Categoria: clive cussler

La vendetta dell’Imperatore di Clive Cussler

 

Dal 18 gennaio in libreria

Un segreto nascosto nei meandri della storia nella nuova avventura di Clive Cussler, La vendetta dell'Imperatore che sarà disponibile in libreria dal 18 gennaio per Longanesi.  L'equipaggio di sempre e una nuova avventura per l'undicesimo capitolo della fortunata serie degli Oregon Files. Clive Cussler è tra quei rari scrittori che intrecciano mirabilmente vita e fiction. Dopo l’esperienza nell’aviazione militare statunitense, fondò la NUMA, National Underwater and Marine Agency, una no-profit specializzata nel recupero di relitti marini di interesse storico. Queste avventure sono la forza ispiratrice delle missioni che impegnano il capitano Juan Cabrillo e la ciurma ambientalista della supertecnologica nave Oregon.

E se Napoleone fosse riuscito a fuggire dall’esilio?

Questa volta il capitano Cabrillo  è chiamato a investigare dopo un violento colpo in banca durante il Gran Premio di Monaco. Cabrillo, insieme all'inseparabile equipaggio, unirà le forze con un amico di vecchia data conosciuto durante i suoi giorni alla CIA, per scovare un hacker e uno spietato ex-ufficiale della marina militare ucraina e rimettere a posto i conti prosciugati della Corporation. Una delle imprese più rischiose della carriera di Cabrillo, che si troverà di fronte a qualcosa di ben più complesso che un semplice colpo in banca. La rapina, infatti, era solo il primo passo di uno schema che porterà alla morte milioni di persone e al crollo delle maggiori economie del mondo. A mettere in ginocchio e tenere in scacco l’intera Europa sarà un documento dal valore inestimabile creduto perso sin dal disastroso tentativo di invasione della Russia da parte di Napoleone; un'arma che nasconde un segreto e una nuova indimenticabile avventura per l'equipaggio della Oregon.

Clive Cussler (Aurora, Illinois, 1931) ispirandosi alle sue imprese e alla sua esperienza di cacciatore di emozioni è diventato un Maestro dell’avventura, i cui numerosi romanzi sono tutti bestseller mondiali. Longanesi pubblica tutti i suoi romanzi, tra cui la serie di Dirk Pitt, quella delle Fargo Adventures, quella dei Numa Files, quella degli Oregon Files e le indagini di Isaac Bell nell’America dei primi del Novecento. [amazon_link asins='8830449547' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='07b01875-e017-11e7-bb1e-6bd63a170956']abc

Recensione di Il segreto di Osiride di Clive Cussler e Graham Brown

Kurt Austin e Joe Zavala, i migliori agenti della NUMA, sono impegnati a scandagliare i fondali marini nei pressi di Lampedusa, quando ricevono via radio una richiesta d’aiuto proveniente dalla stessa isola. A chiedere soccorsi è una dottoressa italiana, Renata Ambrosini. Sbarcati a Lampedusa, i due agenti si trovano davanti a un’isola disseminata di corpi inanimati. Dopo aver raggiunto l’ospedale e liberato, con non pochi problemi, la dottoressa Ambrosini, Jurt e Joe scoprono che gli abitanti di Lampedusa non sono morti, ma in un profondo stato di coma. La causa, una misteriosa nube abbattutasi sull’isola a seguito dell’esplosione di un’imbarcazione a largo della costa. Kurt e Joe decidono di collaborare nel tentativo di scoprire qualcosa sulla pericolosa sostanza e, magari, di recuperare un antidoto. In questa sfrenata lotta contro il tempo, i due agenti conducono la propria indagine tra reperti archeologici messi all’asta sull’isola di Malta e diari e corrispondenze di età napoleonica. Diversi gli ostacoli sulla loro strada, rappresentati da Osiride, una pericolosa organizzazione terroristica che fa base in Egitto e che, soffiando sul fuoco della Primavera araba, mira all’unificazione del Nordafrica sotto la propria egemonia. Per la fortuna di Kurt e Joe intervengono in loro aiuto, oltre alla dottoressa Ambrosini, altri due agenti NUMA: i coniugi Paul e Gamay. Questi, in Libia per una vacanza, cominciano a indagare sulla misteriosa – e quasi istantanea – scomparsa dei bacini idrici naturali che rifocillano d’acqua numerose città. La lotta tra NUMA e Osiride è quindi inevitabile e a farle da scenario sono le misteriose e affascinanti piramidi egiziane. Quello di Cussler, più che un romanzo, sembra la sceneggiatura di un frenetico film d’azione prodotto da Hollywood. L’arco narrativo de Il segreto di Osiride è un unico lungo climax che non prevede pause. Eppure, di pause se ne sente un gran bisogno: per conoscere meglio i personaggi, ad esempio, o per scoprire i magnifici luoghi che ospitano gli eventi: Lampedusa, Malta, il Nordafrica, la Francia… Questi, infatti, rimangono solo dei nomi e sono del tutto ininfluenti al prosieguo della storia. I personaggi sono piatti e bidimensionali, riconducibili in due categorie: i buoni che sono soltanto buoni e i cattivi che sono soltanto cattivi. Ma Clive Cussler sembra interessato unicamente a mettere in scena adrenalinici combattimenti subacquei o inseguimenti fluviali. Il romanzo si rivela quindi estremamente leggero e prevedibile, per il semplice fatto che si sa già come andrà a finire e quello che succederà, in un modo o nell’altro. Tutto va come deve andare, e non potrebbe essere altrimenti. Si naviga a vista nella banalità. Il segreto di Osiride è un romanzo che non lascia margine alla riflessione, né lascia traccia di sé dopo essere terminato.

Approfondimento

Ciò che ho davvero odiato de Il segreto di Osiride sono stati i dialoghi: un batti e ribatti di banalità e battute. Kurt e Joe hanno sempre la risposta pronta e non ci sarebbe nulla di male se non fosse sempre la stessa. Lo humor è una cosa seria e, se non se ne ha la padronanza, il risultato è raccapricciante. La caratterizzazione dei personaggi è nulla. Kurt e Joe sono gli eroi e per Cussler questo è sinonimo di invincibilità. La letteratura, invece, nei secoli ci ha insegnato che ciò che di più bello hanno gli eroi, è proprio l’essere vincibili. Il loro essere umani, le loro debolezze e le loro contraddizioni rendono affascinanti gli eroi. Cosa ci farebbe amare Achille, se non il suo tallone? I protagonisti di Cussler sono invece così perfetti da risultare antipatici e questo non è un problema da poco, dato che ci accompagnano per quasi quattrocento pagine. Allo stesso modo, i cattivi sono al pari dei supercattivi dei cartoni animati per bambini. Menzione d’onore per la sfilza di luoghi comuni, a partire dall’onnipotenza degli Americani, per finire con la povera dottoressa Ambrosini che, in quanto Italiana, non poteva che essere bellissima e con un passato da modella. È infatti risaputo che in Italia una dottoressa debba darsi alle sfilate per arrotondare il proprio stipendio.

Andrea Colosimo

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In mare aperto di Clive Cussler

 

Dall' 8 settembre in libreria

Arriva a settembre in libreria In mare aperto di Clive Clusser, edito Longanesi. Cussler, grazie alle sue doti narrative in cui riesce a intrecciare con successo vita e fiction, torna a raccontarci di tematiche di guerra assieme al suo protagonista Isaac Bell, questa volta impegnato in una missione che può cambiare le sorti del mondo occidentale, ma potrebbe anche costare moltissime vittima. A cominciare dalla sua.

Gli Stati Uniti alla vigilia del primo conflitto mondiale e un’invenzione che può cambiare le sorti della guerra.

È il 1910 e nel mondo si avvertono i prodromi della guerra. Anche gli Stati Uniti stanno per essere coinvolti nel primo conflitto mondiale e Isaac Bell, a capo di una squadra di detective della Van Dorn, la più grande agenzia investigativa statunitense, si trova a bordo della nave Mauretania, di scorta a un prigioniero che dev’essere trasferito dall’Europa a New York. Ma a bordo della nave c’è un carico ancor più prezioso del loro prigioniero. Bell si troverà infatti a sventare il tentativo di rapimento di due scienziati da parte di un manipolo di agenti segreti tedeschi, che vogliono a tutti i costi impossessarsi di una misteriosa ma rivoluzionaria invenzione. Quando uno dei due scienziati viene brutalmente assassinato in pieno oceano e l’invenzione distrutta in un incendio, Bell capisce di trovarsi di fronte a una macchinazione dalla portata dirompente.

Clive Cussler (Aurora, Illinois, 1931) La sua carriera accademica fu interrotta prematuramente dalla decisione di arruolarsi nell’aviazione durante la Guerra di Corea. Qui lavorò come meccanico aeronautico e ingegnere di volo nel Military Air Transport Service, cominciando a collezionare le avventure che poi sarebbero state la forza ispiratrice dei suoi libri. Conclusasi questa esperienza militare, Clive Cussler divenne copywriter e direttore creativo di diverse agenzie e sceneggiatore. La sua naturale inclinazione all’avventura, però, si risvegliò nel 1978 quando decise di fondare la NUMA, the National Underwater and Marine Agency, un’associazione no-profit finanziata in gran parte dai ricavati della vendita dei suoi libri, specializzata nel recupero e nella conservazione di relitti marini di interesse storico.  È ispirandosi alle sue imprese e alla sua esperienza di cacciatore di emozioni che è diventato un maestro dell’avventura. Nel 1997, la State University di New York gli ha conferito una laurea in Lettere per riconoscere il valore letterario dei suoi romanzi. Longanesi ha in catalogo la serie di grande successo dedicata a Dirk Pitt, gli Oregon Files, la serie di Isaac Bell e la serie dei coniugi Fargo.

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Recensione di Fuga di Clive Cussler

Bell assimilò tutto questo con una certa dose di stupore. Gli piacevano i giovani e prendeva spesso sotto la sua ala protettrice apprendisti detective, ma non ricordava di aver mai parlato con un ventenne che sembrasse più preparato e più sicuro di sé di quella giovane donna, figlia di un allevatore, proveniente dalle regioni selvagge della North Country.

È il 1909, e nella natura selvaggia dei monti Adirondack Josephine Josephs, giovane graziosa ma dal carattere ribelle, si diverte a volare sopra i boschi che circondano la fattoria in cui vive col ricco marito Harry Frost, a bordo di una macchina volante progettata dall'ingegnere italiano Marco Celere. I due uomini si stanno cimentando in una battuta di caccia e, proprio mentre Josephine li scorge dall'alto, Frost punta il fucile contro Celere e spara, per poi rivolgere l'arma anche contro l'aeroplano tentando, senza però riuscirci, di eliminare l'unica testimone del crimine appena commesso.

Intanto a San Francisco fervono i preparativi per l'inizio della Whiteway Atlantic-to-Pacific cross country air race, o più semplicemente la Whiteway Cup, un'incredibile competizione che attraverserà da est a ovest tutta la nazione, riservata agli eroi dell'aria e organizzata dal magnate dell'informazione Preston Whiteway. Il tycoon ha chiaramente voluto che l'attrazione principale della corsa fosse proprio Josephine Josephs (di cui è palesemente innamorato), tanto da sponsorizzarla personalmente e nascondere a fatica la speranza di un suo successo. Ma Harry Frost, che nel frattempo si è dato alla fuga, è ancora in agguato: temendo per l'incolumità della donna Whiteway ha deciso di allestire un servizio di protezione in grande stile e si è rivolto all'Agenzia Van Dorn, il meglio che si possa trovare sulla piazza. Al detective capo Isaac Bell, forse il più in gamba tra tutti gli agenti in servizio, spetterà dunque il compito di vegliare personalmente su Josephine, tanto da dover prendere lezioni di volo per poterla seguire anche nel vivo della gara.

Bell è perfettamente cosciente di quanto la sfida sia ardua: Harry Frost è un vecchio avversario, forte, scaltro e senza scrupoli. Per quanto il cerchio di protezione costruito attorno a Josephine possa essere imponente, il detective sa che potrebbe non bastare. Ma c'è anche altro a cui dover dare attenzione: l'intuito e l'esperienza di Bell gli suggeriscono che sia necessario scavare nel legame tra la giovane pilota e Marco Celere – il cui corpo del resto non è mai stato ritrovato – e sul passato del costruttore italiano, che sembra farsi sempre più intricato a ogni passo compiuto dalle indagini. E cosa dire poi degli strani incidenti e sabotaggi che, fin dalle prime battute, mettono a repentaglio l'incolumità dei partecipanti e spesso bagnano di sangue la competizione? Fra sospetti, minacce, assalti frontali, inseguimenti in volo e sulla terraferma, la Whiteway Cup procederà di Stato in Stato, trasformandosi presto da folkloristica intuizione di un ricco imprenditore a confronto all'ultimo sangue tra i protagonisti di una vicenda che mescola sogni di gloria, desideri di rivalsa e cinici interessi personali.

Il nome di Clive Cussler è ormai un sigillo di garanzia per il romanzo di avventura contemporaneo e anche in questa circostanza l'ormai attempato narratore americano non si smentisce. Fuga è di certo un libro avvincente e ben scritto in cui la perizia e la precisione delle descrizioni tecniche non fa scemare – anzi amplifica – suspense e adrenalina. La narrazione è dettagliata ma asciutta e i personaggi, seppur con qualche stereotipo di troppo (pensiamo soprattutto a Marco Celere, classico italiano genio e mascalzone), sono resi con toni vividi e per nulla piatti. È ovvio, occorre mettere in conto qualche evitabile esagerazione – come Bell che atterra su un molo bestiame e si lancia all'inseguimento di Frost salendo in groppa a un toro, o ancora come il tentativo di spengere la miccia di un ordigno a colpi di pistola – e un finale che poteva lasciare qualche spazio in più a eventuali sorprese, ma l'effetto complessivo è senza dubbio soddisfacente.

Approfondimento

La grande passione di Clive Cussler per navi e aerei è risaputa e in questo libro trova il modo di dar sfogo alla sua estesa conoscenza in fatto di macchine volanti: la puntualità con cui vengono ricostruite le soluzioni tecniche adottate dai pionieri del volo per risolvere i problemi di stabilità e sicurezza dei primi prototipi, così come l'attenzione per le questioni fisico-dinamiche di cui ingegneri, meccanici e piloti dovevano tener conto oltre un secolo fa, contribuiscono a rendere particolarmente interessante la lettura di Fuga, che, pagina dopo pagina, diventa non solo un bell'esempio di narrativa d'avventura, ma anche un peculiare affresco di un'epoca ancora totalmente e forse ingenuamente fiduciosa nel progresso tecnico e in un futuro radioso per l'umanità.

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Il segreto di Osiride di Clive Cussler

Dal 3 febbraio in libreria

Sta per arrivare in libreria Il segreto di Osiride. La leggenda del signore egizio degli inferi e l’Apocalisse nel nuovo romanzo edito da Longanesi del grande, incontrastato Maestro dell’Avventura: Clive Cussler. Il segreto di Osiride narra di un folle, di un’arma potentissima e di un unico uomo, Kurt Austin, capo delle missioni speciali della Numa, che può impedire una nuova apocalisse. L’unico modo per farlo è affrontare la leggenda più oscura e potente di tutte: quella di Osiride, il signore egizio degli inferi.

Africa, cinquemila anni fa: è l’alba di un nuovo impero. L’Egitto si avvia a diventare il faro della civiltà dell’epoca, attraverso uno sfarzo costruttivo senza precedenti e una cultura ammantata di leggendaria magnificenza.

Africa, oggi: l’Egitto è un paese in difficoltà sociali ed economiche. Ma c’è chi non si arrende a un destino ingiusto. Un misterioso, ma potentissimo uomo d’affari ha tutta l’intenzione di riportare il suo paese ai fasti di un tempo. E ha a sua disposizione due eccezionali scoperte: la prima è una ricca falda acquifera sotto il Sahara, di cui cercherà di impossessarsi. Ma è la seconda a essere la vera minaccia per l’equilibrio mondiale. La leggenda narra della Nebbia Nera, una sostanza estratta da una pianta rarissima che cresce solo nella Città dei Morti. E pare che sia in grado di rubare la vita ai vivi per ridarla ai morti. Nelle mani di un folle, la Nebbia Nera è un’arma potentissima, e soltanto Kurt Austin, Joe Zavala e la NUMA possono impedire una nuova apocalisse. Ma l’unico modo per farlo è affrontare la leggenda più oscura e potente di tutte: quella di Osiride, il signore dell’inferno egizio…

Clive Cussler (classe 1931) è uno dei rari scrittori che intrecciano mirabilmente vita e fiction. La sua carriera accademica fu interrotta prematuramente dalla decisione di arruolarsi nell’aviazione durante la Guerra di Corea. Qui lavorò come meccanico aeronautico e ingegnere di volo nel Military Air Transport Service, cominciando a collezionare le avventure che poi sarebbero state la forza ispiratrice dei suoi libri. Conclusasi questa esperienza militare, Clive Cussler divenne copywriter e direttore creativo di diverse agenzie e sceneggiatore. La sua naturale inclinazione all’avventura, però, si risvegliò: nel 1978 fondò la NUMA, the National Underwater and Marine Agency, un’associazione no-profit finanziata in gran parte dai ricavati della vendita dei suoi libri, specializzata nel recupero e nella conservazione di relitti marini connotati da grande interesse storico. È ispirandosi alle sue imprese e alla sua esperienza di cacciatore di emozioni, che è diventato un maestro dell’avventura, i cui numerosi romanzi sono tutti bestseller mondiali. Nel 1997, la State University di New York gli ha conferito una laurea in Lettere per riconoscere il valore letterario dei suoi romanzi. Vive attualmente tra l’Arizona e il Colorado, dove ha costruito il suo museo-garage, in cui sono esposte più di un centinaio di automobili d’epoca. Longanesi ha in catalogo la serie di grande successo dedicata a Dirk Pitt (tra i quali si ricorda Havana Storm), gli Oregon Files, la serie di Isaac Bell, la serie dei coniugi Fargo e di Juan Cabrillo (Piranha).

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Recensione di Piranha di Clive Cussler e Boyd Morrison

Una grande operazione per la conquista del potere assoluto sull’umanità è iniziata. È iniziata molti anni orsono, e con certezza posso dire che la persona che provocò la scintilla primordiale di questo evento, nemmeno lontanamente poteva immaginare cosa avrebbe generato. Se lo avesse potuto anche solo pensare, sono convinto che avrebbe bruciato tutto subito; appunti, schizzi, prototipi e addirittura avrebbe annientato se stesso. Nessuno è a conoscenza di ciò che il cattivo di turno sta realizzando, nemmeno colui che è destinato inizialmente al ruolo di protagonista.

Solo una mente bacata gode per molte pagine, dell’effetto potentissimo di ciò che ha concepito.

L’operazione nasce da molto lontano, dal lavoro compiuto da uno scienziato tedesco, e ora viene definita nella sua sostanza mettendo insieme le antiche ma precise scoperte, con moderne tecnologie, unite ad astuzia, precisione, grande visione d’insieme e follia assoluta. Tutti questi elementi catalizzanti legheranno a doppio filo gli attori coinvolti, convinceranno pagina dopo pagina il creatore del progetto Piranha di poter tenere sotto controllo tutto e tutti.

Ma è ben noto che le sorprese più brutte arrivano spesso da granitiche certezze, e a un piranha basta poco per attaccare e non mollare più la presa, è imprevedibile, e il pericolo maggiore viene dal suo stare in un gruppo molto unito, coeso, mai solo.

Ecco, tra i tanti attori di questo divertente e coinvolgente romanzo di Clive Cussler, c’è un bellissimo gruppo di persone, uomini e donne, tecnici preparatissimi, dotati di grande intelligenza e buon senso, ma soprattutto molto uniti fra loro. Sono disposti a tutto l’uno per l’altra, e dai dialoghi e dalle azioni intraprese lungo tutta la storia, la precisa scrittura di Cussler fa emergere, a mio parere, una grandissima umanità.

Di queste avventure che trattano di guerriglia, spionaggio, avventure al limite del possibile, ne vediamo molte sullo schermo di casa o al cinema. Questo è proprio il caso in cui se vedessi la trasposizione cinematografica, sono certo direi “Il libro è più bello del film” (come capita spesso), proprio per il particolare che ho appena descritto. La verosimiglianza dei personaggi è davvero ben resa e arricchisce di un qualcosa in più quest’opera.

Approfondimento

Ritornando alla metafora della partita a poker, la stessa bisogna dire che fa il paio con un altro elemento presente in Piranha e nelle partite a carte: l’incertezza, la nebbia, l’oscurità, la non conoscenza, il navigare al buio.

La nebbia rende tutto ovattato, invisibile e anche apparentemente tranquillo. Apparentemente. Dietro il suo velo si possono celare manovre nascoste, personaggi dalla doppia o tripla vita, marinai, soldati, politici e professionisti della finanza, ingegneri navali e informatici, e tanta adrenalina, obnubilata dall’immobilità della nebbia.

State bene attenti cari lettori, perché a metà strada Clive Cussler regalerà sprazzi di luce, ma per poco, solo per prendere fiato. Curiosità, ansia, desiderio, coinvolgimento non daranno tregua, anzi. Si entra nel vivo.

Nebbia e non conoscenza, contro la possibilità di vedere tutto e tutti, chiaramente. Sarà un bel match, sarà anche una domanda che ogni lettore si porrà nel corso della storia. Io l’ho fatto e mi sono divertito un sacco. Pirahna compete alla grande con i migliori videogiochi di guerriglia tattica e tecnologica oggi in circolazione. Adrenalina allo stato puro da assumere in dosi massicce. Buona lettura.

Claudio Della Pietà

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Recensione di Havana Storm di Clive Cussler

Come per le precedenti avventure, Clive Cussler ambienta anche questa nel futuro: siamo infatti nell’estate del 2016 perciò non disperiamo, Dirk Pitt potrebbe ancora sorprenderci a bordo di una nave turchese mentre siamo in spiaggia.

In Havana Storm ci viene presentato alla guida di una Bentley durante una gara di auto d’epoca in Virginia; ad accoglierlo al traguardo la donna dai capelli color cannella, ovvero sua moglie Loren Smith, membro del Congresso degli USA.

Il pilota nel momento della vittoria aveva un’aria rilassata, con il gomito appoggiato con nonchalance sulla portiera”

Sì, è decisamente il suo stile. Terminata ala gara, Loren lo informa di aver ricevuto una telefonata da Rudi Gunn, suo vicedirettore alla NUMA, la National Underwater and Marine Agency; ha bisogno di parlargli di una preoccupante situazione che si sta delineando nel mar dei Caraibi. Le acque marine in prossimità del delta del Mississippi sono una zona morta, cioè sostanzialmente prive di contenuto organico, e questa è cosa nota. Il problema è che le immagini satellitari documentano lo stesso fenomeno anche a sud ovest della Giamaica, ma troppo lontano dalla costa perché possa essere attribuito all’inquinamento industriale dei fiumi che sfociano in mare. In seguito, i sofisticati strumenti a bordo della Sargasso Sea, rilevano concentrazioni elevatissime di metilmercurio nell’acqua. Da dove proviene? Forse qualcuno sta portando avanti attività poco lecite senza preoccuparsi dell’impatto ambientale?

Nel frattempo Dirk Junior e Summer, i gemelli figli di Pitt, sono al largo delle coste del Messico e stanno aiutando il dottor Madero a compiere ricerche subacquee. Mentre esplorano un cenote trovano un cofanetto azteco contenente una sorta di guida illustrata: si evince che un prezioso oggetto di pietra sia stato volontariamente diviso in due metà per meglio nasconderlo ai nemici spagnoli. Lo studioso e i suoi colleghi pensano di aver individuato dove possa essere una delle due parti e, con l’aiuto dei fratelli Pitt, la trovano in un lago artificiale nei pressi della cittadina messicana di Zimapàn. Evidentemente il manufatto fa gola a molti, perché tre uomini armati li accolgono sulla riva e, dopo aver ucciso l’archeologo Torres e rapito Summer, scappano con la pietra. Perché è così importante possedere l’oggetto e riunire le due parti? E qual è il legame con le fughe subacquee di mercurio? Indubbiamente un’avventura intensa, che coinvolge anche la vicina isola di Cuba e le sue vicende politiche, arrivando a scomodare il vicepresidente degli Stati Uniti.

Havana Storm è un grande romanzo d’avventura che non delude i fan di Dirk Pitt e ne può conquistare di nuovi. Mi permetto di dire che può tenere inchiodate alle pagine anche molte donne, a cui non importa nulla di avventure negli oceani, ma che possono apprezzare la prospettiva di una gita in barca con Mr. Pitt.

La maestria con cui Clive Cussler, affiancato ormai da alcuni anni dal figlio Dirk Cussler (no, il nome non è un caso), costruisce la vicenda e la proprietà con cui descrive luoghi, imbarcazioni e attrezzature, sono impareggiabili. È evidente che si tratta di un argomento che ben padroneggia e che lo appassiona e non c’è niente di meglio per garantire la riuscita del romanzo.

 
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Approfondimento

In Havana Storm sono presenti tutti i personaggi a cui i fan di Clive Cussler si sono ormai affezionati: Al Giordino, inseparabile compagno di avventure di Dirk Pitt, sempre alla ricerca di buon rum e di sigari cubani. Un tempo li sottraeva di nascosto all’allora direttore della NUMA James Sandecker, ma da quando questi è diventato vicepresidente USA lasciando la direzione a Pitt, deve cavarsela da solo.

Non possono mancare all’appello Rudi Gunn, occhialuto vicedirettore, Hiram Jaeger, genio informatico e hippy, e St. Julien Perlmutter, storico marittimo con una grande cultura in fatto di navi, naufragi…e cibo.

I gemelli Dirk e Summer sono entrati a far parte della squadra NUMA già da un po’: non sono figli di Loren Smith, ma di una donna di nome Summer che Pitt conobbe durante una delle sue prime imprese e che credette morta in un incidente subacqueo. La vicenda in questione è narrata nel romanzo Vortice, mentre il ricongiungimento con i figli avviene alla fine di Walhalla.

Come spesso fa per stare più vicino ai suoi personaggi, Cussler è presente nel romanzo: è un barista che i gemelli Pitt incontrano in Giamaica e che consegna loro il diario di un archeologo di fine Ottocento sperando di aiutarli.

Anche la passione per le auto d’epoca è autentica e l’autore la trasferisce al suo protagonista che infatti in ogni romanzo ha a che fare con qualche macchina di valore; inoltre Dirk Pitt vive in un hangar dell’aeroporto di Washington dove ha tutto lo spazio necessario alla sua collezione di quattroruote.

La NUMA esiste davvero: l’ha fondata Clive Cussler nel 1978 ed è specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica.

E infine che dire del protagonista, Dirk Pitt: ormai non è più giovanissimo, ma il fascino dei suoi occhi verde opale è immutato. Possiamo immaginarlo un po’ come Matthew McConaughey, l’attore scelto per interpretarlo nel film tratto dal romanzo Sahara. Ha avuto molte donne, ma da quando ha conosciuto Loren Smith non c’è più speranza per nessuna. Nelle sue avventure non si separa mai dal suo orologio Doxa, che infatti troviamo anche in Havana Storm e dalla sua Colt M1911, che invece stavolta manca.

Insomma, mi rivolgo al pubblico femminile, non ci rimane che prenotare un viaggio ai Caraibi per quest’estate e scrutare pazientemente l’orizzonte in attesa della Sargasso Sea: buone vacanze! Quattro pirati nel mar dei Sargassi…

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