Titolo: L'amore ultimoAutore: Giuseppe Ausilio Bertoli
Pubblicato da Bertoni - Luglio 2025
Pagine: 106 - Genere: Narrativa
Formato disponibile: Brossura
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"Geometra, l'accompagno a casa io, con la macchina mia. Lei non è nelle condizioni di guidare. Lei è depresso, come uno nato attore ma obbligato a fare lo spazzino per campare, o come un cane bastonato, che è la stessa cosa. Anche un cieco è in grado di vederlo".

Una passeggiata faticosa con l’assicuratore Delio Rizzi, o per meglio dire una disperata fuga cammufata maldestramente come viaggio di piacere. Questa è la mia personale estrema sintesi del Romanzo di Giuseppe Ausilio Bertoli, autore che vi abbiamo già presentato quando vi abbiamo parlato di Che non si sappia, Veneti in controluce e Un mondo da buttare.
Ma ridurlo a questo sarebbe ingiusto: per capire la storia bisogna coglierne il contesto, quel velo tragicomico che avvolge il protagonista, un veneto disilluso, stanco del proprio lavoro, di relazioni sentimentali instabili, e, più in generale, di una vita che non lo scalda più. In fuga verso l’Istria, Delio non cerca solo un paesaggio nuovo, ma un rifugio dalle ombre che si porta dentro.
Lì, tra colline e paesi sospesi nel tempo, incontra Sanja: una giovane donna che canta in una band, si barcamena tra mille lavoretti e sorride come se la vita fosse un palco su cui improvvisare ogni giorno. Delio, accecato dall’illusione di una felicità a portata di mano, non fa i conti con la realtà. Il corteggiamento, che immaginava dolce e liberatorio, si trasforma presto in un incubo: un percorso pieno di inciampi, alimentato da dubbi, insicurezze e crisi esistenziali sempre in agguato. Come un’autostrada che si rivela un vicolo cieco, le sue speranze si infrangono, lasciando dietro di sé un senso di vuoto.
Bertoli, con una scrittura visiva e precisa, ci accompagna nei paesaggi istriani, tra spiagge naturistiche e vie di pietra, mentre scava nei meccanismi mentali di un uomo che non riesce a liberarsi delle proprie ossessioni. Sanja diventa il centro gravitazionale di pensieri e desideri, ma anche l’ennesimo appiglio precario. E poi, quando l’illusione sembra esaurirsi, accade l’imprevisto: la donna, poco interessata a un rapporto con lui, lo presenta a Nina, la sorella. Un gesto che assomiglia più a un passaggio di consegne che a un atto di generosità: Nina vede in Delio un possibile trampolino per arrivare in Italia e realizzare il sogno di laurearsi in psicologia.
Lui, ignaro delle vere intenzioni, si lancia in questa nuova conquista con una determinazione quasi febbrile. Motovun, con le sue strade silenziose e il profumo di pietra antica, diventa teatro di inseguimenti in auto, di attese e gesti galanti: rose, promesse, corteggiamenti che sembrano non avere presa.
Il ritorno a casa segna la resa: Delio ripiomba nei suoi incubi quotidiani, diviso tra l’ansia di un successo irraggiungibile e la fragilità psicologica che lo imprigiona. È un bambino mai cresciuto, osserva la vita da dietro un vetro, estraneo a tutto e incapace di sentirsi parte di una comunità. Ma la vita, si sa, non segue mai le strade che tracciamo. Un evento tragico, improvviso, piomba nella sua esistenza e la scuote alle fondamenta, trasformando quel viaggio in Istria in qualcosa di più: una ferita, ma anche una porta aperta.
Forse è proprio lì, nel dolore di una depressione appiccicosa, a quello che pare il termine del suo viaggio che Delio trova un motivo per smettere di compiacere tutti e cominciare a vivere per sé: scrivere poesie, partire senza avvisare nessuno, fare ciò che gli pare, persino soffrire, purché insieme a qualcuno che nel caos sappia dargli un senso. Perché, a volte, bisogna perdere tutto per accorgersi di cosa conta davvero.
L’amore ultimo, (davvero ultimo!) è una storia raffinata che inizia leggera, quasi impalpabile, e si addensa pagina dopo pagina di sentimenti, maschere e rivelazioni. Non è solo un romanzo che racconta le relazioni: è un ritratto dell’animo umano, fragile non come un fiore che appassisce, ma come un “per sempre” che oltremodo resiste.
Fabio Pinna