“Se odi i muri inizia a costruire porte”.
Bisognerebbe recuperare l’inizio delle cose, l’inizio è cruciale, ci trovi i perché. I perché non sono mai casuali, non sono mai troppo leggeri, scontati, vengono da lontano, hanno addosso il tempo, le voglie e i bisogni. Io vorrei vedere l’inizio di noi, inteso come me e te, se mai un noi c’è stato. Vorrei vedere come ti ho tagliato i pensieri la prima volta, vorrei vedere quanto soffrivi o aspettavi, vorrei vedere quando mi scrivevi come si muovevano gli occhi e se c’era un ritmo, quanto pensavi le parole, dove mettevi le risposte. Vorrei.
So che sei fatta di mattoncini di silenzio. Dove gli altri mettono le parole, tu le togli. E anche di assenze, pause lunghe, perché la vita è altro, dici. La vita siamo noi. Ci sono storie che piovono all’improvviso dentro le altre. Un po’ come nuvole mischiate a nuvole durante la pioggia. Non devono essere storie d’amore. Magari possono. Dipende come gira il vento. Possono comunque essere delle storie, degli incroci dove il traffico si ferma, un posto dove si può spaccare l’anima come una melagrana e cominciare a dare aria ai chicchi. Dove ci si incontra prima di tornare al buio, alle altre storie, un po’ più sereni. Perché come abbiamo bisogno di soffrire per capire abbiamo anche bisogno di star bene con qualcuno, sempre per capire. Quando il silenzio è tanto succede che non sai più cosa dire, non vuoi violentare quel silenzio, non vuoi pensare bene o male, vorresti solo delle risposte. Vorresti delle porte al posto dei muri. Vorresti essere tu una di quelle.

Per entrare non si parte mai dal centro, non potevo esserti nel cuore, ti stavo circumnavigando per scegliere un approdo. Così dovrebbe essere l’amore. Salvare qualcuno quando gli altri hanno paura. Dimenticare tutte le cose che non ci hanno dato e dare. Dimenticare tutte le cose perse e trovare. Avrei voluto battezzare i miei pensieri più belli sulle tue labbra, solo per dirti “ci sono”. Con la paura di avere paura. Tu mi dici addio mentre ci pioviamo dentro. Con la voce che mi è rimasta sussurro a questo vuoto “invece vieni a vivere”. Saremo un’era.
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Grandissimo Pinna, mi rivedo nelle storie che piovono dentro le altre. Un semaforo più lungo del solito.All’improvviso basta un gesto, una frase che dopo tempo di confusione, disperazione, sensi di colpa , tutto ti appare più chiaro. Capisci che dalla tua vera storia d’amore non ti sei mai allontanata e che adesso ami più forte di prima. E tutto è meravigliosamente chiaro. Tutto va meravigliosamente, immediatamente bene. Non l’avresti mai pensato. L’amore ci fa tante sorprese, fiera e contenta di aver provato anche questa sua sfaccettatura. Grazie .
Un ripetersi di cose che non sono mai uguali. Grazie Antonella.
Quando il sangue tornò vino tra i denti, il pianto si finse fanciullo. Dovevi sopportare il mio peso notturno che piu grava sotto le stelle quando la solitudine nuda si offre al dolore. Non sono tuoi i passi che vedo. Tu dici tu tengo. Io sento solo la mia voce. Stefania R.
Quando tutto è iniziato lo chiamavo amore
Quando tutto diveniva lo chiamavo amore
Quando tutto finiva cercavo dove era finito l’amore
Lasciarsi nell’amore è una ricerca quasi universale
In ogni gesto, un bisogno da soddisfare
Nel sentimento provato, il nutrimento
Poi, piano piano, lasciarsi andare alla scoperta sempre più profonda di noi
E non prevede più l’altro
È un viaggio senza fine quello che porta all’amore
Di sé
Per sé
Dell’altro
Per l’altro
E non da più
E non chiede più
Pretende
Sì
La verità è che non si è mai pronti a un addio
Perché non si sa cosa è che AMORE
Solo un lungo viaggio lo farà comprendere
one-minute reflection
by jo
L’intimitá che diventa condivisione,la paura che osa e si trasforma anche in audacia e poi il rimpianto del cuore che riesce ancora a guardare lontano.bello
É bello quando chi legge ci vede dentro le stesse cose che hai vissuto mentre scrivevi. Grazie.
Emozionante, complimenti!!
Grazie, ne son lieto.
STRAORDINARIO…
Grazie, troppo gentile.