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Recensione di Quando eravamo immortali di Charlotte Roth

Chi sostiene di non credere all’amore a prima vista, non ha mai aspettato e non è mai stato disponibile.

Alexandra, quella notte della Caduta del Muro, viene spinta dall’amica, quasi controvoglia, a partecipare a quel momento memorabile che cambierà la Storia del mondo. Trascinata dalla folla euforica si ritrova nella Berlino ovest, praticamente scaraventata tra le braccia di Oliver, ed è amore a prima vista. Quando fa ritorno a casa, Oliver la accompagna per conoscere la sua nonna.

Quando, però la nonna lo vede e sente il suo cognome si sente male e viene portata in ospedale. Alexandra capisce che c’è un segreto nella vita della nonna e non vuole che lei se ne vada senza averle rivelato le loro origini, da dove provengono e tutto quello che non ha mai voluto rivelarle.

Da questo momento Quando eravamo immortali si sviluppa in due tempi: Ii racconto della nonna, che inizia nel 1912, si alterna con il momento di emozioni e curiosità di Alexandra, alla fine del 1989.

Paula, la nonna di Alexandra, è una giovane che trascorre la sua estate da sedicenne, in riva al lago, con gli amici del fratello che organizzano pic-nic e nuotate. Ama in segreto un ragazzo del gruppo, Clemens, fino a quando anche lui non se ne innamora. Partecipano come attivisti nei vari movimenti e partiti che sostengono le lotte per un’ adeguata retribuzione salariale per gli operai, per un mondo più giusto e protestano contro la guerra; Paula si prodiga per dare assistenza e protezione alle donne maltrattate. Purtroppo arriva la guerra a distruggere tutte le loro certezze, il loro mondo. Quando la guerra finisce continuano a portare avanti le loro idee mettendosi in politica, ma devono combattere anche contro la povertà e la miseria che attanagliano la Germania del dopoguerra.

Paula e Clemens sempre più innamorati, vanno a convivere e continuano a portare avanti i loro ideali per un mondo migliore. Lei in difesa delle donne, lui in politica. Purtroppo incomincia ad avanzare il Partito Socialdemocratico che crea paure e tensioni in tutta la Germania. Questo porterà cambiamenti drammatici anche nelle loro vite. Si divideranno per perdersi nel caos della Seconda guerra mondiale. Dopo non rimane che l’idea di aver lottato e sognato inutilmente, ma la vita continua….

Sono loro gli immortali, i giovani studenti che lottano a fianco degli operai e il loro sogno è un mondo dove non ci siano la guerra, la povertà, lo sfruttamento delle persone e una maggior libertà di vivere la propria vita. Si capisce come nel periodo che precede la guerra ci siano molti segnali che annunciano la catastrofe, ma fanno così tanta paura che non si vuol vederli.

Noi italiani, consideriamo i tedeschi come i responsabili delle Guerre passate, mentre leggendo questo racconto si capisce che anche lì la maggior parte della gente comune era contraria; le mamme, le spose vedevano partire i loro uomini al massacro, pativano la fame e l’incertezza del futuro, e la sofferenza era ovunque, come ogni Paese in guerra.

Approfondimento

Paula, la protagonista, vive intensamente il periodo della sua gioventù. Per lei non è importante sposarsi e fare figli, come voleva la regola per le donne di quell’epoca. Lei vuole essere un soggetto attivo in tutti i cambiamenti in atto, non escludendo però l’amore. A volte è molto arrabbiata e fa soffrire le persone che le vogliono bene. Quando eravamo immortali è un impasto di vite di varie persone che si intrecciano, si amano, si lasciano e ci vuole un po’ di concentrazione per seguire e capire bene le varie situazioni.

Mi ha colpito la frase nei Ringraziamenti dell’autrice: “Mi avevano avvertita che le case editrici si sarebbero fatte spaventare dall’argomento di questo romanzo.” Che nonostante il tempo trascorso da quel periodo l’argomento sia ancora tabù per i tedeschi?

Lucia Vitti

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