Categoria: L’età ingrata

Recensione di L’età ingrata di Francesca Segal

“Il cordone che le univa era stato reciso ma la figlia le pulsava nelle vene e le riempiva il cuore. Avrebbe avuto una vita piena di bellezza, le aveva promesso - una simile perfezione non meritava niente di meno. Che arroganza! Le attenzioni non sarebbero bastate a tenere lontana la figlia dai germi, dalle cadute, dai bulletti al parco giochi, dalle allergie o dai litigi con le amiche, dagli insegnanti che la consideravano distratta o irascibile, che non riuscivano a vedere il suo talento e il suo fascino straordinari.

Julie è una vedova insegnante di musica, James un bel cinquantenne divorziato che vuole imparare a suonare il piano. Scatta l'amore tra i due, inaspettato e bellissimo, tutto fila liscio fino a quando vanno a vivere insieme e con loro i rispettivi figli: Gwen, artista e ribelle e Nathan giovane esuberante e ambizioso. All'inizio la prospettiva di una vita comune è difficile, molti gli screzi e le incomprensioni soprattutto tra i due ragazzi, poi anche loro scoprono una attrazione reciproca con conseguenze inaspettate.

All'interno della casa, della vicinanza con gli altri della famiglia, assistiamo all'evolversi di una relazione difficile in cui due genitori cercano la felicità tra loro, ma non possono evitare di essere egoisti nei confronti dei propri figli. Julia in particolar modo non può evitare di difendere la figlia, di vederla crescere e cambiare così in fretta, di volerle stare vicina nonostante Gwen sia ormai grande abbastanza per le sue decisioni. James invece cerca per il figlio Nathan il miglior percorso di studi, la migliore carriera professionale, la felicità è trovare un buon impiego e realizzarsi. Julia invece non è di questo parere, ha grandi prospettive per sua figlia ma la carriera non è al primo posto della vita specialmente quando le relazioni affettive hanno bisogno di essere affrontate. Come dice la nonna di Gwen “anche i fisici possono essere felici” e quindi nell'età che passa inesorabile tutti i protagonisti rimangono ancorati alla fase adolescenziale dove ci si fanno mille domande, dove i dubbi sono più delle certezze, dove quello che succede non è quasi mai quello che ci si aspetta. Forse l'età ingrata del titolo appartiene a tutti loro: Julie non riesce a vivere appieno la sua nuova relazione sentendosi in debito come madre, James non si sente abbastanza capito come padre dalla sua compagna, Gwen ha problemi con la madre e con la sua prima relazione, Nathan sembra accettare la sua età ma poi si ubriaca con gli amici. Nemmeno i nonni sembrano aver trovato quiete nella loro età avanzata: il passato ritorna e ad un certo punto bisogna farci i conti e decidere una strada da percorrere. L'età ingrata appartiene a ciascuno di noi che ogni giorno deve fare i conti con relazioni difficili, famiglia, studi, incidenti di percorso e fragilità umane che contraddistinguono tutte le stagioni della vita. Si arriva alla fine della lettura con la percezione precisa dei pensieri dei due protagonisti, di quello che potrebbe essere ed invece non è. Forse l'età ingrata non è solo quella dei figli, anzi.

Approfondimento

Dopo aver letto la trama, non ero molto curiosa di leggere questo libro, in realtà è stata una piacevole scoperta. Nonostante la storia non contenga molti avvenimenti, tutto si basa sui legami famigliari e sui pensieri reciproci di ogni personaggio. Ogni capitolo è un punto di vista diverso, il narratore esprime con semplicità concetti molto difficili dal punto di vista psicologico: riesce a catturare l'animo materno di Julie e anche il lettore viene coinvolto nelle sue preoccupazioni nei confronti della figlia e così accade per ogni personaggio. E' una rivelazione centellinata, puntuale, non annoia e viene intramezzata da dialoghi spiritosi e quotidiani nella vita di ognuno di noi, dai quali non trapelano le preoccupazioni urgenti che esploderanno nel corso della narrazione.

L'autrice riesce a ricostruire abilmente personaggi e situazioni moderne con una buona tecnica narrativa, capace di inglobare il lettore fino alle ultime pagine.

Gloria Rubino [amazon_link asins='B074CLXWWR,8833925285' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='d36c3ec5-8775-11e8-b4e0-f97b80a2d426']abc

L’età ingrata di Francesca Segal

 

Dal 31 agosto in libreria

Tra un paio di giorni arriverà in libreria L'età ingrata, il nuovo romanzo di Francesca Segal edito da Bollati Boringhieri. Una storia che getta uno sguardo vivace e geniale, per nulla banale, sui rapporti problematici tra figli adolescenti e genitori, ma anche sull’amore di ogni età. All'esordio, con La cugina americana, Francesca Segal si era dichiaratamente ispirata a un classico, L’età dell'innocenza, di Edith Wharton. Questa volta la bravissima autrice prende spunto dall'eponimo capolavoro di Henry James, e si cimenta con l'insuperabile Jane Austen, almeno per quanto riguarda l'eleganza della scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, anche secondari, e la capacità di trasformare le vicende di una famiglia contemporanea nel quadro di un'epoca. L'età ingrata ci dimostra che la sostanza delle dinamiche familiari e amorose non è poi tanto cambiata dal mondo circoscritto della campagna inglese di due secoli fa a quello globalizzato di oggi.

«Un romanzo famigliare molto intelligente, irresistibile e scritto con eleganza» - Nick Hornby

Kate e James, 46 e 52 anni, si innamorano come due adolescenti. E intanto altri due adolescenti, Nathan (il figlio diciottenne di James) e Gwen (la figlia sedicenne di Kate) si danno diabolicamente da fare per tendere trappole ai genitori, nel tentativo di mandare all'aria una storia d'amore che li costringe a una coabitazione forzata e odiosa, data la reciproca incontrollabile avversione. Chiunque abbia familiarità con le dinamiche dell'innamoramento, e non solo adolescente, capirà subito che l'ostilità dei due ragazzi prelude al sentimento opposto: chiunque tranne i due amorevoli e soi disants attenti genitori, che, oltre a sorprendersi della svolta che prendono le cose, non sanno come arginare la tempesta ormonale dei due ragazzi. E soprattutto non ipotizzano la più normale delle conseguenze di numerosi rapporti intimi in poche settimane: sotto il naso dei genitori, ostentatamente e tassativamente avversi alla relazione ma troppo presi dalla loro per far attenzione ai figli. In realtà James e Kate sono stati sempre molto attenti ai figli, anche troppo. E hanno commesso l'eterno errore di crederli quello che volevano che fossero invece di due «persone» diverse dalle loro legittime aspettative. Niente di nuovo, se non fosse che davvero Segal riesce a trattare questa materia come se fosse assolutamente originale, e i suoi inquieti personaggi come se fossero la quintessenza della normalità: per tutti, tranne che per sé stessi. L’età ingrata è un romanzo dalle proporzioni perfette.

«Segal coglie con grande sensibilità le difficoltà dell’amore adolescente e non, e in particolare la cecità dei genitori davanti ai difetti macroscopici dei figli. Un romanzo vivace, geniale» - The Sunday Times

«Uno sguardo attento su un rapporto sempre problematico, quello tra una madre e una figlia adolescente... La scrittura di Francesca Segal è spiritosa, saggia e molto intelligente. Bellissimo» - The Guardian

Francesca Segal è diplomata al St Hugh College, Oxford. Giornalista e scrittrice, le sue pubblicazioni sono apparse su «Granta», «Newsweek», «The Guardian», «Financial Times», «Vogue UK» e «Vogue America». È stata collaboratrice anche per «Tatler», e ha curato la sezione «Debut Fiction column» sull’«Observer». Per Bollati Boringhieri ha pubblicato La cugina americana (2013, ed. tascabile 2014) e L’età ingrata (2017).

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