Categoria: Kakuzo Okakura

Recensione di Lo Zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura

In origine il tè fu medicina, per poi trasformarsi in bevanda.

Kakuzo Okakura comincia così il suo libro Lo Zen e la cerimonia del tè, da quelle che lui individua come le origini della moralità e cultura Orientale. Attraverso un accurato excursus storico, l’autore ci accompagna nella comprensione di una tradizione a noi sconosciuta. Il tèismo non è una semplice pratica culturale, è introspezione, è igiene, benessere, un modo di vedere la vita molto diverso da noi occidentali che anzi abbiamo sempre visto queste cerimonie tradizionali come stravaganti, simboli della puerilità dell’Oriente. Per questo preferisce parlare di “filosofia” del tè. In un certo senso però, nonostante le evidenti differenze, la tazza di tè è diventata un punto d’incontro per l’umanità, assumendo un ruolo fondamentale per culture quali quelle Anglosassone e Araba.

Ma come fa il tèismo a diventare un ideale? Ci vengono descritte in successione temporale le tre scuole del tè, corrispondenti ad altrettante dinastie ed epoche storiche. Questa pratica ha subito l’influenza di molte dottrine come quella taoista, grazie alla quale passò dall’essere un mero passatempo poetico a un mezzo per la realizzazione personale. Con lo Zen, che fece proprio il rituale del tè, in Giappone nasce la famosa cerimonia del tè. Ed eccoci al punto cruciale del libro, la cerimonia del tè e la sua stanza, simbolo della moralità e integrità dei suoi seguaci.

L’architettura della stanza del tè ostenta una marcata povertà di materiali e arredamenti. Ovviamente si tratta di caratteristiche volute, a sostegno della concentrazione e della comprensione delle cose importanti della vita. Viene sempre lasciato qualcosa di incompiuto affinché sia l’immaginazione a colmare la mancanza. L’asimmetria diventa fondamentale per raggiungere il concetto di perfezione. Decisamente tutto l’opposto dell’architettura occidentale, incentrata più sulla sfarzosità e simmetria.

Infine approdiamo ai fiori, non quelli sgargianti ma i più umili e selvatici, considerati protagonisti all’interno della stanza del tè e le cui composizioni erano realizzate dai Maestri del Tè. Non semplici ornamenti ma, come ogni altro elemento legato al tèismo, spunti di riflessione.

Approfondimento

Lo Zen e la cerimonia del tè è il frutto del lavoro di Kakuzo Okakuro. Prima di lui, nonostante i numerosi tentativi, non era mai stato pubblicato qualcosa che aiutasse l’Occidente a comprendere le dottrine taoiste e zen. Probabilmente, come troviamo anche scritto tra le prime pagine, un motivo potrebbe essere il fatto che tradurre è sempre tradire e nessuno prima se l’è sentita di svolgere un lavoro tanto importante. Okakuro ha ricevuto un’istruzione occidentale alla Tokyo Imperial University e ha imparato tutto della tradizione nipponica dall’americano Ernest Fenollosa con cui incrocerà ripetutamente il proprio cammino.

Un ottimo lavoro di traduzione viene svolto da Laura Gentili, la quale riesce a far sì che il messaggio “orientale” venga veicolato con semplicità e chiarezza, nonostante le difficoltà linguistiche. Per concludere lo scritto finale di Everett F. Bleiler completa l’opera, dando un quadro generale e più completo al lettore le cui aspettative, a mio avviso, non vengono deluse. Si tratta di un testo che promette accrescimento culturale e maggiore apertura mentale. Dopotutto non è questo il vero scopo di un buon libro?

Elisa Conigliaro

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