Categoria: margaret atwood

Recensione di Seme di Strega di Margaret Atwood

“Felix si sente soffocare, come a un matrimonio: quello strano miscuglio di nostalgia per il passato e gioia per il futuro; la gioia di altri. Lui è soltanto uno spettatore, ora, un sostenitore, un lanciatore di riso virtuale.”; ["si sbagliava sulla sua Tempesta, si è sbagliato per dodici anni. Il finale della sua ossessione non era di riportare in vita la sua Miranda. Il finale era una cosa molto diversa."

Felix, straordinario regista teatrale molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, è da anni l'organizzatore del Makeshiweg Theatre Festival. Il suo ingegno l'ha sempre portato a rivisitare le opere teatrali mettendo in mostra un'originalità interpretativa. Tale forza, a volte, non veniva compresa dagli spettatori: "Come mai il Pericle era stato messo in scena con navicelle spaziali ed extraterrestri invece di usare velieri e terre straniere, e come mai la dea lunare Artemide evav la testa di una mantide religiosa?". Il romanzo descrive la rottura di questo incantesimo: Tony, uomo di fiducia di Felix e cresciuto sotto l'ala protettiva del grande regista, si rivela uno spietato carrierista e, dopo aver sapientemente costruito il suo spazio di potere, cesella l'improvviso e crudele destino che fa piombare Felix in una drammatica realtà, quella del licenziamento e dell'allontanamento dal suo mondo e dalla sua vita.

L'esistenza di Felix non era stata costellata solo di successi e di applausi deliranti del pubblico, ma era stata tormentata da due vicende tragiche: la morte di Nadia, sua moglie, morta subito dopo il parto a causa di un'infezione letale e la morte di Miranda, sua figlia,all'età di tre anni a cusa di una meningite. La cieca disperazione porta Felix a trovare rifugio, ancora una volta, nel teatro: "subito dopo il funerale si era tuffato nella Tempesta; era un'evasione, questo lo sapeva anche allora, però sarebbe stata anche una sorta di reincarnazione". Ma il sogno di mettere in scena l'opera schakespeariana viene infranto dal cinismo calcolatore di Tony che, come un macigno, piomba con tutta la sua violenza trascinando Felix in un destino dall'esito certo e terrificante. Passa il tempo e Felix trascina stancamente la sua esistenza dopo aver deciso di ritirarsi dal mondo e vivere come un eremita in una stamberga.

Apparentemente tale decisione sembra dettata da una precisa volontà di Felix di vivere silenziosamente il suo dolore e la sua disperazione ma, come emergerà dall'evolversi dei fatti, ancora una volta il grande regista si dimostra padrone e sapiente organizzatore di ogni scena della sua vita, come se fosse un palcoscenico di un teatro. Infatti, inaspettato giunge l'appiglio che riporterà Felix nelsuo mondo reale, nella sua vera esistenza, ossia il teatro: diventa insegnante di teatro in una Casa Circondariale dove i detenuti diventano attori nell'ottica di un recupero e di un'efficace reinserimento sociale. Fleix si riappropria del proprio spazio esistenziale e riesce, con la sua maestria, a coinvolgere persone che, ognuna nella sua miseria, rappresentano lo scarto della società. Trascorrono diversi anni e la vita prepara a Felix una straordinaria occasione per consumare la sua vendetta nei confronti di Tony e di tutto l'establishment che lo aveva accantonato: Sal, il suo amico di infanzia, è Ministro della Giustizia ed è proiettato verso incarichi sempre più prestigiosi, Tony, invece, è diventato Ministro della Cultura, ed entrambi aspirano ad una posizione di leadership nel partito. L'occasione è una visita all'interno del carcere da parte degli esponenti politici per apprezzare il teatro sperimentale messo in piedi, oramai da svariati anni, dal signor Duke (il nome scelto da Felix come scudo protettivo nei confronti delle lame affilate del fallimento) in ambiente carcerario.

Così, Felix-Duke decide di preparare e di mettere in scena la "Tempesta" affidando le parti della commedia ai suoi allievi-detenuti. Le pagine del romanzo accompagnano il lettore all'interno dell'opera shakespeariana facendo rivivere il rapporto tra Prospero e la sua adorata figlia Miranda, l'ambizione spietata di Antonio, fratello di Prospero, l'innamoramento tra Miranda e Ferdinando, figlio del re, la perversione diabolica di Caliban, uomo mostruoso che custodisce dentro di sè il seme della disperazione materna. Commovente, per come l'autrice lo descrive, il rapporto tra Felix-Prospero e la figlia Miranda: il padre, preso dal suo egoismo, non vuole lasciarla andar via. Il sapore della vendetta, la voglia di rinascere e di ritornare al mondo, sembrano indirizzare il lettore verso un epilogo dominato dalla violenza e dalla povera miseria umana. La magia di Prospero, la magia del teatro riusciranno a sollevare l'uomo dalla sua pochezza esistenziale? O prevarrà il grigio e spettrale trionfo delle più nascoste pulsioni istintive dell'uomo che, da sempre, lo proiettano e lo condannano ad un'esistenza in cui non vi è spazio per una rigenerazione spirituale e di pensiero.

Approfondimento

Felix, senza dubbio, è il protagonista su cui ruota e si sviluppa l'interva vicenda. L'autrice disegna il profilo psicologico del regista coinvolgendo il lettore che, pagina dopo pagina, assiste al cambiamento catartico dello stesso: il sentimento della vendetta che, pian piano, lascia spazio alla voglia di riconciliarsi con il mondo. Interessante il continuo parallelismo tra i protagonisti dell'opera schakespeariana la "Tempesta" e i protagonisti della storia raccontata dalla scrittrice canadese. Il mago Prospero e l'inventore di magie teatrali Felix, il malvagio Antonio ed il cinico e spietato Tony. Il regista Felix, nei panni dell'insegnante di teatro Duke, chiede ai suoi allievi-detenuti di soffermarsi sui singoli personaggi dell'opera teatrale e di prevedere il destino del singolo personaggio oltre l'epilogo dell'opera stessa. Al riguardo, il personaggio mostruoso di Caliban viene definito come un alter ego del protagonista Prospero: l'uomo dalla sembianze mostruose è, secondo quanto ricostruito dagli allievi-detenuti, il figlio di Prospero e ciò porta alla costruzione di un finale che sembra aprire ad una rinascita del personaggio.

Il romanzo viene apprezzato per la sua dimensione psicologico che accompagna il lettore ad una conoscenza più approfondita di noi stessi.

Mirko Denza [amazon_link asins='8868337428,8868337371,B00KCM2OM8' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='cb8fee05-8779-11e8-9628-899ee5feeee1']  abc

Roma. Incontro con Margaret Atwood

Mercoledì 17 settembre, al Teatro Argentina di RomaRitratto allo specchio, l'incontro con la scrittrice canadese Margaret Atwood, chiude il Festival Letterature.

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Il Festival Letterature di Romasvoltosi come al solito nei mesi di maggio e giugno, si chiude eccezionalmente mercoledì 17 settembre alle ore 21.00 al Teatro Argentina (Largo Torre Argentina 52) con un omaggio a una delle più grandi scrittrici viventi, la canadese Margaret Atwood, per la prima volta in tour in Italia in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro L’altro inizio, pubblicato da Ponte alle Grazie, e della ripubblicazione del suo capolavoro L'assassino cieco.

Nel corso della serata, l’autrice leggerà alcuni brani tratti dai suoi libri e dialogherà sui temi principali della sua riflessione e scrittura con quattro autrici italiane: Maria Rosa Cutrufelli, Lia Migale, Bia Sarasini, Giorgia Serughetti. Modera l'incontro Maria Ida Gaeta

Margaret Eleanor Atwood, poetessa, narratrice, saggista  canadese di lingua inglese, nasce ad Ottawa nel 1939.  Figlia di un entomologo, a causa delle ricerche del padre la piccola Margaret trascorre molti periodi dell'infanzia nelle grandi foreste del Quebec. Non frequenterà la scuola a tempo pieno fino all'età di 11 anni. Conseguito il diploma presso la Leaside High School, nel 1957 inizia gli studi accademici presso la Victoria University di Toronto.

Allieva dello studioso Northtrop  Frye, uno dei più importanti critici letterari canadesi, consegue la laurea con lode nel 1961. Negli anni Sessanta dello scorso secolo la Atwood  ha affermato il suo precoce talento pubblicando le sue prime raccolte di poesie in cui fonde il mito e la fiaba, che sono stati uno dei suo particolari interessi fin dalla più tenera età, ad elementi autobiografici.

La Atwood è stata la vincitrice del premio Arthur C. Clarke, del Premio Principe delle Asturie per la Letteratura e del Booker Prize (finalista per cinque volte, vincitrice con L'assassino cieco nel 2000), ed è stata finalista anche per il Governor General's Award (Premio del Governatore Generale, un riconoscimento offerto dal Primo Ministro del Canada) vincendolo per due volte. Attivista femminista, ha iniziato ad approfondire  temi sociali come la liberazione della donna e il cambiamento dei ruoli sessuali già  prima che questi venissero divulgati dallo stesso movimento femminista. Ecologista e ambientalista (è membro del Partito verde del Canada) ha intrecciato ai temi dell'identità sessuale le tematiche ambientali fin dai suoi esordi narrativi elaborando, con stile ironico e uno sguardo provocatoriamente visionario, una feroce critica della decadenza del sistema politico e sociale dell'Occidente, che prosegue in saggi come Dare e avere : il debito e il lato oscuro della ricchezza (Ponte alla Grazie, 2009).

Tra le opere recenti i romanzi  L'ultimo degli uomini, (Ponte alle Grazie, 2003), ambientato in una Terra post apocalittica con un solo sopravvissuto, Il canto di Penelope (Rizzoli, 2005), riscrittura dell'Odissea dal punto di vista femminile, L’anno del diluvio (Ponte alle Grazie, 2010), apologo sul futuro del pianeta, le raccolte di racconti Microfiction (Ponte alle Grazie, 2006), 35 racconti di soggetti disparati tra e Disordine morale (Ponte alle Grazie, 2007). Sempre nel 2007 ha pubblicato con l’editore Le Lettere la sua ultima raccolta di poesie La Porta. Ha recentemente pubblicato due romanzi, con l’editore Ponte alla Grazie: L’altro inizio, il romanzo con il quale l’autrice conclude la trilogia composta da L’ultimo degli uomini e L’anno del Diluvio e la riedizione di quello che viene definito il suo capolavoro L’assassino cieco. L’autrice si dedica con passione anche alla letteratura per bambini, scrivendo racconti e illustrandone le storie.

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