Categoria: Come sigillo sul tuo cuore

Recensione di Come sigillo sul tuo cuore di Arne Dahl

Kerstin Holm, ispettore dell'anticrimine presso l'unità speciale della polizia di stato per i crimini internazionali, detto anche Gruppo A, è una donna vicino alla quarantina, ormai affermata nel suo lavoro; un lavoro che, tuttavia, la porta spesso ad interrogarsi su di sè, sulle proprie scelte, sul mondo che la circonda e, in qualche caso, sul proprio, difficile, passato. La violenza, per certi versi, ha sempre fatto parte della sua vita, e non solo del suo lavoro: prima lo zio, poi il compagno, anch'egli della polizia, Dag Lundmark, che si era inginocchiato ai suoi piedi declamando a memoria il famoso passo sull'amore del Cantico dei Cantici; che le avevo messo un anello al dito (un anello che, a distanza di anni, proprio non ne voleva sapere di uscire) come sigillo di quell'amore violento e tormentato; che era stato sospeso dal suo incarico per alcolismo; che era stato reinserito e aveva guidato la retata nella casa in cui abitavano quattro clandestini sudafricani; che aveva sparato un colpo mortale.

Ecco che non c'è in gioco solo la soluzione di un caso, ma tanto altro. E il gioco diventa ancor più difficile quando un'inchiesta di omicidio/suicidio parallela viene collegata direttamente a Dag Lundmark. Diversi omicidi, tanti fili conduttori: la Bibbia, Dag Lundmark e, soprattutto Kerstin. Sarà lei, per prima, in Come sigillo sul tuo cuorea mettere insieme tutti i pezzi del puzzle...il gruppo A riuscirà a non abbandonarla al suo destino?

 

Approfondimento

Personalmente, credo che la storia di Come sigillo sul tuo cuore di Arne Dahl sia ben costruita: la vicenda narrata "sta in piedi", l'investigazione è descritta accuratamente, anche nei particolari più crudi, cosa che rende il libro piacevole. Tuttavia mi soffermerei maggiormente sullo stile narrativo: lo scrittore è onnisciente, e spesso si perde tra i pensieri dei suoi personaggi; la cosa è particolarmente evidente nei primi due capitoli, che dovrebbero avere lo scopo di inquadrare l'azione e proseguire la lettura, ma che, in realtà, sono molto lenti e, soprattutto il primo, quasi irrealistici: difficilmente una persona si trova a pensare quanti secondi passano da un pensiero all'azione che da lì scaturisce. Non solo: la prosa, spesso breve, pecca a volte di scarsa lucidità, e risulta difficile comprendere a pieno ciò che è pensiero da ciò che è "realtà".

Perciò direi che se la storia e l'intreccio fanno di questo libro una piacevole lettura, lo stile narrativo non lo rende così scorrevole e apprezzabile come invece meriterebbe. Un libro da leggere come passatempo, ma senza grandi aspettative.

Marika Brambilla

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