Categoria: Città di carta john green

Recensione di Città di carta di John Green

Città di carta di John Green, autore pluripremiato in vetta alle classifiche del New York Times grazie anche al precedente romanzo, “Colpa delle stelle” (Rizzoli), è la storia di una fuga inaspettata, quella di Margo, una giovane studente che, a pochi giorni dal diploma, sparisce misteriosamente. Margo, poco prima di lasciare Orlando, la città in cui vive insieme alla sua famiglia, coinvolge Quentin in una notte rocambolesca, durante la quale sembra voler sistemare definitivamente la propria vita. Grazie all’avventura straordinaria vissuta insieme, Quentin si illude che la loro amicizia possa cambiare, senza accorgersi, in realtà, che qualcosa in lei si era definitivamente spezzato. Si tratta degli stessi “fili”, che probabilmente si erano “rotti” in Robert Joyner, un uomo che viveva nel loro quartiere e che Quentin e Margo avevano trovato morto in un parco vicino a casa, alcuni anni prima, quando avevano soltanto nove anni. Intanto le giornate di Quentin sono piacevolmente tutte uguali, egli ama perdersi nella noia di tutti i giorni, mentre Margo, al contrario, è diventata una leggenda per il suo comportamento imprevedibile e per le numerose fughe, fino a quel momento temporanee, da Orlando, la sua “città di carta” in cui tutto per lei era “finto e inconsistente”. Il desiderio più profondo di Margo, infatti, sembra essere quello di una fuga da “tutte quelle persone di carta che vivono nelle loro case di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi”. Ma se “ogni istante della nostra vita è pensato in funzione del futuro”, Margo invece è sul punto di negare ogni cosa, lasciando un vuoto che sembra chiedere soltanto una risposta immediata alla propria famiglia e agli amici di scuola. Infatti, “
Ognuno all’inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non ci capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo del male, gli uni agli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c’è niente da fare, la fine è inevitabile. (…) Però c’è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quei momenti che possiamo vederci, perché vediamo fuori di noi dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro.”
Solo Quentin sarà disposto a mettersi alla prova fino in fondo e, grazie a un percorso difficile e faticoso, sarà capace di ascoltare la richiesta di aiuto di Margo. Chiara Torelliabc
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