Categoria: Confessioni audaci di un ballerino di liscio

Recensione di Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

Frank, figlio di Carlin Saponara, maestro di liscio e proprietario della balera “Sorriso Dancing club”, nel cinquantesimo anniversario del locale, che corrisponde con il suo cinquantesimo compleanno, dà una grande festa e invita le persone che hanno calcato la pista e ricevuto lezioni di liscio dal Carlin o da lui stesso. Tutto il paese, Bottecchio sul Po.

Ancilla, la madre, che aveva convinto il padre ad aprire la balera, vedova del Carlin, convive con il Frassoni, scelta che Frank condanna perché per lui le mamme non devono andare via, devono restare, sole. Prepara ogni cosa con meticolosità e scrupolo, cercando di non trascurare nulla. Cinquant'anni sono una tappa importante, da celebrare con tanta gente, tanti ricordi e un domani fatto per ballare. Lucida tavolini, specchi, pavimento, appende festoni, riassortisce il bar con rum, grappe ed elisir.

I musicisti degli Abramo’s iniziano le prove già nel pomeriggio: basso, chitarra, batteria, fisarmonica, la cantante, due coriste, un violino. E poi il liscio, quello vero: valzer, mazurca, polka.

La sala oramai è piena e Frank è pronto a salire sul palco per dare il benvenuto agli ospiti. Presenti le donne che hanno lasciato un segno nella sua vita: Ivana, il primo amore, la biondissima Kristelle, e Barbara che resterà pochi minuti.

Frank sale sul palco, saluta, ringrazia gli ospiti e passa in rassegna gli anni della vita della balera fondata dal padre. Tutta la gioventù del Polesine ha trascorso serate volteggiando sulle note leggere e maliarde di valzer, mazurche e polke.

Un personaggio manca, un caro amico di Frank, Vladimiro Emerezin, poeta di paese, curatore abusivo della spiaggia, famoso per pezzi di saggezza scritti sulle pietre. Ubriacone convinto.

E proprio quella notte, la notte dei festeggiamenti della balera, Vladimiro viene trovato morto sulla spiaggia.

Frank cerca di capire come sia potuto accadere, anche perché su un biglietto Emerezin ha scritto una parola incomprensibile: afrore. Si convince che quella parola sia un messaggio che l’amico ha lasciato prima di morire. Ma che significa?

Inizia un viaggio che lo avvicinerà alle donne che hanno contato nella sua vita e alle quali, con estremo ritardo, chiederà spiegazioni sulla fine del loro rapporto.

Un viaggio che gli rivelerà l’odore della vita quando scorre.

Approfondimento

Paola Cereda in Confessioni audaci di un ballerino di liscio passa in rassegna gli anni del liscio, delle balere, dei balli di coppia. Dalla musica dei Casadei a quella dei complessi meno conosciuti, dalle mazurche ai tanghi ai beguine all’intramontabile Vatussi.

Il protagonista, Frank Saponara, è un quasi adulto che fatica ad amare. L’amore della sua vita è la balera e lui ne parla cose se fosse una donna: ... lei merita la mia dedizione. Per la sua balera si era immaginato una festa senza sbavature, aveva programmato ogni cosa ma il gran finale lo aveva scritto l’Emerezin, rubandogli la scena con la sua morte improvvisa.

Parte per ritrovare se stesso attraverso le persone che avevano condiviso con lui un pezzo di vita.

...Provare meraviglia davanti ad un cielo, ad un paesaggio, ad un altro essere umano, fa venire voglia di restare…una migrazione ed un sicuro ritorno.

Confessioni audaci di un ballerino di liscio inizia con un ritmo lento, tante sono le presenze e diversi i luoghi fisici e affettivi di cui parla il narratore. Poi il ritmo incalza e tutto diventa vivo e credibile. Le indagini sulle ragioni dei comportamenti sono approfondite nella giusta misura, senza eccessi di scavi psicologici poco utili a spiegare i tanti perché, comunque misteriosi e incomprensibili. Il linguaggio è chiaro, preciso, appropriato.

Grande nel lettore la voglia di ritorno ad un’epoca in cui il ballo era una sorta di terapia di coppia, basata sul linguaggio del corpo: ognuno ha un ruolo, non si può andare a tempo da soli.

Inutile e inappropriato nel titolo l’aggettivo audaci.

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Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

Dal 4 maggio in libreria

È atteso per domani l’arrivo in libreria di Confessioni audaci di un ballerino di liscio, il nuovo romanzo di Paola Cereda edito da Baldini & Castoldi. La scrittrice brianzola ci racconta la poesia del quotidiano che si nasconde nel Delta delle balere, ambientando tra le acque e le campagne del Polesine questo giallo avvincente e accattivante. Frank, il protagonista di Confessioni audaci di un ballerino di liscio, viene coinvolto in un’indagine per omicidio, chiamato a scoprire il significato celato dietro un misterioso biglietto...

«La notte mi consolai con quattro gin tonic e un classico del liscio, illudendomi di poter bastare a me stesso. Dopotutto le persone finiscono per assomigliare ai luoghi dove vivono, provavo a convincermi, e io dovevo al fiume il mio perpetuo scorrere.»

Il Sorriso dancing club, la balera più famosa del Polesine, compie cinquant’anni. Il suo proprietario, Frank Saponara, organizza una grande festa di compleanno alla quale partecipa l’intera comunità di Bottecchio sul Po. Frank è un ballerino di liscio che ha avuto tante donne quante sono le mazurche che ha ballato, ma quelle che hanno segnato la sua carriera sentimentale sono tre: Ivana, il suo primo amore, Kristelle, una star del porno, e Barbara, musicista e cantante. La sera del compleanno del Sorriso le tre donne si ritrovano sulla stessa pista mentre, poco distante, nella golena di Ca’ Silente, Vladimiro Emerenzin, amico di Saponara e poeta di paese, muore in strane circostanze. Tra le sue dita, un biglietto della festa alla quale non ha partecipato e una parola scritta a matita. Frank è chiamato a dare un senso a quell’ultimo messaggio e scopre che la vita è come il liscio: si balla in due e bisogna andare a tempo.

Paola Cereda, psicologa, è nata in Brianza ed è appassionata di teatro. Dopo un lungo periodo come assistente alla regia in ambito professionistico, è andata in giro per il mondo fino ad approdare in Argentina, dove si è avvicinata al teatro comunitario. Oggi vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Vincitrice di numerosi concorsi letterari, è stata finalista al Premio Calvino nel 2001 e nel 2009. Ha pubblicato Della vita di Alfredo (2009), Se chiedi al vento di restare (2014) e Le tre notti dell’abbondanza (2015).

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