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Recensione di Le lacrime di San Lorenzo di Julio Lamazares

Forse perché i ricordi hanno bisogno delle parole per esistere e, al contrario, perché le parole, senza nominare nulla, si cancellano. In questo sono come le stelle.

Ricordi, lacrime e memorie. È questo ciò che il protagonista de Le lacrime di san Lorenzo sente in cuor suo, mentre, disteso sulla sabbia ancora calda del sole di Ibiza, guarda con il figlio lo spettacolo delle stelle cadenti. E affiorano i ricordi dell'infanzia, di quando, in un'estate di molti anni prima, anche suo padre lo aveva accompagnato a vedere le stelle, riemergono i desideri, di quando la vita era ancora una incognita meravigliosa, e si scioglie il canto d'amore di un padre per suo figlio.

Le stelle cadenti, che a centinaia affollano la notte mediterranea di Ibiza, diventano immagine e figura dei ricordi, della memoria, delle occasioni di una vita, diventano volti e voci di chi non c'è più, diventano lacrime vere, quelle rimaste in fondo al cuore e che non riescono più a uscire.

Padre e figlio si ritrovano a Ibiza, che diventa luogo identitario, luogo della memoria e del ricordo, che avvicina esistenze lontane e ricuce e riannoda i fili spezzati dalle incomprensioni, dalle distanze, dagli errori.

E allora davanti alla volta celeste costellata di ricordi, padre e figlio inventano e ritrovano una nuova dimensione, una dimensione unitaria, raccolta, intimistica e riallacciano un rapporto ancestrale e profondo, fatto di parole, di ricordi condivisi, di appartenenza, di unità, di famiglia.

Sulla scena, come stelle cadenti, si muovono e agiscono una miriade di personaggi che toccano e intrecciano la vita del protagonista, saltano alla ribalta gli amori passati, dimenticati e fugaci, e quelli presenti, lasciati fuggire, incompresi e perduti, tornano le nenie di paese, gli odori e i luoghi che come fuochi fatui accendono ancora il ricordo e l'anima, ed il lettore rimane spettatore davanti all'amore delicato e commovente di un padre.

Le lacrime di San Lorenzo è un romanzo di memoria, intriso di affetti, è il lungo abbraccio di un padre al figlio che vorrebbe tenere sempre con sé ma che sa, invece, di dover lasciare al mondo, alla sua vita, al gioco bellissimo e crudele che è essere genitori e vedere crescere ed allontanarsi il proprio figlio. É lo scrigno di una vita ormai matura che si apre e si offre a un'altra che, invece, sta per spiccare il volo. È il tentativo di ricucire con il miele dolce dei ricordi ciò che la vita ha ferito, logorato, avvilito.

Approfondimento

Le lacrime di san Lorenzo è un romanzo delicato e poetico, dove le parole scivolano, legano e sanano. Dove la memoria diventa eredità da destinare ai nostri figli, affinché sappiano anche loro ammirare un cielo stellato, annusando l'aria satura di un'estate mediterranea.

La notte di San Lorenzo è piena di fantasmi e di ombre, di mormorii che arrivano dall'altro mondo e che richiamano il proprio ricordo in questo. E non è una fantasia. Finché voleranno le stelle, i volti che traspaiono da esse e che con esse scompariranno nell'eternità vanno chiedendo un ultimo sguardo che li salvi, un ricordo che li lasci continuare a vivere nel firmamento, fosse anche solo per una notte in più.

Romina Celani

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