James, Adrian ed Elise, le loro individualità, i loro sentimenti, le loro speranze. Il secondo invece si focalizza sulle figure di Napoleone Bonaparte e del duca di Wellington, dove grande importanza assumono i fatti reali, storici e le tattiche di guerra.

Nonostante la levatura del lavoro di Dadò, due sono sostanzialmente le critiche nei confronti di Cento giorni. Le rifiniture storiche invadono totalmente il romanzo e lo rendono decisamente pesante. Con la semplice accortezza di lasciare maggior spazio alle vicende dei tre protagonisti, l’autore avrebbe potuto facilmente evitare questo inghippo. Il secondo punto di debolezza riguarda lo stile narrativo. Quando il racconto prende vita attraverso il diario di Elise, piuttosto che le lettere d’amore tra lei e James, si nota come il modo d’espressione sia lontanissimo da quello del 1815 ed eccessivamente arricchito da espressioni in voga ai giorni nostri.

Cento giorni è un libro per i curiosi e per gli appassionati di romanzi storici. L’intreccio amoroso poi, pronto a cadenzare le scene di guerra, fa del romanzo un’interessante base per eventuali sviluppi cinematografici.
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