Categoria: Margot Lee Shetterly

Recensione di Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly

In America, nel 1943, al responsabile del personale del Langley Memorial Aeronautical Laboratory, Melvin Butler, giunge un telegramma da parte del direttore operativo in cui richiedeva urgentemente 100 fisici e matematici, 100 aiuti calcolatrici, 75 apprendisti di laboratorio, 125 aiuti apprendisti e 50 stenodattilografe. Si candidarono a questo lavoro, un gruppo di donne nere: Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden; donne che insegnavano matematica e fisica nelle scuole “per neri”. Furono chiamate in servizio a causa della carenza di personale maschile, occupato sul terreno di guerra.

L'industria aeronautica americana aveva un disperato bisogno di esperti in ingegneria e fisica, oltre che di soldati, per vincere la guerra contro la Russia. Le donne lasciarono il loro paese, le loro famiglie, per trasferirsi ad Hampton, in Virginia, pur essendo consapevoli della differenza razziale e del clima ostile che avrebbero trovato. Ma la loro forza e determinazione dipendevano da un incessante bisogno economico. Non pensavano minimamente di diventare le donne che avrebbero guidato l’America verso la vittoria e a divenire una delle massime potenze. La loro vittoria? Essere fotografate accanto agli ingegneri uomini bianchi sotto la voce: le persone che hanno salvato l’America.

Il diritto di contare è un romanzo basato su una storia vera, coinvolgente, e altamente umano. Margot Lee Shetterly ci racconta una storia inverosimile e irreale se proiettata ai giorni nostri.

Pagina dopo pagina, il lettore, entra in una realtà lontana, e riesce a immedesimarsi nelle protagoniste e nelle loro vite. Non sarà stato facile sedere nei pullman ai posti riservati solo ai neri; lavorare chiusi nelle stanze per soli neri; mangiare nelle mense per soli neri.

Ho trovato sconcertante l’immagine dei bagni con le targhette “per neri” e “per bianchi”. Posso solo immaginare l’umiliazione che tale differenza apportava nelle persone di colore. Ma ancora più entusiasmante l’immagine della donna nera che finalmente arriva alla consapevolezza che anche le scuole dei bianchi erano fatiscenti come le loro, non erano migliori; e allora si chiede: “Come mai a noi era impedito entrare nelle scuole dei bianchi e addirittura non era possibile neanche passarci accanto, se son peggio delle nostre?”

Il diritto di contare è la storia di un riscatto morale e sociale. La storia di una vittoria umana.

Allora come mai questa storia è stata tenuta segreta e nascosta per tanti anni? Era una vergogna, ammettere che le donne nere fossero più brave e preparate degli uomini bianchi?

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Approfondimento

Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden rappresentano la forza delle donne e la rivincita sociale delle persone di colore.

Raccontando la loro storia, segretamente confinata negli archivi, Margot Lee Shetterly vuole insegnarci il senso della vita, il reale senso della vita: l’umanità è una sola, non ci sono colori, non ci sono differenze, ma esiste l’anima e il cuore di ciascun essere umano.

La dignità è rappresenta dal silenzio di queste donne, che hanno attuato la loro rivoluzione, unicamente, dimostrando le loro competenze, senza urla e atti di violenza. La scelta dell’autrice di utilizzare un linguaggio semplice e delicato, visto l’argomento già di per sé sconcertante, è da ammirare.

Consiglio la lettura a tutti, proprio a tutti, perché non esiste fascia d’età che non debba imparare il rispetto verso la vita altrui e verso qualsiasi essere vivente.

Emanuela Cassone

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